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Eurodevotion Weekly – Shane Larkin ed il Cska da dominatori. Mentre rispetto alla NBA…

Ennesimo turno ricco di prestazioni straordinarie, di squadra come individuali. Su tutte, ovviamente spiccano quelle del Cska a Barcellona e di  Shane Larkin contro il Bayern.

Il nostro appuntamento settimanale, con i 5 punti che riteniamo di maggior importanza dopo il turno che ci ha portati a quasi un terzo del cammino in stagione regolare.

 

  • CSKA : dalla riflessione alle certezze? Ci pensa Itoudis

Lo abbiamo sottolineato abbastanza chiaramente la scorsa settimana, questo Cska era in una situazione di riflessione nel momento in cui sono arrivate due sconfitte come quelle di Vitoria e di Madrid, che parevano mettere ancor più in risalto il momento di ricostruzione di un gruppo che aveva dominato nel recente passato.

Andrey Vatutin, plenipotenziario di un club che sa come si gestisce una squadra al massimo livello, ci aveva informati, cosa peraltro abbastanza scontata, che il mercato era monitorato costantemente e che il problema Clyburn, prima o poi deve essere risolto con un innesto.

In tutto ciò abbiamo colpevolmente sottovalutato il lavoro di un allenatore straordinario come Dimitris Itoudis, che non ha fatto altro che… allenare. Come lo fa lui lo sanno fare in pochi ed ecco che è arrivata la madre di tute le prestazioni, tanto inattesa per il momento, quanto inimitabile per il modo in cui si è giocato. Partita preparata alla perfezione, ritmo gestito sempre, una rivale come il Barcellona del tutto stritolata  e resa totalmente inoffensiva.

cska

 

 

  • Il ritorno di Gigione ed un pubblico che fa la differenza 

Francamente vedere il Capitano della nazionale nelle condizioni delle ultime settimane faceva male a tutta la pallacanestro italiana. Completamente sottotono, senza risposte alle sfide che questo torneo presenta ad ogni turno, con quel “timeout” di Mosca che tanto ha fatto discutere, decisamente troppo. Sì, troppo, perché quando si parla di determinate cose bisognerebbe tenere in debito conto chi sono i protagonisti. E se questi sono Zeljko Obradovic e Gigi Datome, si può star certi che i valori, personali prima che tecnici, sono tali da garantire che si stia facendo tutto il dovuto.

Ed allora riecco alcune istantanee di Fenerbahçe vero, quello che gioca guidato da Sloukas e trova una spalla fenomenale proprio in Gigi, osannato da una folla che sta contribuendo in modo importantissimo alla ripartenza dei turchi. Perché è chiaro che altrove, in quasi tutti i campi europei, un’inizio di stagione come quello del Fener avrebbe portato ambiente e pubblico a ben altre conclusioni.

Gigi lo sa, lo ha capito ed ha iniziato la risalita con una prova a tutto tondo in linea con la persona ed il giocatore: che appartengono ad un altissimo livello.

 

  •  Larkin: molto più di un record

In una settimana Shane Larkin ha dapprima dominato contro la difesa di Milano, non esattamente la più facile da incontrare, senza numeri mostruosi ma con un impatto ed un controllo sulla gara senza pari, poi ha scritto 49 entrando nella storia della Turkish Airlines Euroleague dalla porta principale.

Ovviamente un 10/12 da tre e relativi 49 punti fanno notizia, ma se vogliamo andare oltre è corretto sottolineare come questo atleta stia facendo la differenza come nessun altro, da quando ha raggiunto lo stato di forma ottimale nelle seconda parte della stagione scorsa. E’ prototipo del giocatore moderno nel ruolo, sulla falsariga di tanti nella NBA, che fa scuola, piaccia o meno. Da febbraio 2019, a dirla tutta, è decisamente MVP di questa lega, proponendo ritmi, esplosività ed impatto sulla propria squadra e sull’avversario che pochissime volte si è visto in precedenza.

 

  • Rick Pitino ed un ritorno che fa bene a tutti

Il coach newyorchese era atteso, con pochi dubbi, al rientro sulla panchina di Oaka, come forse sapeva perfino Pedoulakis.

Personaggio di altissimo profilo, vive ogni tanto una situazione paradossale in cui la sua stessa ingombrante ed accattivante personalità mette in secondo piano i valori tecnici. Pitino è un allenatore di livello eccellente, lo ha dimostrato in diversi decenni, e sa gestire le cose al meglio sulla lavagnetta come in conferenza stampa. Non sono mai banali le sue parole, come non lo sono l’organizzazione e le soluzioni tecniche che propongono le sue squadre sul campo.

E’ una benedizione per tutta la lega, che si nutre di personalità di questo calibro, mentre rappresenta sin da subito una minaccia concreta per chiunque (quasi tutti noi…) avesse pensato ad un Pana remissivo in ottica Playoff. Se solo conferma quanto fatto lo scorso anno i “greens” quei Playoff li fanno, tenendo ben presente che ha un mese in più di tempo e mezza stagione di conoscenza dell’ambiente e della competizione a cui partecipa. Auguri agli avversari…

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  • Asfaltate e “darla su”: tanto nuovo quanto normale

Il Cska vince di 29 a Barcellona, il Baskonia ne piglia 32 ad Atene, dove l’Oly ne rifila 21 all’Olimpia, mentre l’Efes passeggia sul Bayern 104-75 ed il Maccabi fa lo stesso con l’Asvel (+31). Nel turno precedente +16 del Real sul Cska, +19 dei “reds” a Berlino, +23 del Barça col Maccabi.

Si potrebbe guardare ancora più indietro, tra gli scarti ad esempio del Real col Khimki o del Cska col Fenerbahçe e la situazione sarebbe confermata.

Magari sono record, magari no, ma il punto non è questo. Ci sono molte gare che si concludono con vere e proprie asfaltate e la motivazione è molto chiara. In un calendario fittissimo di suo, che poi si incrocia con quelli nazionali, spesso poco collaborativi con le squadre di Eurolega (anche per questioni di vendette burocratiche francamente pietose), è normalissimo che le squadre, quando vedono l’impossibilità reale di rientrare in partita, mollino un poco, causando questi punteggi larghissimi, spesso coi vincitori che flirtano col centello.

Il ritmo stesso delle partite, molto cresciuto e sempre più in stile NBA, unitamente alla presenza in quasi tutte le squadre di leader che occupano le posizioni di 1-2, è causa di pari importanza relativamente a tutto ciò che stiamo vedendo.

Piace? Giusto fare una distinzione. Se parliamo di ritmo che porta a punteggi più alti, personalmente non fa impazzire, ma è altrettanto vero che, come confermatoci da Coach Ataman prima della gara di Milano, la gente si appassiona di più ad un 100-90 piuttosto che ad un 62-59. Si gode triple, transizioni più rapide e schiacciate, con buona pace dei puristi, che restano, come in ogni ambito, una minoranza. E se il prodotto è più gradito ai tifosi, non vi è proprio nulla di male anzi, perché il movimento cresce. Se invece facciamo riferimento diretto alle suddette “asfaltate”, allora è vero che coinvolgono emozionalmente di più il pubblico di chi vince, straziando lo sconfitto, tuttavia è un prezzo che si deve pagare se si vuole un torneo di questo tipo. E qui si apre un discorso di business e popolarità di un prodotto che trattare in poche righe è assolutamente impossibile.

 

(photo : cskabasket.com – paobc.gr )

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