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Maccabi Tel Aviv squadra vera, Barcellona senza regia. Punto

Il Maccabi Tel Aviv supera il Barcellona 92-85 nella gara più affascinante (prima, durante e dopo) del diciannovesimo round di EuroLeague. Analizziamo la sfida, andando anche oltre.

Maccabi Tel Aviv

Record 13-6, due successi in fila, pronta risposta dopo i ko di Istanbul e Kaunas. Finalmente, a sei anni di distanza, possiamo dirlo: il Maccabi è tornato.

Ioannis Sfairopoulos è riuscito a fare quello in cui hanno fallito i vari Guy Goodes, Zan Tabak, Neven Spahija, Ainars Bagatskis, e altri di cui non ricordiamo più il nome.

Perchè? Per un semplice motivo. Perchè sei anni dopo David Blatt a Tel Aviv è tornato un coach europeo di primo piano, in tutto e per tutto. Si parte dalla panchina, prima che dal campo.

Barcellona

Tre ko in fila, con un Baskonia praticamente defunto da settimane, e con due corazzate. In tutto questo, il Barcellona ha perso anche in patria con Bilbao.

Baskonia a parte, difendendo spesso male. Il discorso, a livello tecnico, è semplice: se il Barcellona non difende non corre, non fa pagare la sua superiorità tecnico-fisica in quattro ruoli su cinque, ed emerge nel difetto che ha in un ruolo su cinque: la regia. 

Il Barcellona, se deve ragionare e impostare a difesa schierata, è un’altra squadra: con tutto il rispetto per Malcolm Delaney, e in attesa del ritorno di Thomas Heurtel. L’unica soluzione. Oggi come oggi, il Barcellona l’EuroLeague non la vince proprio per questo.

Angelo Caloiaro

Ad inizio stagione, Ioannis Sfairopoulos lo aveva ringraziato garantendogli pieno appoggio. Ma nell’accompagnarlo alla porta senza ostacoli. Poi al Maccabi ne sono successe tante, in Israele Omri Casspi è stato bollato ai limiti del taglio per problemi fisici, e allora…

E allora le occasioni possono arrivare. Angelo piazza 12 punti nel secondo tempo, con cinque spacca la partita, e mette anche la museruola al miglior giocatore di EuroLeague dopo Shane Larkin e Mike James, Nikola Mirotic.

Carattere.

Il momento chiave

34’, Barcellona a +3. Poi Caloiaro, come detto, Othello Hunter e Aaron Jackson (che ha scelto il Maccabi per fare i playoff). Gara chiusa, ma in 3’, perchè a 37’ è tutto già finito. Un tornado giallo ha spazzato il grande Barcellona.

Svetislav Pesic

In questi giorni il coach del Barcellona ha spesso parlato di “affaticamento”. Se non si accettano i momenti di flessione, per chiunque, in EuroLeague, allora non si conosce la competizione.

Tutti hanno momenti di down, a prescindere dalla fase della stagione in sè e dalle assenze. Nel momento in cui si arriva ad un calendario simile, è normale.

Ma Pesic, in Spagna, è costantemente alla berlina. Perchè? Perchè la stampa vuole Xavi Pascual, e così l’opinione pubblica. E allora vedrete, l’affaticamento diventerà improvvisamente alibi, non logica.

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