Bene l’Eurolega, meno qualche giocatore. La differenza, come sempre, la fanno gli uomini…

Il mondo sta vivendo un incubo, non vi è alcuna certezza né di uscita né dei tempi di quell’uscita. E’ la realtà, drammatica, ma è così.

Parlare di basket e soprattutto dei contratti dei giocatori in questo periodo parrebbe quasi stupido ed inutile, con ben altre situazioni di emergenza che occupano la mente di tutti, ma anche qui si tratta di essere realistici ed affrontare un tema che è attualità.

Si moltiplicano le dichiarazioni che richiedono la conclusione immediata della stagione piuttosto che ipotesi di ripresa di un’attività estremamente fantasiose. Giusto che ognuno dica la sua, inaccettabile la mancanza di equilibrio da parte di taluni.

La nostra opinione, discutibile come tutte, è semplice: perché non attendere per capire come procederà il problema? Che necessità c’è di prendere decisioni oggi quando il futuro è una totale e completa incognita? Provare a rispettare le regole nella speranza che le cose possano migliorare è chiedere troppo? Naturalmente accettiamo con piacere ogni tipo di confronto a riguardo.

Oggi l’Eurolega ha mandato una comunicazione ai propri club di aggiornamento sulla situazione coronavirus.

I punti salienti sono i seguenti:

  • La decisione di sospendere l’attività, per molti arrivata troppo tardi, ha seguito un iter di rispetto verso le regole dei singoli stati coinvolti;
  • Una volta che è stata definita la pandemia, si è bloccato tutto per evitare rischi legati alla salute causati dai movimenti di giocatori e staff;
  • La volontà di provare a completare la stagione resta;
  • E’ inutile oggi cercare di definire cosa possa accadere alla lega e ai club. Bisogna attendere, monitorando quotidianamente ogni accadimento;
  • Ad oggi le F4 restano a Colonia ma ovviamente si stanno studiano eventuali rinvii e soluzioni alternative;
  • I biglietti eventualmente inutilizzati per l’evento verranno rimborsati;
  • La formula resta inalterata, se possibile condensando le partite per arrivare ad avere un campione con il formato attuale, ma è ovvio che ogni possibile modifica è possibile, sempre che venga approvata dagli azionisti di EL;
  • Si sta discutendo della situazione dei giocatori con ELPA (associazione degli atleti di Eurolega) e con EHCB (quella dei coach);
  • E’ ovvio che l’unicità della situazione richieda sacrifici ed adattamento da parte di tutte le parti coinvolte;
  • I giocatori possono lasciare i club secondo gli accordi di ognuno di essi e nel rispetto delle leggi del paese. L’auspicio di EL è di avere meno gente in viaggio possibile e che poi, gli stessi atleti che fossero partiti, si rendano disponibili all’eventuale ripresa delle gare;
  • Ci sono voci su club che non vorrebbero pagare i giocatori? Anche qui si raccomanda prudenza nel rispetto dell situazione gravissima che richiederà accordi bilaterali;
  • EL cercherà di riempire il periodo senza partite con tanti contenuti attraverso il proprio sito ufficiale ed i canali social. La raccomandazione è quella di restare  a casa e vale per tutti.

Il documento ci pare molto equilibrato e rispettoso della grave situazione. Forse quel ritardo c’è stato, ma chi non ha esitato un poco in questa situazione prima di prendere decisioni così importanti ? Il sentimento di attesa prima di decidere lo condividiamo, come già detto.

La polemica più sentita, nel basket ma anche nello sport in genere, riguarda i contratti e quella benedetta clausola di “forza maggiore” che permetterebbe ai club di non pagare gli stipendi residui.

E’ chiaro che per tutti sarà un bagno di sangue e pensare che non lo debba essere per una sola categoria è assurdo. Ok, ci sono in contratti e vanno rispettati, ma nella vita il buonsenso è spesso più importante.

A tale proposito ringraziamo Meo Sacchetti, persona di cui abbiamo una grande stima, per le parole di oggi: «Tagliarsi lo stipendio per l’emergenza? Certo che lo prendo in considerazione. Oggi la cosa più importante è la salute, non lo stipendio».

Le accomuniamo a quelle di un campione che ci ha chiesto l’anonimato: «Tutto il mondo soffre e fa sacrifici, non vedo perchè non dovrei rinunciare a qualcosa anch’io».

Come in tutte le cose, sono gli uomini a fare la differenza.

Segnaliamo uno scambio di battute (molto civile sia chiaro) che abbiamo avuto su Twitter con Malcolm Delaney, play del Barcellona, che riportiamo per dovere di cronaca e solo poiché pubblico.

Il tema era il possibile allungamento della stagione a luglio per portare  a termine le competizioni, eventualità prospettataci anche da Dimitris Itoudis nella nostra esclusiva intervista pubblicata questa mattina.

Il giocatore ha scritto, ricapitolando, che molti non vogliono giocare a luglio perché i contratti scadono a giugno e vi sarebbe un ricco infortuni che, soprattutto per chi si avvia agli ultimi anni di carriera. Ci siamo permessi di rispondere, come #eurodevotion, segnalando il sacrificio che molti fanno quotidianamente, non paragonabile a quanto richiesto eventualmente con un mese in più di stagione (peraltro per chi dovesse fare le Olimpiadi, se mia si giocheranno, cambierei ben poco), in presenza di rischi per la salute sui posti di lavoro.

Il giocatore ci ha risposto, rispettando la nostra opinione,  che è una questione diversa. Lo è, certamente, come sarà diverso il mondo in cui vivremo nei prossimi mesi, forse anni. E sarà diverso anche per tutti, atleti compresi.

 

Nessuna voglia di alimentare la polemica diretta col giocatore, ma la nostra opinione è chiara e riguarda la situazione in generale.

I contratti ci sono e vanno rispettati, soprattutto da quei club che ci stanno speculando per non pagare. Su questo nessun dubbio.

Il mondo va però in una direzione chiara di sacrificio e rinunce. Ci permetterà il play blaugrana di pensare che oggi abbiamo questioni che riteniamo più importati dei possibili rischi sulla sua carriera. Gli auguriamo tutto il bene del mondo, ma lo facciamo di più proprio a quel mondo. Intero. Che lui, come tanti, potrebbe aiutare un poco.

Lo ripetiamo, mai come nelle gravi difficoltà la differenza la fanno gli uomini.

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