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Ataman, la Liga Endesa, Pesic, Delaney, Wilbekin… E’ polemica continua sulla ripresa del gioco

E’ la settimana della decisione di Turkish Airlines Euroleague, quella che in sostanza darà una scossa decisiva al futuro della pallacanestro europea, con tempi e modi di gioco, budget e mercato che si baseranno sul futuro delle due massime competizioni europee.

Hanno parlato in tanti ed allora è bene rivedere nel dettaglio tutte le posizioni, tra leghe nazionali e tornei continentali, mentre diversi club hanno ripreso gli allenamenti.

Innanzitutto vi è una nuova candidatura per ospitare la fase finale di EL ed EC. In Lituania dal 30 maggio sarà possibile riprendere lo svolgimento di eventi sportivi. Prontamente lo Zalgiris ha avanzato la sua candidatura per la fase finale dei due tornei, appoggiato anche dal Primo Ministro Saulius Skvernelis, che ha inviato una lettera ufficiale ad Eurolega. Kaunas e Vilnius le due sedi indicate.

Ergin Ataman ha commentato all’agenzia DHA la chiusura anticipata del campionato decisa dalla federazione turca: «E’ stata una decisione frettolosa che causerà dei problemi a chi ha investito su una stagione e si è ritrovato con l’interruzione a metà».

Riguardo l’Eurolega, il Coach leader della competizione si è detto abbastanza certo della ripresa: «Credo che i protocolli di sicurezza permetteranno di completare la stagione nelle sedi che si sono proposte. Riconfermo la priorità della salute, ma possiamo  seguire le regole e far sì che la vita continui nel modo più normale possibile».

Da notare come il suo club, così come i rivali del Fenerbahçe abbiano accettato la decisione della federazione senza problemi e con comunicati pressoché simili.

Svetislav Pesic, al solito diretto e mai banale, ha sostanzialmente risposto alle dichiarazioni polemiche di Malcolm Delaney, che lamentava una mancanza di coinvolgimento da parte del club. In un’intervista con il media serbo Novosti il Coach del Barcellona non ha avuto mezze misure: «Abbiamo contattato Delaney per tornare ad allenarsi: se la stagione fosse proseguita sarebbe rimasto, se fosse stata annullata avrebbe potuto rientrare a casa. Il suo agente ci ha risposto he voleva un rinnovo di contratto ma non abbiamo nulla da rinnovare, visto che l’accordo scade il 30 giugno».

Importante, e potenzialmente pesantissimo, anche quanto aggiunto dal Coach serbo riguardo gli accordi tra Eurolega ed ELPA: «Gli accordi raggiunti non valgono niente perchè il 50% dei giocatori di EL non è iscritto all’associazione. So ad esempio che il Bayern pagherà il 70% dei salari degli ultimi tre mesi».

La Liga Endesa ACB, che ha deciso un mese fa per un torneo a 12 squadre che concluderebbe la stagione entro il 10 luglio, ha ricevuto i risultati di un sondaggio dell’associazione giocatori il cui responso è abbastanza chiaro. 107 no e 50 sì, gli atleti si schierano apertamente contro la ripresa della stagione 2019/20.

Nel dettaglio, fornito da Marca, emerge una posizione pressoché univoca dei giocatori impegnati con le squadre di Turkish Airlines Euroleague. 16 su 16 i no del Baskonia, così come quelli del Barcellona, mentre solo 2 del Real hanno votato sì mentre gli 11 interrogati dal Valencia si sono detti contrari.

Prosegue intanto il serrato confronto tra il Maccabi e la lega israeliana. Scottie Wilbekin ha usato Twitter per esprimere il suo malcontento. In sostanza, dice il play americano, «Se mi è permesso allenarmi allora posso anche uscire ed andare in un parco», criticando apertamente le linee guida del protocollo di ripresa. «Vorrei restare tranquillo, ma…» continua il giocatore in un altro cinguettìo. Appoggio da parte di Jake Cohen, compagno di squadra, e da una discreta parte della stampa.

Brusca risposta da parte della Winner League: «Siamo stati felicissimi di veder tornare i giocatori negli ultimi giorni. Le regole sono state decise insieme al Ministero della Salute. Disattendere queste regole è un gesto criminale».

«Siamo molto dispiaciuti per i commenti del giocatore del Maccabi, al quale volgiamo ricordare il ruolo degli atleti come esempio di comportamento».

L’ultimo aggiornamento da Israele vede il Maccabi proporre alle lega un piano per evitare che si sovrappongano le date con quelle di EL, nel qual caso i gialloblu hanno già fatto sapere di scegliere la competizione europea. Il club si è detto disposto a discuterne. Attendiamo sviluppi.

Nel mezzo di tutto ciò, mentre impazzano le polemiche, arrivano le dichiarazioni di Pierre Oriola, che riporta tutto ad un certa normalità e sottolineare le brutte ed umane sensazioni causate dalla pandemia: «Mi sono sentito come un giocatore ritirato, ho subìto tutti gli effetti di due mesi di stop. Mi sono mancati tiri e corsa. Alla ripresa ho messo il primo tiro, ma dopo cinque ero a pezzi»  ha detto al sito ufficiale del suo club,  commentando il primo allenamento. «Oggi ciò che conta è la salute, non il basket od il denaro».

Ecco, si possono prendere le parole di Oriola e farne tesoro, basta che poi gli stessi atleti contrari alla ripresa non esagerino con le richieste economiche, perchè altrimenti resterebbero soltanto belle parole… al vento.

 

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