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Stelle che verranno: Leandro Bolmaro

Formatosi in Argentina e cresciuto in Spagna, Bolmaro è pronto a prendersi i palcoscenici più importanti

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Arrivati al quinto appuntamento di ‘Stelle che verranno’ voliamo in Spagna, più precisamente a Barcellona, per parlare di Leandro Bolmaro, ala piccola italo-argentina, ma purtroppo per noi già arruolato dalla nazionale sud americana, messosi in mostra in questa stagione con la maglia blaugrana.

Leandro nasce a Las Varillas l’11 Settembre dell’2000 e inizia a giocare a pallacanestro con il club locale. A 16 anni l’Estudiantes de Bahia Blanca decide di metterlo sotto contratto, facendolo debuttare nella stessa stagione nella massima serie argentina. La risposta di Bolmaro è più che soddisfacente, chiudendo la sua prima stagione tra i professionisti con ben 25 presenze e 7,1 minuti di media.

Grazie alle sue prestazioni Leandro il 13 Aprile 2018 viene convocato al Nike Hoop Summit di Portland, giocando con il World Team. A settembre, inoltre, si trasferisce al Barcelona, venendo aggregato immediatamente alla seconda squadra. Nella stagione 2018/19 il numero 31 colleziona trentatre presenze, di cui ben quattordici da titolare, giocando 24 minuti a partita e chiudendo con 10,4 punti, 3,1 rimbalzi e 2,7 assist di media. Nonostante ciò, però, non riesce ad impedire la retrocessione del Barcelona B in LEB Silver.

Le prestazioni in continua crescita, grazie all’ampio minutaggio ottenuto con la squadra riserve, vengono ricompensate con l’ingresso in pianta stabile nel Barcelona nell’attuale stagione, la 2019/20, e l’esordio nella massima serie spagnola. Pesic, inoltre, decide di utilizzarlo anche in Eurolega, con sei presenze nella prima parte di stagione.

La sua definitiva consacrazione, però, viene frenata da un andamento sotto tono da parte di Leandro, convincendo coach Pesic a renderlo nuovamente utilizzabile per la seconda squadra, affinchè il suo sviluppo non si bloccasse. Bolmaro, però, non si è dato per vinto, dichiarandosi nuovamente eleggibile per il Draft NBA, dopo averlo già fatto lo scorso anno salvo poi ritirare la sua candidatura. La stagione no, infatti, non ha fatto abbassare gli estimatori d’oltreoceano e le attuali previsioni lo danno ad una chiamata nel secondo giro.

Ma in caso di un eventuale chiamata, l’ala piccola argentina riuscirebbe a reggere il confronto con il basket americano oppure sarebbe più opportuno disputare un’altra stagione in Eurolega, arrivando così alla consacrazione definitiva?

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