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2019/20 Turkish Airlines Euroleague season

Nuovo anno, vecchie abitudini: l’Efes sa solo vincere

Pleiss e Larkin dominano la contesa. E'il decimo successo in undici partite in Turkish Airlines Euroleague

L’Efes comincia dove ha lasciato il suo strepitoso 2019: vincendo. La squadra di coach Ataman chiude i giochi nel terzo quarto e, come da copione, conquista il suo decimo successo nelle ultime 11 partite disputate in Turkish Airlines Euroleague.

A farne le spese dopo l’acciaccato Maccabi nel giorno del Boxing Day è stato il Khimki, che privo di Shved, ha tenuto benissimo testa nella prima parte di gara andando poi in confusione al cospetto dei vice-campioni d’Europa.

Alla Sinan Erdem Dome, dunque, finisce 101-82 ed Eurodevotion, come sempre, analizza per voi la seconda contesa del Friday Night di Eurolega, che ha confermato Efes e Real sul tetto d’Europa, ma anche il momento no di un Khimki sempre più irriconoscibile.

  • Il terzo quarto: Efes accelera da corazzata. E’il momento catartico che decide la sfida. Ataman predica difesa asfissiante e ferocità a rimbalzo d’attacco. Risultato? 30-18 di parziale. Il solito Micic in regia, Larkin in uno stato di forma abbacinante, Singleton e Simon scudieri fedeli alla causa con tanto lavoro sporco. Ormai lo abbiamo intuito, questi sì che sono una corazzata.
  • 8: I rimbalzi offensivi di Pleiss. Pensando attentamente a questo punto di analisi, ho capito come la partita davvero sia cambiata nel terzo parziale. Pleiss sotto le plance domina Booker ed Anthony Gill e nel momento di equità nel punteggio, sfoderando una grandissima prestazione offensiva. Questi suoi 8 rimbalzi offensivi (per il Khimki per dire li hanno pareggiati con contributo collettivo Jeremy Evans e Anthony Gill) hanno dato vitalità all’attacco turco e inciso nel momento cruciale della sfida.
  • Difesa e attacco perimetrale: lezioni continue al Khimki. Che coach Kurtinaitis continui e perseveri nell’essere nell’anonimato della Turkish Airlines Euroleague (settima sconfitta nelle ultime nove partite disputate), deriva proprio dalla incapacità di adeguarsi al gioco moderno, con una squadra ridotta al minimo e che senza Shved, ogni stagione sia più difficile. In questa stagione, però, l’aggravante è che avendo gente esperta come Bertans, Booker, Evans, Anthony Gill, Janis Timma, Jovic e Kramer sei fuori dalle prime otto posizioni e a metà stagione concedi il ben 55% da 3 ad una squadra come l’Efes. Che sia arrivato il momento giusto per dare una scossa ad una squadra dai palcoscenici decisamente migliori?
  • Adrien Moerman: una gioia rivederlo. Il più caloroso dei bentornati da parte del sottoscritto va all’ala francese dell’Efes. Uno dei giocatori più elettrizzanti della scorsa stagione inizia il 2020 con 16′ di discreta qualità e 6 punti iscritti a referto. Per tornare in condizione c’è tempo, ma con Dunston fuori per infortunio, ora l’Efes ha un jolly da poter sfruttare.
  • Tibor Pleiss: più di Larkin ha inciso contro il Khimki. In una partita con un solo lungo a disposizione, Ataman esegue un piano partita inizialmente non perfetto contro il Khimki vivace del primo tempo. Nel secondo tempo, la musica cambia e rimbalzi e l’energia in attacco dei soliti not,i la porta il sorprendente Tibor Pleiss. Il centro della compagine turca si rivela più efficace solito Larkin, aggiudicandosi la palma dell’Mvp della sfida con i suoi 20 punti e 10 rimbalzi e confermando un verdetto cruciale. L’Efes ha cominciato il 2020, vincendo e convincendo. Da squadra costante che ora guarda con coraggio il Barcelona di Pesic.
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