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Kurtinaitis sgancia la bomba su VTB e CSKA, mettendoci pure la politica. Il Game of Thrones russo prosegue…

Lo scontro si è fatto incandescente sin da subito. Appena confermata lai cancellazione della stagione, senza che venisse nominata una squadra campione, il duello verbale tra Cska e Khimki si è progressivamente scaldato, toccando anche temi delicatissimi come la politica russa.

Prima il botta e risposta tra Andrey Vatutin e Pavel Astakhov, rispettivamente Presidente e GM delle due squadre.

«Il titolo del Khimki sarebbe di cartone…» ha rovinato Vatutin. «Non so cosa sia un titolo di cartone, so che eravamo primi con 1 sola sconfitta in 19 gare… E’ sola invidia» ha prontamente ribattuto Astakhov.

Ha iniziato Janis Timma, esprimendosi chiaramente: «Non si può gettare alle ortiche una stagione da 18-1».

Oggi il carico del Khimki si fa più pesante con le parole di Rimas Kurtinaitis, Coach lituano alla guida dei moscoviti in gialloblu.

In un’intervista rilasciata al sito lituano 15min.lt l’allenatore è stato parecchio esplicito.

«Volevamo giocare, sino all’ultimo, ma la sospensione è stata doverosa. Oggi il mondo non ha bisogno di sport, ma di capire come sopravvivere. Alla data dello stop eravamo primi, una buona squadra con tante ambizioni».

«Ho letto che ora tutto quanto fatto in stagione viene cancellato. Invalidare le classiche è stata una pessima decisione. Come si fa a dire che quanto accaduto non conta più nulla? Sappiamo come si decide in Russia, siamo stati l’unico club ad opporci».

«E sappiamo anche che se il Cska non vince in Russia è un disastro. Nel 2011 (unico titolo di VTB non vinto dall’Armata) abbiamo creato quel disastro (Kurtinaitis guidò quel Khimki al titolo).  Ed eravamo pronti a farlo anche quest’anno, grazie al nostro gioco, con molte ambizioni. 9 stranieri non possono giocare in VTB, ci vogliono giocatori russi e noi siamo messi meglio del Cska in quel senso. Lo abbiamo provato vincendo nettamente in campionato (96-80, mentre in EL è stato 2-0 Cska). Anche Loko, Zenit ed Unics erano contendenti, vanno rispettate, ma la decisione della lega è stata quella».

«Sono certo che se in testa ci fosse stato il Cska si sarebbe assegnato il titolo. Non ho dubbi. La lega intera dipende da loro, da come giocano. I calendari si fanno sulle loro esigenze, le più convenienti».

«Ho letto le parole di Vatutin… Non vogliamo titolo di cartone, siamo in grado di combattere in campo, è il nostro impegno».

«Il metodo di decisone è stato quasi più divertente delle elezioni politiche. C’era una domanda con una sola scelta di risposta possibile… Fermare i campionati e cancellarne i risultati? I club hanno votato così perché la stagione non era conclusa. Noi non eravamo d’accordo, siamo quelli, gli unici, che hanno votato “no”. Non ci piaceva questa scelta, ma la nostra voce non conta nulla».

 

I giocatori?

Ci pensa Mike James, con un tweet.

«La gente dice qualunque cosa» in riferimento alle parole riportate di Coach Kurtinaitis.

Ma non finisce qui…, è ancora il fenomeno di Portland a rispondere a chi faceva notare come oggi in testa ci fosse il Khimki.

 

«Quindi vuoi dargli un trofeo come carità?»

 

Allontanandoci  da ogni discorso politico, che rigettiamo senza alcuna esitazione, rimane il fatto di un attacco durissimo della pretendente al trono a chi di quel trono ha fatto il giardino di casa per tanti anni. Effettivamente mai come quest’anno il Khimki pareva attrezzato per poter competere con i rivali più famosi e la serie finale, molto probabile, sarebbe stata tutta da godere. Da non dimenticare come in passato, proprio per provare a limitare il dominio del Cska, sia stata proprio la VTB ad introdurre il sistema di assegnazione del titolo attraverso la Final 4, poi abbandonata, come accaduto ad esempio in Israele durante i periodi estesissimi di dominio Maccabi.

Certamente non finirà qui ed il fatto che al Khimki venga garantita la partecipazione alla prossima Eurolega (lo scorso anno se la guadagnò arrivando in finale, dove venne sconfitto 3-0 dalla squadra di Itoudis) è uno zuccherino che non sarà sufficiente a raffreddare un’atmosfera assolutamente incandescente.

 

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