Zenit – Valencia: gli spagnoli espugnano San Pietroburgo

Il racconto di Zenit-Valencia.

A San Pietroburgo il round 20 di Eurolega ha visto lo Zenit ospitare il Valencia. Una partita intensa, non spettacolare, ma che ha regalato emozioni fino a 3′ dalla sirena finale, momento in cui Doornekamp ha realizzato la tripla del 74-79, spegnendo l’ultimo tentativo di rimonta dei russi.

Quali spunti ha offerto questo match?

  • saltare. Il gesto più spettacolare di questo sport, quello che fa tendere i giocatori al cielo e che regala le emozioni più forte. Tuttavia, in questa partita il saltare è stato il motivo di errori difensivi gravi: le finte l’hanno fatta da padrone e i canestri e fallo per cercare delle stoppate improbabili è stato l’errore più ricorrente nell’arco dei 40′.
  • protezione del pallone nel palleggio. Un fondamentale sul quale lavorano gli allenatori dal minibasket fino al professionismo. I playmaker dedicano le ore a questo fondamentale, tecnica affinata che dà sicurezza agli altri 4 giocatori sul parquet, che detta il ritmo dell’azione e il modo di coordinarsi per un tiro o un passaggio più efficaci. Nel match tra Zenit e Valencia, questo è troppo spesso venuto meno, con palle perse a causa di un palleggio non protetto e sicuro, piuttosto che passaggi usciti da mani che non erano al ritmo con il palleggio.
  • altalena. I mental coach definiscono spesso l’importanza di mantenere ritmo e concentrazione per l’arco della partita, entrando in ritmo e navigando su quell’onda azione dopo azione. La cosa più bella è che ciò non è possibile (molto raro) e rende le partite ancor più emozionanti e incerte fino all’ultimo. In questo caso lo Zenit ha resistito fino alla fine e, nonostante un terzo quarto pessimo, ha avuto la forza di strappare l’inerzia della gara agli spagnoli, regalando al pubblico e agli appassionati un finale emozionante.
  • Doornekamp. 11 punti e 3/3 da tre punti. Il bello? Che se segno quando la palla è pesante e lo fai con il 100% da tre, diventi uomo partita e i tifosi ti amano. Il gelo di San Pietroburgo è entrato nel palazzo quando Aaron ha realizzato prima la seconda e poi la terza tripla.
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