Doctor Jekyll and mr Olimpia: l’Asvel aumenta la crisi milanese

Luca Castellano

Asvel sontuoso nel terzo quarto ribalta le certezze di un’Olimpia Milano ufficialmente involuta in Europa. Non bastano i ritorni di Gudaitis e Micov per risollevare un momento continentale davvero difficile.

E’ il momento della crisi. L’Olimpia Milano non sa più vincere in Europa e anche nel tredicesimo turno di Turkish Airlines Euroleague si apre un nuovo capitolo della gestione Messina.

I tempi delle vittorie con Fenerbache e Barcelona Lassa di inizio stagione lasciano spazio alle riflessioni quando nella serata francese di ieri, i milanesi hanno incassato il quarto K.O consecutivo in altrettante partite. D’altro canto bravo l’Asvel di coach Mitrovic a trovare gli aggiustamenti in corso d’opera e mettere ancora in evidenza che passare sul campo dell’AstroBalle di Villeurbanne deve essere necessariamente un’impresa.

Questo e molto altro come sempre nell’analisi di Eurodevotion, che vi porta le 5 situazioni cruciali che hanno determinato, a nostro modo di vedere, il successo dei francesi per 89-82.

  • 32. Il sorpasso francese nel terzo quarto. L’inizio di secondo tempo è degno della sceneggiatura de ‘Il Sorpasso’ di Dino Risi. I padroni di casa rinsaviscono ed energicamente spaccano in due la partita. Milano in attacco comincia ad affievolirsi e i francesi sono un rullo compressore. Dopo il sorpasso anche il doppiaggio nel parziale (32-16 Asvel nel terzo quarto) ha chiuso la sfida.
  • Assenza di fisicità. Bene il ritorno di Gudaitis nel pitturato (12 punti e 1 rimbalzo in questo match), ma il vero problema che ha cambiato la partita è il non saper contrastare la veemente forza fisica dei francesi. 39 palloni conquistati complessivamente dai francesi sotto i tabelloni hanno dato consapevolezza in più alla mina vagante di questo torneo, mentre Milano è rimasta a guardare.
  • Lighty e Taylor: le spine nel fianco dell’Olimpia. Sono le due combo-guard a decidere la sfida dell‘Astroballe. Partita stellare nel momento di contatto estremo con i milanesi e non tradiscono le certezze dei propri tifosi per tutto il secondo tempo. 37 punti complessivi dei due americani sono il gap di differenza con la difesa passiva e calante dell’Olimpia del secondo tempo.
  • Non deve essere solo ‘Chachismo’. Per chi scrive l’Olimpia Milano vista nelle ultime quattro dipendeva solo dall’ex CSKA. Bene le folate offensive e la maestria di Scola, ma rispetto a quanto visto contro squadre del calibro di Fener e Barcelona c’è un abisso di differenza. Del ‘Chacismo’ non bisogna abusarne e il resto di Milano (Mack e Della Valle su tutti) deve mostrare gli attributi.
  • Messina e gli attributi: lettura della sconfitta da maestro. Non serve questo match per celebrare ancora una volta quanto Ettore Messina sia un cultore del basket e anche della sconfitta in sé, ma quanto detto in conferenza stampa mette alla luce la consapevolezza degli errori. Primo tempo da bambini, secondo da uomini veri, come doctor Jekyll e mister Hyde, rispetta chiaramente quanto Milano debba lavorare mentalmente più che fisicamente per vincere le partite. Le ultime quattro, così come le sconfitte con Khimki, Olympiacos e Bayern sono state come quella di ieri sera. Da rivedere e lavorarci su, come una grande squadra.
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