Stelle che verranno, forse: Alex Antetokounmpo

Il più piccolo degli Antetokounmpo si appresta a sbarcare in Europa anche se la sua destinazione è ancora un incognita

Nel corso di questi anni ci siamo abituati a sentire il cognome Antetokounmpo, associandolo in automatico alla figura di Giannis, MVP nell’ultima NBA e nuovo idolo di milioni di ragazzi. Ma oltre a Giannis ci sono ben altri tre Antetokounmpo che, in maniera meno evidente, stanno dicendo la loro nel basket. C’è il fratello più grande, Thanasis, compagno di squadra proprio del numero 34 nonché già visto a buoni livelli in Eurolega col Panathinaikos, c’è il fratello più piccolo, Kostas, anch’egli quest’anno in forza ai Lakers, ed infine il più giovane della famiglia, il classe 2001 Alexandros, per tutti più semplicemente Alex.
In questo periodo di stop, Alex è salito agli onori delle cronache per la sua scelta di non proseguire il percorso di crescita in America, ma di tornare in Europa la prossima stagione, giocando da professionista e tentando il salto in NBA nel 2021. Nonostante ciò, però, ancora nessuna squadra ha mostrato concreto interesse per lui, rimandando, probabilmente, il discorso in estate, quando si saprà come e quando inizierà la stagione 2020/21 e chissà che l’esperienza europea più che positiva di Thanasis possa aiutarlo nel trovare una destinazione. Il maggiore dei quattro fratelli, infatti, con la maglia del pana ha collezionato in Eurolega ben 62 presenze in due anni, mettendo a segno però solamente 3,9 punti di media a partita. Ma la bassa media è dovuta al fatto che coach Pascual tendesse ad impiegare maggiormente il greco in difesa, soprattutto sulle guardie e sulle ali piccole avversarie.
Alex in questa stagione ha saputo mettersi in mostra con la Dominican High School, scuola cattolica del Wisconsin, vicino a Milwaukee, dove studio anche l’altro fratello Kostas, tenendo una media di 20 punti a partita e il 51% dal campo, ma ciò che ha impressionato di più in lui è la fluidità nei movimenti, nonostante un fisico lungo, 198 cm, ma non eccessivamente massiccio, 97 kg, e una buona propensione nell’andare a rimbalzo, grazie anche all’ampia apertura alare, circa 219 cm. Il suo ruolo predominate è quello di ala piccola, ma con una buona dose di lavoro potrà ricoprire più ruoli, migliorando nella gestione della palla e nel tiro dalla lunga distanza. Si sta dimostrando anche un ottimo difensore in grado di anticipare gli attaccanti in molte occasioni. Gli aspetti su cui dovrà assolutamente lavorare per migliorarsi sono la lucidità di gioco e la meccanica di tiro, ancora troppo poco fluida.
Quindi non ci resta che aspettare e scoprire la destinazione di Alex, che si è già detto pronto a questa nuova sfida, dichiarando «Credo in me stesso e so che posso migliorare il livello del mio basket. Sono sicuro che la scelta di giocare in Europa, il posto dove sono cresciuto, mi aiuterà per prepararmi al meglio per il passo successivo. Conosco il basket europeo e voglio mettermi alla prova il prima possibile nel professionismo. Infine, quando mi sentirò pronto e preparato al meglio, tenterò il salto in NBA».

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