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La guerra è solo all’inizio: che ne sarà dei salari dei giocatori? E non solo in Lituania…

Noi ve lo abbiamo anticipato venerdì, appena venuti a conoscenza delle parole di Paulius Motjejunas, GM dello Zalgiris.

La decisione della LKL, lega lituana, che ha assegnato il titolo alla squadra di Kaunas dopo aver di fatto chiuso la stagione, apre una discussione che si trasformerà, senza alcun dubbio in un guerra che lascerà il segno sul futuro della pallacanestro europea.

Basti pensare che anche in Italia è già arrivata la prima esplicita  richiesta di annullamento della stagione, da parte della Openjobmetis Varese, nelle parole del GM Andrea Conti alla Prealpina riportate da www.realolimpiamilano.com.

Giova sottolineare, come ricorda lo stesso sito milanese, come il club varesino abbia cercato sino all’ultimo di giocare il derby con Milano a porte aperte. E’ sempre la Prealpina ad aggiungere come ci sarebbe già un 50% di club che vorrebbero decidere in tal senso, mentre la LBA si riserverebbe di valutare la situazione prima di qualsiasi decisione a riguardo.

Ora, se si vuole fare gli struzzi e mettere la testa sotto la sabbia si può anche farlo, ma è operazione che lasciamo volentieri ad altri, ed allora come si può non pensare che sia una mossa necessaria per troppi club italiani finanziariamente in grande difficoltà e che porterebbe all’eventuale possibilità di risparmiare sui salari dei giocatori?

Ecco, appunto, “eventuale”. Perché la guerra è solo all’inizio.

Ed allora torniamo alla Lituania, culla del basket ed oggi culla di una situazione senza precedenti.

E’ sempre Donatas Urbonas, prima firma del paese, a riportarci quanto sta accadendo.

 

Nel dettaglio, da 15min.lt …

«Non vorrei essere un agente in questi giorni» scherzava un giocatore lituano.

Siamo in un territorio sconosciuto che porterà a conseguenze legali legate principalmente ad un concetto, quello di “forza maggiore”.

La decisione inattesa della LKL porta ad una conseguenza per 150 giocatori circa: il prossimo stipendio arriverà a settembre. I giocatori, che dovrebbero ricevere ancora 2-3 mesi di paghe, probabilmente riceveranno solo qualcosa di simbolico. Solo per lo Zalgiris è diverso, perché la stagione di Eurolega è solo sospesa, per ora.

15min ha contratto i quattro maggiori agenti che lavorano nel paese e tutti hanno concordato nel definire affrettata la decisone di LKL. Una sospensione come in altri paesi sarebbe stata la soluzione migliore.

Tadas Bulotas (Wasserman) e Marius Rutkauskas difendono i propri atleti dicendo che volevano giocare, erano pronti a farlo e che le porte chiuse o la suddetta sospensione sarebbero state due possibilità migliori. Perché non seguire l’esempio degli altri, a partire da NBA ed Eurolega? La realtà è che si è deciso senza discutere con le parti ed i club hanno scelto così, sotto mentite spoglie, quelle della LKL. Quanto farebbe ridere questa lega se gli altri campionati riprendessero ad aprile? I club vorranno sfruttare questa situazione ma è chiaro che i contratti non sono risolti.

Il consiglio della lega, composto da 13 membri, ha espresso il suo pensiero pubblicamente attraverso le parole di Zydrunas Urbonas ( Juventus) e Alvydas Bieliauskas (Liektabelis). I due dirigenti hanno detto che la causa di forza maggiore rappresentata dal COVID-19 libera i club dagli obblighi contrattuali a partire dal 13 marzo, data di chiusura della stagione. L’indisponibilità degli impianti comunali e la richiesta di molti stranieri di rientrare in patria hanno spinto la LKL a questa decisone.

Saulius Svetkauskas, rappresentante di Octagon Europe, potente agente del continente, non ha usato mezze misure nel descrivere l’accaduto: «Scelta affrettata perché il governo non ha ancora vietato gli eventi sportivi. I club non volevano soltanto pagare stipendi di fronte ad uno stop, ma i miei giocatori sono pronti a far valere i propri diritti in tribunale. E’ questa una causa di forza maggiore? Non ancora in Lituania».

Questa è la chiave, la causa di forza maggiore. Il concetto che deciderà se è lecito o meno non pagare i salari rimanenti dei giocatori.

IL NOSTRO COMMENTO

Situazione delicatissima, che riserverà capitoli legali non da ridere.

Abbiamo contattato sia dei giocatori che degli agenti nelle ultime ore ed abbiamo ottenuto risposte ed atteggiamenti differenti.

Da parte dei procuratori è prevalsa la protezione, scontata, dei contatti degli atleti (e dei propri…), sottolineando come, in caso di mancato pagamento, si potrebbero svincolare tutti i giocatori con contratti pluriennali, quindi liberi di firmare altrove. Non è da sottovalutare il fatto che non dover passare attraverso dei “buyout” per avere un giocatore potrebbe portare grande vantaggio all’atleta stesso, che potrebbe ottenere un contratto  economicamente più vantaggioso nella sua nuova squadra, non chiamata ad un esborso per quel suddetto “buyout”. E’ altrettanto vero che esiste una legge e solo questa avrà l’ultima parola. Il BAT avrà molto da fare…

Da parte degli atleti menzioniamo, e condividiamo, solo quanto raccolto da alcune parti, testualmente. «Tutti stanno avendo problemi finanziari in questo momento, anche importanti e che richiederanno grosse rinunce  per il futuro. Mi sembra normale che anche noi si possa fare qualche sacrificio e rinunciare a qualcosa».

L’anonimato è doveroso, la nostra stima altrettanto.

In sostanza si sta aprendo un capitolo di complicatissima lettura. Anche perché, a parte il nostro mondo cestistico, possiamo solo immaginare quello che potrà succedere nel mondo del lavoro in generale a seguito di una crisi che sta già facendo crollare diversi settori dell’economia.

 

 

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