Real Madrid: rimanere grande, tra mercato e futuro

La “Fase Final” di Liga Endesa ha lasciato un segno decisamente notevole sul Real Madrid, mettendo in moto una serie di potenziali operazioni, destinata a cambiare il futuro del roster.

Il Real è stato vittima di un vero e proprio disastro, inatteso nella sostanza e pesante anche nella forma. Non raggiungere le semifinali in patria per la prima volta dal 2008 non è cosa con cui si è abituati a fare i conti a Valdebebas. Improvvisamente un roster ritenuto pressoché perfetto e completo in ogni suo reparto è diventato, secondo alcuni, usurato, per non dire vecchio, ed in piena necessità di rinnovamento, che per alcuni si può definire rivoluzione.

La “casa blanca” ha sempre agito nel segno della continuità e degli inserimenti mirati, tanto che solo poco prima che iniziasse il bellissimo torneo di Valencia, se ne celebrava l’esperienza e la conoscenza reciproca come valore fondamentale nei successi continui.

Dato per scontato l’addio di Salah Mejri, sempre ai margini tutta ls stagione, negli ultimi giorni si è aggiunto, alla lista dei partenti pressoché certi, quello di Jordan Mickey, che un anno fa veniva celebrato come colpo di grande peso sul mercato. Ed altrettanto presto si è arrivati a discutere del futuro di Fabien Causeur e Jeffery Taylor, tutta gente con rinnovi siglati la scorsa primavera e protagonisti di quella profondità che si riconosceva come valore aggiunto alla squadra di Laso. Nicolas Laprovittola è questione ormai chiarissima: lui vorrebbe maggior esposizione, lo staff non ne ha completa fiducia. L’addio è probabilissimo.

Ma è chiaro che il nome per eccellenza su cui si ragiona è quello del miglior playmaker puro di Eurolega, ovvero Facundo Campazzo. Le sirene NBA si sono fatte sentire durante il lockdown, inizialmente smentite dall’agente dell’atleta e, nelle ultime ore, divenute insistentemente e nuovamente attuali. Se il Real perde Facu, le cose cambiano parecchio. Ed allora l’uscita di Mickey viene interpretata anche come la possibilità di arrivare ad un profilo extracomunitario (USA) di valore, senza incorrere in problemi di rotazioni con le regole sull’impiego in patria. Perchè non va dimenticato che ora più che mia, dopo il “fracaso” di Valencia, i titoli spagnoli peseranno il doppio.

Ante Zizic, ottimo centro croato, è ad un passo e si inserisce nel discorso appena fatto: giocatore eccellente, è pure comunitario ed allora ci siamo per le operazioni di cui sopra.

Carlos Alocen è un grandissimo talento, ma è già pronto a gestire un ruolo in cui i padroni di casa sono stati, in serie, Rodriguez, Llull, Doncic e Campazzo? La nostra opinione è più sul sì che sul no, tuttavia anche in caso di permanenza del fenomenale argentino, non è esclusa un’addizione importante, magari più la classica “combo” piuttosto che un play puro. Nando De Colo è un vecchio sogno madridista ma la sua situazione al Fenerbahçe è ancora tutta da definire.

In questo quadro divenuto improvvisamente di emergenza, in cui le certezze sono diventate dubbi e le forze sono parse tutto ad un tratto quasi debolezze, non va dimenticato che gli uomini di Laso hanno comunque portato a casa i titoli di Supercoppa e di Copa del Rey, navigavano saldamente tra le prime 3 di Turkish Airlines Euroleague, con solida vista sulle Final 4, ed erano secondi in Liga, dove un Playoff avrebbe probabilmente creato meno sorprese di quanto non si sia verificato alla Fonteta, in un torneo organizzato e giocato così bene da non poter in alcun modo essere definito con aggettivi limitanti.

Facciamo veramente fatica vedere tutto nero per i madrileni, perchè quanto abbiamo potuto apprezzare durante tutta la stagione ci ha detto di un’organizzazione tecnica splendida, e con Laso non potrebbe essere diversamente, nonché di una profondità di soluzioni di livello assoluto. E’ però chiaro che un po’ di usura sia naturale in alcuni elementi in là con gli anni e che la partenza di Facundo Campazzo, se dovesse realmente avvenire, aprirebbe uno scenario nuovo.

Ma il concetto di nuovo a Madrid è quasi sempre andato di passo con la parola crescita. Non potrebbe essere altrimenti, per la presenza di un Coach straordinario e per il semplice fatto di essere il club più importante al mondo, il che non è mai un caso.

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