Mike James da urlo e la circolazione di palla: è un Cska ottimo

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Che Mosca, sponda Cska, sia il cantiere di una sfida delle più intriganti andiamo scrivendolo da fine luglio.

Dimitris Itoudis e Mike James, per tanti “la strana coppia”, per taluni, cui ci accodiamo, la voglia matta di dimostrare che sì, si può fare.

Il Cska non è nemmeno lontano parente a livello di talento di  quello dello scorso anno, probabilmente una delle migliori squadre di sempre in questa competizione, però… è allenata divinamente ed i risultati si vedono. Più tecnicamente che a livello di classifica.

La Stella Rossa è una brutta bestia, Milano insegna, sa giocare “sporco” nella migliore accezione del termine, ed è capace di abbassare l’impatto degli avversari quando superiori.

Finisce 100-74, ma soprattutto finisce dopo 30′, quando invece al 25′ c’erano i serbi al comando.

  • “Fantastic ball movement”

Quante volte abbiamo sentito questa affermazione entusiasta da parte dei telecronisti di Euroleague.tv? Tante, giustamente. Come fai a limare il gap rispetto ad un passato recente in cui il talento era superiore di tanto alle media? Giocando a pallacanestro e questo è quello che attualmente l’Armata Rossa sta provando a fare, aggiungendo un dettaglio di qualità ad ogni gara. Chiaro che il percorso sia lungo e non vi sia un lieto fine già scritto, peraltro pressoché impossibile di fronte a roba come Efes, Real e Barça, ma se questo giochino ti intriga, come si fa a non alzarsi in  piedi a seguito di alcuni possessi offensivi moscoviti? C’è una traccia tecnica chiara che si basa principalmente sul concetto di spaziature per arrivare a sfruttare il vantaggio che si crea in primi sul perimetro e con il dinamismo dei lunghi.

  • MJ

Le iniziali sono pesanti, a pensarci bene una sorta di condanna storica, un po’ come chiamarsi Maradona e giocare a calcio (Hugo insegna…), ma se hai dentro quello che quest’uomo certamente ha, la faccenda diventa sicuramente più lieve. Il primo tempo è qualcosa di surreale, in perfetto stile Larkin, con cui divide la leadership di talento ed impatto in questa lega. Sono 22  a metà gara (6/6 da tre, è vero…?), poi 29 a fine terzo quarto ed infine… infine restano 29, in 23 minuti, perché non serve spingersi oltre visto che  oggi si vola ad Istanbul e domani c’è il duello più spettacolare di tutta la Turkish Airlines Euroleague: Larkin vs James.

Quel 6/6 da tre ruba ovviamente i titoli, ma se c’è una cosa che colpisce decisamente di più è il modo in cui il nativo di Portland tiene il contatto dei lunghi quando penetra. E per quel duello qui è meglio di Larkin, che è invece tiratore più puro. Se poi di perimetro vogliamo parlare, in prospettiva “the duel”, vi sono numeri incredibilmente simili: 39/79 (49,37%) per Mike, 39/80 (48,75%) per Shane. Ovviamente primo e secondo tra chi l’ha scaglia più di 75 volte (Randolph vicino ed appena migliore con 37/74 che è 50% preciso).

  • La Stella Rossa ci prova sempre, finché ne vale la pena

Poco prima della metà del terzo quarto siamo improvvisamente sul 54-55, dopo la tripla di Borisa Simanic: Chi l’avrebbe mai detto? Beh, se sei solo + 5 dopo 20′ avendo tirato con quella percentuale da tre il dubbio viene, ed allora si torna ai difetti da risolvere dei russi, ma certamente il merito va dato ad una squadra come quella serba che gioca sempre, comunque, senza “darla su” mai. Da quel momento, però, il Cska mette le marce alte ed il 22-7 che chiude il periodo mette la parola fine anche alla gara. L’ultimo quarto è la classica situazione da doppio turno: visto che non c’erano più chance, Belgrado decide che è meglio pensare all’Olympiakos, in arrivo venerdì alla Stark Arena.

  • Chi non vorrebbe allenare Bolomboy?

Il quasi 26enne ucraino-russo, nativo di Donetsk, figlio di padre congolese e madre russa (origini tartare), sta cominciando a mettere insieme diverse prestazioni molto interessanti. Certamente facilitato nell’utilizzo e nello sviluppo dalla virtuale assenza di Kosta Koufos, partito come colpo estivo ma oggi fermo a 6 presenze, 9’44” di gioco medio e 3,3 punti, l’esplosivo 206cm si sta inserendo con grande attenzione nel sistema di Itoudis. L’ottima lettura progressiva di quelle spaziature di cui si diceva, fondamentali per questo Cska, unitamente ad una discreta manina che permette conclusioni morbide dalla media così come dall’arco (38,9% su già 18 tentativi che lo scorso anno furono in totale solo 13), diventano un’arma assai significativa se vanno di pari passo con un atletismo ed un’esplosività già ben nota a tutti.

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E’ il classico profilo che ogni coach vorrebbe avere in palestra poiché ti dà l’idea di avere qualcosa da sviluppare ogni giorno, qualcosa su cui lavorare ben sapendo che un passo avanti sarà certo ogni volta che si va sotto la doccia. Non ha l’altezza  del classico centro di oggi, essendo solo 206cm, ed in questo senso non va trascurata la presenza al suo fianco di Kyle Hines, un’enciclopedia vivente del ruolo che può essere consultata dentro e fuori dal campo.

  • Le parole di Coach Itoudis e quelle (insolite?) di James

Dimitris Itoudis è chiaro e diretto: «Lo score finale non dice la verità. E’ un gioco di parziali ed abbiamo infilato quello giusto in una sera in cui abbiamo avuto buoni e brutti momenti, come sempre nel basket. Ho risparmiato Mike perché ora si va ad Istanbul ed a Tallinn (Kaliningrad). Devo guardare avanti». Appunto, prima Larkin, poi l’Olimpia, logico preservare Mike.

Ed ecco il James che non ti aspetti: «La chiave? La difesa. Quando siamo stati bravi dietro abbiamo nutrito il nostro attacco. Il primo tempo non è stato buono come squadra, poi abbiamo fatto bene, imparando dai nostri errori».

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alberto marzagalia

Due certezze nella vita. La pallacanestro e gli allenatori di pallacanestro. Quelli di Eurolega su tutti.
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