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Dossier ripresa del gioco. Le voci e le mosse concrete

Ripresa del gioco? Ci sono le prime certezze, oltre alla prosecuzione degli studi per ricominciare laddove non si sia ancora deciso, in primis la Turkish Airlines Euroleague.

E’ bene ricordare come tra le leghe maggiori abbia già detto stop la VTB, mentre la Spagna ha presentato la sua formula a 12 squadre ed è in attesa del protocollo sanitario e dell’approvazione dell’associazione giocatori.

Tra i tornei di minore importanza  Grecia, Italia e Lituania hanno chiuso la stagione, mentre la Francia vuole provarci a settembre. Turchia ed ABA Liga studiano ogni possibilità.

 

Ma in Germania ed in Israele si è già decisamente avanti.

La Easy Credi BBL tedesca c’è. Come nel calcio, anche nel basket i teutonici vogliono essere locomotiva europea ed hanno comunicato i gironi e le modalità del torneo che assegnerà il titolo nella sede di Monaco di Baviera. L’ok definitivo è atteso tra il 14 ed il 18 maggio, data che permetterebbe di completare la stagione entro i tempi determinati.

Squadre suddivise in due gruppi, girone all’italiana che ne qualifica 8 ai Playoff. Quarti, semifinali e finale su due gare. Chi arriverà in fondo avrà giocato 10 gare nell’arco di tre settimane. Lo streaming è garantito già da ora.

Qui il dettaglio del comunicato della lega. con i gironi ed il protocollo sanitario proposto.

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In Israele il Presidente della BSL Shmuel Frenkel ha inviato al governo il piano per la ripresa del torneo.

Un periodo riorganizzativo che parte dal 17 maggio, data in cui inizierà la quarantena di due settimane per giocatori ed addetti ai lavori. Dopo questo periodo saranno ripresi gli allenamenti, ad inizio giugno.

Il 20 giugno è previsto lo svolgimento del Round 22, l’ultimo sospeso, che porterà progressivamente ai quarti di finale al meglio delle tre gare ed alla Final 4 prevista per l’ultima settimana di luglio. Importante notare come questo calendario si scontrerebbe con quello di Eurolega, previsto tra il 4 ed il 26 luglio. Cosa farà il Maccabi?

Tutte le gare si giocheranno a porte chiuse regolarmente nelle arene delle squadre.

Lo stesso presidente ha sottolineato come si attenda l’appoggio da parte dello sponsor (Toto-Winner) nonché come abbia inoltrato richiesta al Ministero delle Finanze di un contributo per i club al fine di poter ridurre le ingenti perdite.

«Senza il supporto finanziario sarebbe durissima continuare. Abbiamo promesso 145K ai club, di cui circa un terzo verrà anticipato in settimana, che devono arrivare da sponsors e televisioni».

«Riguardo la prossima stagione, è chiaro che senza pubblico non potremo mai cominciare» il duro monito del dirigente, in piena sintonia con quanto anticipato da Shimon Mizrahi,  presidentissimo del Maccabi Tel Aviv.

 

A livello di Turkish Airlines Euroleague proseguono i tentativi organizzativi che registrano le posizioni in arrivo dalla Serbia, dove Belgrado pare oggi la candidata numero uno per l’eventuale disputa della fase finale della stagione.

Il governo serbo ha inviato una lettera ufficiale ad EL in cui garantisce la possibilità dello svolgimento della fase finale dei due maggiori tornei continentali, impegnandosi a permettere l’ingresso a tutti i protagonisti.

Singolare che in quella comunicazione venga menzionato un presunto “incentivo turistico”, cosa che non dovrebbe avere nulla a che fare con questo evento, in virtù di porte chiuse dovute all’emergenza pandemica.

Sempre dalla Serbia arrivano le parole del Presidente della Stella Rossa Nebojsa Covic, molto equilibrate.

«Tutti vorremo finire la stagione in campo, ma ognuno ha affrontato i problemi del coronavirus ed alcuni nostri giocatori hanno avuto perfino casi di morte nelle loro famiglie».

«Il nostro club sta effettuando test sul sangue, poi tamponi per il COVID-19 e chi è negativo può riprendere ad allenarsi, presumibilmente da martedì prossimo. La sede per ora scelta è quella del campo all’aperto di Kalemegdan».

Le dichiarazioni integrali rilasciate a nova.rs

Dragan Sakota, coach della Stella Rossa, è stato intervistato dall’agenzia Tanjug.

«Parliamo tra di noi scambiandoci chiamate  messaggi: alcuni atleti, soprattutto tra gli stranieri, sono molto preoccupati e pensano che riprendere sia poco saggio».

«Ci si può allenare solo all’aperto, dopo aver effettuato i test, ma se riprenderemo sarà necessario fare cose molto diverse».

 

 

 

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