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2019/20 Turkish Airlines Euroleague seasonTurkish Airlines Euroleague

Khimki vs Olimpia: è sfida totale, soprattutto dall’arco

In campo alle 1800 (ora italiana) alla Mytishchi Arena.

 

Sarà sfida di alta classifica tra due delle tre squadre più in forma di tutta la Turkish Airlines Euroleague, sfida di stili e di filosofie.  Il tutto con una grande attenzione a cosa succederà intorno all’arco dei tre punti, dato che i numeri ad oggi ci descrivono quella parte del gioco come assai importante, in modo differente, per entrambe le squadre.

L’anno scorso furono due gare tiratissime, entrambe vinte dai milanesi. Ingenuità incredibile di Jordan Mickey ed un Mike James di ghiaccio (3 su 3 dalla lunetta a 3″ e suoi tutti gli ultimi 5 punti con due falli subiti negli ultimi 44″) all’andata, mentre al ritorno fu dominio tattico di Pianigiani, anche se lo score disse soltanto 88-90. Forse proprio in quell’occasione il coach senese presentò una delle migliori versioni della sua Olimpia, dopo quella del Pireo. Ma fu l’ultimo squillo di una squadra che poi scomparve dalla geografia dell’Eurolega e non solo.

 

Il fattore “3”

Inutile giraci attorno, sull’arco si deciderà tanto, forse tutto. Milano è la squadra che concede la peggior percentuale da tre punti di tutta l’Eurolega agli avversari con il 31,4%.  Sfida una squadra che è la terza per numero di triple tentate (196) con Shved (59) e Timma (53) che sono rispettivamente primo e secondo in questa graduatoria. Se si aggiungono il sinora silente ma potenzialmente esplosivo Dairis Bertans (7/20 in stagione), un centro come Devin Booker titolare di un notevole 9/14 ed una batteria di uomini guidata da Jerebko e Gill, non certo timidi, si capisce come la difesa biancorossa avrà le mani piene ai 6,75. Da notare che Janis Timma, col 39,62%, è secondo solo a Wilbekin tra chi l’ha scagliata oltre le 50 volte dall’arco (21/53). Assai negativa, sinora, la percentuale di Shved, fermo al 25,4%: certamente il russo non smetterà di tirare in virtù di questa statistica.

Di contro, Milano è prima con uno straordinario 44,3%, quasi 10 punti percentuali meglio della media del torneo. Gli avversari concedono sinora il 34,1%, ecco perché qui si giocherà tanto.

 

Rimbalzi, fosforo ed atletismo

L’Olimpia perde tantissimo senza Gudaitis, poiché l’impatto tecnico del lituano avrebbe permesso innanzitutto un maggior utilizzo delle “twin towers” con Scola e poi perché avrebbe rappresentato una variabile di difficile comprensione per il solo Booker, ad oggi unica vera soluzione per Kurtinaitis, seppur atipica, nel ruolo. Evans e Jerebko si adattano e lo fanno vista l’ormai pressoché definitiva assenza di Timofey Mozgov, uno che avrebbe cambiato tutto ma di cui non si hanno più notizie di alcun genere. Se Tarczewski continuerà la collezione di prestazioni di ingenuità assoluta, sarà notte fonda al ferro, con Scola costretto a straordinari importanti e non certo auspicati. Biligha potrebbe essere soluzione soprattutto contro lo stesso Booker, uno che fa meglio lontano dal ferro: qui l’atletismo e l’attività del centro italiano dovrebbero togliere quelle chances dall’arco di cui si è detto sopra.

I numeri a rimbalzo sono molto simili: 36,1 lasciandone 34,4 per i russi, 35,9 concedendone 34,7 per i meneghini. Ma attenzione: il Khimki ha già preso 40 rimbalzi offensivi su tiri da tre. Normale che possa essere così, visto l’alto numero di conclusioni, ottima la percentuale del 35,4% sui palloni disponibili. La massima attenzione milanese su questa situazione potrebbe fare la differenza, considerando che, per natura e distanza, molti palloni assumono traiettorie e direzioni particolari dopo essere stati scagliati da oltre i 6,75. Gli esterni diventano fattore in questo senso.

 

Quintetti e combinazioni

Shved-Timma-Zaytsev-Jerebko-Evans è il quintetto statisticamente più efficace per Kurtinaitis. Rodriguez-Della Valle-Micov-Scola-Gudaitis quello di Messina. Semplice, due su cinque mancheranno per Milano ed è chiara chiamata alle armi per Tarczewski, Roll e Moraschini, a livelli differenti.

Shved e Booker combinano per il 39,6% dei punti russi, che diventa il 54,2% se si aggiunge Timma. Il Chacho e Scola portano il 34,8% dei punti milanesi, che sale al 48,2% con Micov. Qui nasce il confronto di filosofie: centralità russa contro condivisione italiana.

 

Le chiavi

Tantissime, perché sono squadre con mille opzioni da giocarsi.

Ritmo nei possessi, percentuale da tre efficace sin da subito e conseguente apertura di parecchi spazi al ferro per il Khimki.

E quindi per Milano varranno proprio il controllo dei possessi, la limitazione pressoché totale dei palloni persi (troppi 13,6 ma tanti anche quelli di Shved e compagni a 14,1) e l’assoluta attenzione su quei tanti palloni che cadranno in difesa a seguito delle triple russe, come indicato in precedenza.

C’è un fattore atletico che dice chiaramente Khimki, perché Gill, Jerebko ed Evans sono roba difficile da trattare col solo Brooks, a meno che White…

L’assenza di Gudaitis dà meno possibilità a difesa schierata : Micov da 4 in una sorta di “small ball” completata da Rodriguez, Nedovic, Roll e Scola?  Potrebbe fare malissimo dall’arco, così come andare sotto abbastanza pesantemente a rimbalzo (Timma, spesso schietto da 2, ne prende 3,9 a serata). Scelte, tante, importanti.

Notte da camaleonte quella richiesta a Messina: nessuno più di lui può gestirla al meglio. In panca, infatti, la sfida è decisamente impari ed il vantaggio è nettamente italiano.

 

Il pronostico

Khimki tra i 5 ed i 9 punti, con scarto che potrebbe estendersi oltre i 10 punti se il punteggio totale dovesse superare 167-169 punti. Milano ha una chance intorno a quota 80, non molto oltre, e mi sento di insistere sul controllo dei rimbalzi da tiro da tre: cambierebbe tanto, forse tutto.

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