Il Pana tuona nel vuoto di OAKA: battuto il Fener!

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Una delle partite più attese di questo inizio di settimana, tra due squadre che – tra passato e presente- sono a tutti gli effetti la storia di questa competizione. La partita si è disputata a OAKA, una delle arene più calde della pallacanestro europea, vero e proprio trascinatore dei verdi nelle partite casalinghe.

Nel match di ieri tra Panathinaikos e Fenerbahce, è venuto meno lo spettacolo offerto dai tifosi biancoverdi, in quanto l’Eurolega ha multato e punito la squadra greca con la squalifica del campo per una giornata a causa del comportamento sostenuto nei confronti dei rivali dell’Olympiakos nel 12° round.

Sarà curioso vedere quali le reazioni del pubblico di OAKA nella prossima partita casalinga. Un’idea noi l’abbiamo.

Parlando di basket giocato, per fortuna, nella gara di ieri non è mancato lo spettacolo sul campo da gioco, spettacolo nel deserto, ma pur sempre spettacolo. Il finale recita 81-78.

  • Chi sbaglia di meno. Non sono mancati gli errori in questa gara e sono stati perlopiù di superficialità: due esempi sono il canestro preso dal Fener allo scadere del secondo periodo e quello preso da palla persa dal Pana a 1′ dal termine. Sono ammessi gli errori, ma alcuni come quelli sopra elencati mandano su tutte le furie gli allenatori e costano le sconfitte. È andata bene al Pana.
  • Passaggi precisi. Lo trovo il leitmotiv di questa stagione: le squadre che passano la palla con velocità e precisione costruiscono tiri migliori. Ieri il Pana ha dato vita a delle azioni da manuale di basket, con passaggi e spaziature encomiabili. Serve più continuità.
  • Passaggio in terzo tempo. Quel fondamentale che gli allenatori rimproverano costantemente durante il percorso di formazione nel settore giovanile, in quanto sintomo di confusione nello spazio e nella tempistica della giocata. Perché farli in EL? Stessa risposta: confusione. Ne ha molta una squadra talentuosa come il Fener e ne ha molta il suo regista (sempre più fondamentale) Sloukas che ha perso quattro palloni per indecisione nel passaggio, nonostante una buona prova nel complesso.
  • Il Finale. Nessuna delle due squadre sembrava volesse vincere la partita o forse entrambe volevano vincerla a punto da emozionarsi e commettere errori madornali negli ultimi 1’30” di gioco. Il tiro in contro tempo, scarico, senza fiducia di De Colo al suono della sirena si spegne sul primo ferro ed esulta il Pana davanti ai seggiolini di OAKA.

About Post Author

Antonio Mariani

Laureando in Lettere presso La Sapienza di Roma e appassionato di Sport Business, viaggia ossessivamente per studiare le culture sportive nel mondo. Oggi è Social Media Manager presso IQUII e giornalista sportivo di pallacanestro per Eurodevotion.
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