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2019/20 Turkish Airlines Euroleague season

Resilienza e carattere: il Maccabi silenzia l’Ulker Arena

Hunter allo scadere certifica il capolavoro stagionale di Sfairopoulos

Resilienti. Ecco il termine per descrivere il Maccabi Fox Tel-Aviv 2019-20. Cuore, attributi e carattere senza fine messi ancora una volta in mostra dalla compagine israeliana anche nel pre-serata turco della Ulker Arena.

Partita emozionante, coraggiosa, caratteriamente intensa, incerta, tattica ed imprevedibile con due grandi maestri in campo. Fenerbahçe-Maccabi sintetizza quanto di più crudele e selvaggio il basket ci possa regalare in 2 ore o poco meno di partita.

Onore al Fenerbahçe, appunto, straordinario anche questa sera tra mille e più problemi menzionati durante l’anno, ma il Maccabi si prende una vittoria pesante, che per il momento apre ancora una volta scenari importanti in lotta Playoff.

Il match dice Maccabi, appunto, sul punteggio di 77-78, che come sempre Eurodevotion vi analizza e snocciola nelle 5 situazioni caratterizzanti della sfida.

  • Intensità difensiva: capolavoro di entrambe le squadre. Chi scrive lo dice con certezza: questa è la miglior partita della settimana del doppio turno di Turkish Airlines Euroleague. Maestria difensiva di entrambe le squadre nel cambiare e rendere palpitante ogni singolo istante del match. D’altronde con Sfairopoulos e il maestro Obradovic in panchina non ci si può annoiare.
  • De Colo, Nunnally e Datome: assenti ingiustificati. Oltre i 77 punti realizzati il Fener resta a galla con la panchina e con uno Sloukas che non è mai tremato per tutta la partita. Veselj eccezionale ma allo stesso tempo leggermente ingenuo nel finale (5° fallo speso davvero sciocco), ma quello che è più mancato ai padroni di casa è la varietà di soluzioni offensive. Nunnally 2 soli punti e completamente fuori dalla partita, De Colo realizza 2 liberi solo al 37′ dopo una grande serata difensiva del Maccabi, ma soprattutto Datome che sbaglia un layup facilissimo del possibile -2, che avrebbe cambiato la storia della partita, sintetizzano quanto potevano essere potenziali uomini chiave della partita i tre signori sovracitati.
  • Concentrazione: la panchina del Maccabi è decisiva. Quel che rimarca la partita, però, è quanto la panchina ambo i lati sia stata determinante. Avdija gioca la partita della vita e guida mentalmente tutti i suoi compagni quando era in campo. Il Fener ha risposto presente con Kalinic, Sloukas e Derrick Williams partiti in quintetto, e nessun ricambio entrato mentalmente in partita, che ha dato una chiave di lettura interessante per il match.
  • Othello Hunter: l’uomo del destino. Ultimi due possessi per cuori deboli. 2/2 di Sloukas dalla lunetta e poi il Maccabi pesca il Jolly. Lob da rimessa e appoggio di Hunter a chiudere il match. Il campione arrivato in Israele la risolve a suo modo: lottando contro tutto e tutti, sintetizzando in una sola azione quanto lavoro del Maccabi ci sia per essere lì a lottare con i grandi.
  • Coach Sfairopoulos: coach dell’anno subito. Ora non si può più negare. Questo signore sta svoltando una stagione sulla carta impossibile. Wilbekin non al meglio, Black e Omri Caaspi lungodegenti, ha rispolverato uno straordinario Aaron Jackson e tira fuori energia da Reynolds, Cohen, il reintegrato Angelo Caloiaro e il nuovo arrivato Stoudemire. Che siamo ai livelli di parallelismo con i miracoli poco ci manca, ma una cosa è certa: è lui il coach dell’anno. Resilienza, cuore e attributi: ecco la ricetta per lottare contro tutti. Dirige l’orchestra coach Sfairopoulos…
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