Mercato e roster: dossier Olimpia Milano

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Parte da oggi la nostra analisi delle 18 squadre di Turkish Airlines Euroleague.

La guida tecnica, il roster attuale ed i contratti,  un sintetico bilancio stagionale legato anche alle prospettive future, le esigenze principali sul mercato e le voci sin qui raccolte.

I nostri abituali 5 punti, secondo uno schema ormai consolidato.

  • COACH

Ettore Messina, nel suo doppio ruolo di allenatore e presidente, nell’ordine che preferite, sarà certamente alla guida dei biancorossi anche la prossima stagione.

Un primo anno di alti e bassi, in cui la squadra è saltuariamente sembrata una vera e propria “squadra di Messina”. Il ritorno sui palcoscenici europei di uno dei Coach più vincenti della storia nel vecchio continente ci ha portato sin da subito qualcosa di magico, ovvero la soluzione dei due lunghi, vista di recente solo nel Real di Laso e nel Fenerbahçe di Obradovic.

Dopo un inizio esaltante la squadra è incappata in un lungo periodo nero fatto di tante sconfitte e di prestazioni di non ottima fattura.

La certezza da cui ripartire è proprio il Coach, eccellenza assoluta che ha però bisogno di plasmare per la prima volta completamente, un roster che ha diverse pecche e che è stato molto indebolito dai due flop di Shelvin mack ed Aaron White.

  • CONTRATTI

Conferme certe per Rodriguez, Micov, Moraschini Biligha e Cinciarini, tutti sotto contratto.

Opzioni di rinnovo per  Della Valle e Michael Roll, con il primo più al sicuro del secondo, soprattutto per la nazionalità.

Kaleb Tarczewski è giustamente ad un passo da un rinnovo meritatissimo per quanto fatto da dicembre in poi.

Gudaitis ha contratto come i colleghi di cui sopra ma è la tipica situazione legata alle dinamiche di mercato. Milano sarebbe a posto con lui e Tarczewski, ma la forma mostrata, a parte un breve periodo iniziale, è stata ben lontana da quella di prima del brutto infortunio di inizio 2019. Se vi fosse un’opportunità sul mercato, Milano potrebbe esplorarla. Ed il giocatore quel mercato può averlo.

Jeff Brooks è un enigma. Giocatore di buon valore europeo, non si è capito che origini abbia il malcontento, o meglio l’oscurità mostrata da fine 2019/inizio 2020. E’ italiano, aiuto non da poco, ma qualche dubbio sul futuro c’è.

Luis Scola, il “maestro”, ha dimostrato chiaramente di poter reggere fisicamente in LBA, mentre la sofferenza di fronte ai corpaccioni di EL è stata evidentissima. Varrebbe la pena tenerlo anche solo per un ruolo di guida, ma se deve essere sovraesposto come troppo spesso quest’anno, allora è bene pensarci due volte.

Quasi impossibile rivedere Nedovic, per via di una fragilità che non ne giustificherebbe il  contratto comunque importante, la stessa cosa riguarda Crawford e Sykes, pedine inserite in corsa nel tentativo di parare il brutto colpo ricevuto dai rendimenti di White e Mack. Così come sarà ben difficile rivedere Christian Burns, anche se sul discorso italiani va sempre tenuta in conto la regolamentazione protettiva che li rende importanti anche quando non lo sono.

  • BILANCIO 2019/20

Se dovessimo dare un voto saremmo al 6 appena appena stiracchiato, ovvero ad una sufficienza giustificata dalla presenza ancora nella lotta per la postseason di EL. Non bene in campionato, ma ci sarebbe stato tuto il tempo di recuperare nei PO, malissimo la Coppa Italia, svanita con una prestazione assai incolore.

Il futuro deve andare nella direzione della competitività europea ma con un passo avanti deciso. In termini di classifica gli investimenti di Milano devono voler dire veleggiare intorno al sesto posto, con  possibilità di far male anche a quelle più in alto, come dimostrato in alcune gare di inizio stagione. Non è pensabile uno sforzo economico di questo livello per essere a rischio tra la settima e la tredicesima posizione. Il lavoro, il carisma e l’appeal di Messina dovranno essere il polo di attrazione per i giocatori che dovranno garantire questo passo decisivo.

A livello nazionale si dovrà fare meglio, ma sarà sufficiente mantenersi in quota prime quattro per poi giocarsela nei PO, una volta terminato il durissimo sforzo europeo. La Coppa Italia? I trionfi, uno dominante, uno meno, di Repesa sono un lontano ricordo: Milano dovrebbe tornare lì, perché la giustificazione della “gara secca in cui può succedere di tutto” può andar bene una volta, la seconda diventa stucchevole, la terza imperdonabile. Il margine di errore non c’è più se sei veramente Milano.

  • ESIGENZE SUL MERCATO

Se l’Olimpia vuole competere a livello di Playoff abituali in EL deve firmare due Campioni con la C maiuscola, di quelli che appartengono ad un livello che oggi solo il Chacho rappresenta. Qualunque squadra realmente importante ha almeno tre di questi giocatori, alcune perfino di più. E parliamo di gente che faccia la differenza ai piani più alti, ovvero Playoff e Final 4.

Nel dettaglio dei ruoli, un altro play-guardia di notevole spessore è il primo obiettivo. Che sia più organizzatore forse è desiderio di Messina, il quale però deve tenere in considerazione anche il fatto che tutti i top team europei dispongano di un giocatore nel ruolo capace di creare in proprio e per gli altri. E’ ovvio che la rinuncia a James dello scorso anno sia un indizio chiaro della direzione in cui si vuole andare.

Serve come il pane una forte iniziazione di atletismo, di muscoli reattivi che facciano  pezzi le linee di passaggio avversarie ed i ferri di tutte le arene d’Europa. Ed è il ruolo di 3 adattabile a 4 da small ball quello in cui tutto ciò sarebbe più necessario. La presenza di Moraschini, in costante crescita, potrebbe evitare di cercare qualcosa del genere tra le guardie. E’ un’esigenza imprescindibile quella dell’atletismo, perchè altrimenti, tra professori e maestri, si rischia che manchino i giovani alunni vigorosi.

Il famoso 4 è ormai una faccenda che a Milano è aperta dalla sciagurata scelta di rinunciare a Nicolò Melli. Serve, anche questo. E sarà più perimetrale se si disporrà di due centri validi (Gudaitis o chi ne prendesse il posto), mentre sarà più 4/5 in caso non vi fosse troppa fiducia nel pieno recupero del lituano e non ne arrivasse il sostituto.

Tutti questi potenziali arrivi dovranno, a nostro parere, avere due caratteristiche importantissime per il sistema di Messina: saper andare in post e sapere passare la palla ad un livello molto superiore di quanto non si faccia oggi in biancorosso, perchè se con Ettore non sai esplorare il lato debole o rispettare il taglio di un compagno allora sei l’uomo sbagliato apposto sbagliato.

A livello italiani, se fossimo Messina, punteremmo su una certa rivoluzione, facendo carte false per i nostri giovani che si stanno mettendo in mostra in America. I nomi ci sono e l’Eurolega, selvaggiamente feroce e competitiva, può essere una rampa di lancio verso i massimi obiettivi in carriera di ognuno di loro. Tenere mezzi giocatori senza futuro e senza impatto europeo alcuno  rispetto a giovanissimi che potranno essere qualcosa di importante, per noi non ha alcun senso.

L’esigenza più grande, a parte giocatori e ruoli? Si chiama continuità tecnica, di cui vi abbiamo già dettagliatamente relazionato nella giornata di ieri.  Laso, Obradovic ed Itoudis insegnano.

  • LE VOCI ED I NOMI

La situazione è tanto chiara da portare a mille invenzioni e bufale.

Dopo che il Presidente Dell’Orco ha annunciato di voler riconfermare il budget di quest’anno (molto importante  etra le prime 4-5 di Eurolega), in virtù dei tragici accadimenti dovuti alla pandemia, si è scatenato l’inferno attorno all’Olimpia. Senza tenere conto che quelle parole, apprezzabilissime, sono giunte ormai più di un mese fa quando le cose erano diverse da oggi.

Da ogni parte d’Europa il “bufalario” si è arricchito di qualunque nome possibile, alcuni anche in netto contrasto tra di loro all’interno dello stesso ruolo. La realtà è che l’incerto futuro sta influendo in maniera totale su qualunque mossa. E’ normale, è logico, ed una società seria come l’Olimpia attuale ne tiene debito conto.

Brad Wanamaker prima scelta di Messina? Ottimo, straordinario playmaker. Lorenzo Brown? E’ un buon giocatore ma ben diverso. Malcolm Delaney? L’atleta non si discute, le sue posizioni prese di recente e già durante l’estate scorsa ci lasciano più di un dubbio.

Alberto Abalde? Discreto,  però oggi non fa la differenza. Ma attenzione perchè è atleta intelligente che sa lavorare e crescere, sebbene non più giovanissimo.

Edgaras Ulanovas? Ok, ammettiamo di  stimarlo moltissimo, col vantaggio di avere caratteristiche “messiniane” (il post basso…) al 100%.

Toko Shengelia? E a chi non piacerebbe? Ecco, questo è uno dei profili di altissimo livello di cui parlavamo, il campione, il trascinatore da affiancare al Chacho. Le diverse occasioni in cui i dirigenti milanesi sono stati visti dalle parti della Fernando Buesa Arena per intavolare il discorso lo rendono, senza se e senza ma, l’uomo chiave del futuro biancorosso.

Nikola Kalinic? Altro post basso “alla Ettore”, nonché uno che sa com si gioca e come si vince.

Su Wilbekin possiamo solo riportare quanto dettoci da una firma israeliana molto vicina al club attuale del giocatore: «L’ultima cosa che farà il Maccabi è sacrificare Scottie ed Othello (Hunter). E’ più facile che chiudano piuttosto che mettere in discussione questi due atleti».

Nick Calathes? A parte che per ora resta sotto contratto, si tratta solo di uno dei tanti nomi (Nihad Dedovic, Derrick Williams…) che per ora non hanno reale riscontro.

Bruno Cerella? Sugli italiani ci siamo già espressi. A meno che non si chiamano Alessandro Gentile.

 

 

 

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alberto marzagalia

Due certezze nella vita. La pallacanestro e gli allenatori di pallacanestro. Quelli di Eurolega su tutti.
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