Hines e Milutinov: tra Milano e Mosca è un doppio affare?

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Sono i due trasferimenti che hanno fatto più rumore, sinora, in Turkish Airlines Euroleague.

Se l’approdo di Milutinov al Cska è cosa di cui sapevamo da tempo, avendolo già riportato due mesi fa senza il minimo dubbio, Kyle Hines all’Olimpia è notizia che ha iniziato a rimbalzare da poche settimane, tra l’altro in un clima di una certa diffidenza, poiché l’addio del pluricampione al Cska sembrava veramente impossibile.

In pochi giorni entrambe le mosse sono diventate ufficiali ed ora si può già provare ad analizzare se la situazione sia favorevole più all’una che all’altra squadra, se non ad entrambe in egual misura.

Kyle Hines, 34 anni a settembre, è reduce da una stagione ad 8,8 punti, il 63,6% su 162 tiri da due, il 64,9% su 57 liberi, 4,9 rimbalzi ed un PIR da 11,4. Il tutto in 23’22” di utilizzo medio senza saltare un solo incontro. Numeri assolutamente in linea con la carriera in Eurolega. In 281 gare giocate in 10 stagioni tra Bamberg (1), Olympiacos (2) e Cska (7) i punti sono stati 8,7, la percentuale da  due il 61,6% ed i rimbalzi 4,6.

Statistiche  a parte, pesano enormemente i 4 titoli, due al Pireo e due con l’Armata Rossa, sempre da giocatore decisivo. In una semplice definizione, Kyle Hines è un vincente nato.

Nikola Milutinov, 26 anni a dicembre, ha giocato 24 gare su 28, con un utilizzo medio di 24’39”. 10,3 punti con il 63,6% da due su 128 tentativi, il 76,5% su 102 viaggi in lunetta, 8,2 rimbalzi ed un eccellente 19,2 di PIR, che lo pone al quinto posto nella speciale graduatoria, primo centro e secondo lungo dopo Mirotic. 7 stagioni in Eurolega (2 al Partizan e 5 al Pireo) a 7,2 punti col 62% da due, il 73,9% ai liberi e 5,1 rimbalzi. Numeri in straordinaria crescita progressiva nelle ultime stagioni, quelle in cui ha segnato anche di più (11,7 e 10,3), oltre a raccogliere più carambole sotto le plance.

Statistiche oltre l’eccellenza per quello che David Blatt ha definito il miglior centro di Eurolega. La crescita è costante e l’impatto sulle gare è devastante. nel pieno della maturità. Ha diversi anni davanti a lui come giocatore dominante. Da non sottovalutare la discreta percentuale in lunetta, fondamentale per un centro che sa fare di tutto in campo.

Numeri alla mano, ci guadagna il Cska e non poco. Ma sappiamo bene che nel basket vi sono una serie di fattori decisamente determinanti che entrano in gioco quando si valuta un giocatore. Ed allora l’affraone chi lo ha fatto in questo movimento di giocatori nello stesso ruolo?

Gli americani la definiscono “win/win situation” e ci sentiamo di utilizzare questa definizione in questo caso.

I pro e contro di entrambi i club?

L’Olimpia inserisce un campione, vincente nato, uno definito da Itoudis «la mia mano destra e la mia mano sinistra». Leadership, valori etici di altissimo profilo e l’esperienza necessaria alla squadra per diventare da subito un team competitivo. Milano sa che con Hines si può vincere subito, ma sa anche che lo spazio temporale per farlo non potrebbe essere infinito, anzi. Le doti difensive, l’atipicità nel rollare  a canestro, la presenza costante in ogni momento decisivo delle gare e la capacità di giocare i possessi che contano sono caratteristiche uniche ed inestimabili.

I contro sono rappresentati dall’età, dall’aver dovuto pagare un buyout (parole di Vatutin)  per un atleta oltre i 33 anni e da un contratto che leggero non è certamente, per chi si avvia all’ultima parte della carriera.

Il Cska mette a roster uno dei tre migliori centri della competizione, a nostro parere “il migliore”, nel pieno della maturità fisica e tecnica, capace come pochi di dominare spalle a canestro, passatore eccellente e dotato di notevoli dinamismo e tecnica nella “rollata”, nonché totem difensivo di alto valore.

I contro per l’operazione Milutinov francamente sono difficili da vedere. Ok, contratto pesantissimo, tuttavia mitigato dal buyout ricevuto per Hines e dal fatto che l’addio dello stesso ormai ex capitano ha liberato spazio salariale importante. Itoudis voleva il giocatore da almeno due stagioni, ora si dota di una presenza pareggiabile solo da Tavares o Vesely , sebbene in forma diversa.

Una nota che vale per entrambi? Negli “scouting report” di tutta l’Eurolega si descrive sempre la capacità di un centro di non farsi attaccare troppo facilmente sul “pick and roll”. Ecco, in forma differente, entrambi eccellono da questo punto di vista.

Ed allora non ci sentiamo di trovare vincitori e vinti. Milano ha quello che desiderava, Mosca pure. Ecco perchè è una “win/win situation” che dovrebbe permettere alla squadra di Messina di elevare decisamente la sua competitività ed a quella di Itoudis di confermarsi come una superpotenza del panorama continentale.

 

 

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alberto marzagalia

Due certezze nella vita. La pallacanestro e gli allenatori di pallacanestro. Quelli di Eurolega su tutti.
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