Che spettacolo! Mirotic, alla Nowitzki, ammutolisce il Cska

Clima Playoff totale alla MegaSport Arena di Mosca.

La gara di andata ha lasciato il segno, è innegabile. Pesic lo aveva detto: «Sappiamo perché siamo stati massacrati». E l’inizio difensivo dei blaugrana la dice lunga: concentrazione massima, gabbia perfetta su James che esclude il talento di Portland dalla gara e impedisce ogni forma di transizione ai russi.

Ma il Cska non sta  guardare, quindi 0-7, poi 7-0 e si ricomincia: 7 pari.

Sin da subito si comprende che sia una partita a scacchi oltre che di intensità notevolissima. C’è tutto quello che una gara di maggio o giugno di solito presenta: siamo a fine febbraio, ma i messaggio sono chiari.

La nostra analisi, a celebrare un successo  del Barça che meriterebbe ben più degli abituali 5 punti. Un manifesto di pallacanestro solida, vera, rude e tanto, tanto bella.

  • Nikola Mirotic…

Che dire? 23 + 8 con 7/11 dal campo e quella gemma finale di rarissima bellezza. Alla Nowitzki, sì, perché nessuno può essere Dirk, ma grandi giocatori come Mirotic possono fare una cosa “alla Dirk”. Anche perché più di così Sant-Roos non poteva fare, forse negare il possesso, ok, ma non è facile contro un fenomeno del genere.

Come da inizio stagione l’ex Real che ora vuole fare grande il Barça esercita un dominio silenzioso sulla gara. A volte guardi il tabellino e ne rilevi la produzione, senza che in realtà te ne sia accorto in precedenza. L’atteggiamento, poi, è tutto tranne quello della star che forse ci attendevamo: fenomeno sì, ma di squadra.

  • Scouting perfetto da entrambe le parti

L’impressione è che il lavoro di scuoting sia stato perfetto per tutti e due gli staff. Non c’è un solo movimento offensivo che non sia letto in anticipo dalla difesa. Fa paura l’intensità nel negare i passaggi consegnati, perché si conosce a memoria quale sia la minaccia che può seguire. Da lì nascono parecchi giochi rotti e da lì nasce anche l’atipicità, per non dire la follia, del 4/4 da tre di Brandon Davies, uno che ha iniziato la gara con 1/8 in stagione. Succede, nelle grandi squadre con grandi giocatori.

E’ spettacolo nello spettacolo quando due panchine preparano e gestiscono una gara in questo modo.

  • «I’m ok». «No, you’re not ok I see it from your body language». La brutta prova di Mike James e la perfetta gestione di Itoudis

Cosa fa un grande Coach con un grande giocatore, ma problematico per alcuni versi, quando la temperatura pare alzarsi e l’atleta rischia di cadere in qualche vecchio vizietto?

Quello che ha fatto Dimitris Itoudis negli ultimi minuti del primo tempo. James ingabbiato completamente, non riesce nemmeno a tirare, fioccano colpi durissimi in perfetto, ed accettabilissimo, stile playoff. Nervoso, non accetta il trattamento e non ne riesce ad uscire. Timeout, il giocatore rischia di finire fuori controllo ed ecco che il Coach interviene, duro e comprensivo allo stesso tempo: «Va tutto bene, stai nella gara». «Coach sono ok». «No, lo vedo dal tuo linguaggio del corpo» e subito arriva un’indicazione tecnica proprio per lui. Psicologia perfetta: nessuna accettazione di situazioni sopra le righe, coinvolgimento di un uomo che è troppo importante per la sua squadra. Definire Dimitris Itoudis un Coach fenomenale è ormai del tutto limitativo. E questo indipendentemente dal risultato di una gara che, tripla finale ed un paio di assist clamorosi a parte, MJ ha giocato malissimo. 

Ad inizio secondo tempo Mike James siede in panchina per 7, lunghi ed inusuali minuti, continua a lottare senza successo, quando rientra, con una gara che più che non andare da lui è lui tesso che la respinge. Al suo rientro è 9-0 Barça: non è un caso, vista una rotazione pigra di cui si rende protagonista. Alla fine arriva la tripla capolavoro, con la gentile partecipazione della difesa Barça, forse al primo errore, potenzialmente letale, della gara. Pochi sono “clutch” Mike James, le dimostrazioni sono ormai decine. Pochi appunto, e sfortunatamente per il Cska tra i pochi c’è Nikola Mirotic…

Il Cska perde ma quella che poteva essere un serata di disagio totale dal punto di vista gestionale potrebbe invece aver creato un precedente su cui costruire il futuro. E’ la gestione Itoudis

  • La difesa del Barça è un clinic, quella del Cska non è da meno

Straordinaria: l’unico aggettivo che può accompagnare la metà campo difensiva dei blaugrana. Il volpone Pesic aveva detto che Mosca non è solo James, cercando di distrarre tutti dal punto focale del suo piano partita, ovvero togliere dalla partita il leader offensivo della squadra di Itoudis impedendogli ogni soluzione al ritmo che predilige. Se c’è un allenatore maestro nell’impedire le sezioni di “early offense” questo è il serbo. Lo sanno tutti che è fondamentale contro il Cska, ma solo alcuni ci riescono e nessuno con l’efficacia di Pesic.  A metà campo c’è un’organizzazione di aiuti e rotazioni perfetta, mentre la transizione che potrebbe dare vantaggi immediati ai russi è gestita con rientri perfetti. Ci vuole un Coach, ma ci vogliono anche giocatori che credano al 100% in un sistema tale.

In casa Cska non si è a questo livello, perché le amnesie non mancano, ma c’è tuttavia un costante lavoro di applicazione ed efficacia che ha in Daniel Hackett, Kyle Hines e Nikita Kurbanov gli interpreti fondamentali.

  • Quanti protagonisti eccellenti!

Daniel tiene a galla il Cska nel momento più difficile, come accade ormai… sempre. Kurbanov, il miglior difensore di Eurolega senza alcun dubbio, mette due triple fondamentali e ruba una palla chiave, oltre a gettarsi su una 50/50 che poi trasforma in propria dopo la contesa. Hilliard attacca con una ferocia notevole e si fa sentire anche dietro, Bolomboy è intensità pura, Kuric fa poche cose ma clamorose, Higgins è letale, in una di quelle serate in cui non sbaglia nulla. Perfino il sino ad oggi spettrale Koufos fa vedere alcune cose di buona fattura ed energia. La nota negativa della serata è Voigtmann, totalmente avulso e dannoso, soprattutto in difesa. Se poi finalmente comprendesse che quando mette palla a terra è una disgrazia… Anche perché il resto dei suoi valori è molto alto.

E’ veramente impressionante il numero di protagonisti che emergono in  questa bellissima sfida. Tanti campioni allenati a dovere: è la Turkish Airlines Euroleague ai livelli più alti.

 

NOTA A MARGINE

Tre errori arbitrali pesanti: serve qualità maggiore 

Negli istanti decisivi viene chiamato un fallo a Kurbanov che viene palesemente spinto contro l’avversario (Mirotic). Poi una rimessa che deve essere gialla (Barça) e che nonostante l’instant replay resta rossa. Infine due falli su Mike James a pochissimi secondi dalla fine dell’ultimo quarto non fischiati.

Noi non parleremo mai di malafede, di scandalo o roba del genere che detestiamo, ma da Lottermoser e Christodoulou, più che da Nikolic, ci aspettiamo molto di più. Sono francamente tre errori gravi, troppo, che non si spiegano proprio perché in numero troppo elevato e nei momenti chiave. Sbagliare capita a tutti, e criminalizzare i fischietti è sbagliato per principio, ma qui ci sono tre abbagli terribili, quattro se pensiamo ai due falli non chiamati su James. E peraltro ciò che li rende errori ancora più incredibile è che erano tre chiamate molto semplici. Peccato, è necessario che la qualità arbitrale salga, lo merita uno spettacolo del genere.

 

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