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Cronache dal basket del coronavirus pt 9. Sergio Rodriguez

Tra i tanti giocatori legati al mondo della Turkish Airlines EuroLegaue, anche Sergio Rodriguez (Ax Armani Exchange Milano) ha detto la sua in un’intervista a Marca. 

«Alla fine di febbraio la situazione a Milano stava già peggiorando, anche se la testa mi consigliava cautela. C’era una bassa percentuale di infetti sui 16.00.000 di cittadini in Lombardia, ma stava crescendo, e alla fine tutto è crollato. Questo ci ha fatto capire la gravità della situazione, ma abbiamo dovuto continuare ad allenarci perché l’EuroLega non si fermava. Avessi avuto tutta la famiglia con me, sarei rimasto a Milano. Il via libera del club è stato un sollievo dopo la quarantena. Stare con la mia famiglia è una benedizione, nonostante il fatto che in Spagna non si possa comunque uscire di casa, e la situazione sia simile a quella di Milano. Ettore Messina è stato molto comprensivo, importante avere persone coerenti che capiscano il momento. Ora non possiamo pensare nulla. Dobbiamo sperare con forza che tutto si risolva. Non possiamo chiederci tra quanto torneremo in campo, perché le aspettative genererebbero altra delusione. Possiamo solo stare a casa e sostenere chi lavora. Pensiamo al presente, poi ci sarà tempo per valutare il resto».

Queste le parole del Chacho in merito al fenomeno del Covid-19 e sul permesso ottenuto dal club biancorosso di poter raggiungere la propria famiglia in Spagna. 

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