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Tarczewski, Cinciarini e transizione: troppa Milano per Cremona

Non c’è scampo per Cremona nella prima semifinale di Coppa Italia.

L’Olimpia in gialloviola che onora Kobe Bryant domina sin dalla palla a due una partita in cui impone la qualità superiore del suo roster, la capacità di indirizzare da subito la gara sui binari più graditi ed una preparazione all’appuntamento più delicato, ma non più difficile, del weekend praticamente perfetta.

L’analisi del netto 86-62 nei nostri abituali 5 punti.

  • Transizione

A tratti è perfetta. C’è grande ritmo nelle ripartente milanesi e ciò porta, come sempre ed in qualunque squadra, ad un attacco che nasce dalla propria metà campo e si nutre dell’energia di tanti suoi interpreti, in particolare Cinciarini e Tarczewski.

Ricordate il Messina di qualche giorno fa che parlava di ansia offensiva perché dietro non si teneva nulla? Ecco, ieri è accaduto l’opposto, sulla base di un’aggressività difensiva che è diventata il motore di tutto il resto.

  • Preparazione mentale

Se Messina vince la 16ma di fila in Coppa Italia, dove vantava un record di 49 vittorie in 60 partite, pari ad oltre l’81%, un motivo deve pur esserci e non è certo casuale.

L’Olimpia azzanna la gara nell’unico modo in cui ci si può togliere dalla spalla la scimmia di due anni di quarti di finale da bambino dell’asilo nido iscritto alle medie, in cui si era stati ridicolizzati sotto l’aspetto tecnico e mentale. Ed è propio l’approccio a fare la differenza, poiché l’eventuale scorrere della gara su punteggi equilibrato avrebbe potuto aumentare lo stato di preoccupazione, rivitalizzando l’ipotesi di un fantasma che si chiamava quarto di finale.

  • Cinciarini e Tarczewski

E’ l’asse chiave ed interpreta quell’energia e quell’aggressività di cui sopra al meglio. Per il capitano milanese questo è il livello ideale per emergere: il giocatore risponde presente e mette in campo tutto quello che può dare. In fondo, lui fu tassello essenziale, nonché reale MVP nella Coppa vinta nel 2016, così come importantissimo in quella del 2017.

Tarczewski allunga un periodo molto positivo che dura da diverse settimane, con finalmente pochi bassi e parecchi alti. Oggi paiono lontani i primi mesi di stagione, balbettanti, spesso anche pessimi, farciti di errori di una banalità terribile. Se per Ciniarini quello di LBA è mondo ideale, per lui questi deve essere territorio di dominio, almeno fisico, visto che a livello di movimenti da centro vero siamo ancora parecchio indietro. Quel corpo e quell’esploisività meritano di esser onorati provando a fare la differenza anche al piano di sopra, quello che conta di più, ovvero l’Eurolega. Obiettivo? Si chiama Othello Hunter, una tipologia di atleta che, sebbene diverso per tanti aspetti, ha avuto un percorso di maturazione costante che lo ha portato a primeggiare ai massimi livelli. Intanto Milano si gode un pivot devastante per fisicità ed atletismo: nessuno ha queste doti in Italia, non sfruttarle sarebbe peccato mortale perché bastano ed avanzano per fare la differenza.

  • Il peso della vittoria

Psicologicamente fondamentale per le ragioni legate al passati recente, come sempre va pesata. Inutile eccedere in entusiasmi eccessivi in casa biancorossa, perché si è battuta una rivale che certamente faceva un po’ di paura ma che non pare a livello dello scorso anno. Meo Sacchetti, il mago per eccellenza degli “upset” in questa competizione, per una volta va sotto con il rivale in panca. E caspita, può succedere se di là c’è Ettore Messina!

Il quale la vince togliendo ogni punto di riferimento agli avversari ed isolando quell’ottimo giocatore che è Ethan Happ. Milano ha scelto di coprire il perimetro con grande intelligenza, sfidando i cremonesi a qualche penetrazione in più in cui sono emerse le buone rotazioni e le capacità di copertura del pitturato. La semifinale con Venezia richiederà molto di più perché le armi a divisione di De Raffaele sono assai più concrete e numerose.

  • Cremona? Nessun dramma

Non c’è nulla di disdicevole o di inaccettabile nel perdere, anche nettamente, contro una rivale più forte, molto, più attrezzata, moltissimo, e decisamente più pronta all’appuntamento senza domani.

Nel gioco di oggi se hai a referto un solo atleta alla voce triple, la partita non inizia nemmeno. Come è stato. Non è un caso che solo nel momento in cui Matthews ha fatto frusciare la retina dai 6,75 c’è stato un timido tentativo di rimonta. I 12 e 10 di Happ sono conferma di qualità anche se il duello con Tarczewski è stato, come domenica scorsa, totale appannaggio del meneghino, cha ha caratteristiche perfette per fermarlo. Le statistiche, ogni tanto, mentono.

Prova del nove contro Watt, giocatore di altri movimenti. Duello da vedere e godere.

(Photo: corriere.it)

 

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