La maestosità di Micic uccide i sogni della Stella Rossa

Luca Castellano

All’Efes basta un ultimo quarto tatticamente perfettoper battere il coraggio e la forza di volontà della Stella Rossa.

L’Anadolu Efes Istanbul continua a crescere. La creatura guidata in panchina da coach Ataman continua a vincere e inaugura al meglio la sua settimana del doppio turno. Altra giornata e altra vittoria casalinga per la compagine turca vice-campione d’Europa, dunque, in questo quinto turno di regular season di Turkish Airlines Euroleague.

Dopo il Real Madrid, alla Sinan Erdem Dome di Istanbul cade anche la Stella Rossa di Belgrado, dopo un match come al solito ricco di spunti e chiavi interessanti. Quelli che di consueto vi porta la redazione di Eurodevotion, che analizza con l’ausilio dell’analisi in 5 punti, il successo casalingo dell’Anadolu Efes ai danni della Stella Rossa con il punteggio finale di 85-70.

  • 21-9: la prima spallata alla partita dell’Efes. Pronti-via e la legge dell’arena turca mette in grande difficoltà l’attacco serbo. Difesa arcigna e compatta, come nel secondo tempo ammirato contro il Real Madrid, mette già alle corde gli ospiti. Poi Ataman guida i suoi con un basket perimetrale stupefacente da veder giocare.
  • 20. Il numero del passivo e delle palle perse Efes che hanno riaperto l’incontro. Dopo aver visto un grande basket nel primo parziale di gioco, la compagine turca ha avuto un grave black-out, che ha permesso alla squadra guidata da coach Gavrilovic di rientrare in partita. 20 palle perse in un match di Turkish Airlines Euroleague sono tante, ma il merito è anche di una straordinaria reazione degli ospiti, capaci di passare in vantaggio anche dopo un passivo appunto di 20 punti.
  • Giuste spaziature quando conta: Efes determinante dal perimetro. Ormai è fondamentale come anche in Eurolega il tiro dalla distanza possa diventare nella maggior parte delle situazioni LA chiave per cambiare l’inerzia del match. Larkin, Simon e Micic quando decidono di fare la voce grossa dal perimetro in ritmo sono devastanti. Da questo punto la Stella Rossa deve migliorare: 21% dalla distanza, anche quando hai avuto carattere nel rimontare, è troppo poco con una squadra contro l’Efes che ti realizza il 43% dei tiri presi da dietro l’arco.
  • Il contesto e il contorno: l’importanza e l’amalgama dei gregari dell’Efes. Punto d’analisi prettamente fuori da numeri e logica della partita. Nelle ultime due uscite, l’Efes ha dato dimostrazione di essere una squadra incredibilmente devastante specie con i suoi gregari. Nella scorsa settimana Simon ha messo le cose in chiaro insieme a Singleton. Questa settimana Pleiss dà il giusto apporto quando serve per far rifiatare Dunston. Anderson e Beaubois in difesa fanno il loro e in attacco si responsabilizzano se in serata. Siamo ancora all’inizio ma una cosa è certa: non diamo mai per morti l’Efes in ottica Final Four.
  • Vasilije Micic: il Re di Istanbul si mette in proprio. Sublime e maestoso. Come il vero “cattivo” dei film animati, distrugge i sogni della Stella Rossa e gioca una partita come meglio sa fare. Distribuisce gioco, non molla mai la partita e resta lucido con una bomba spezza ginocchia da oltre 8 metri. 26 punti, 2 rimbalzi e 4 assist lo eleggono MVP della sfida, quella che sancisce il quarto successo di un Efes completamente rigenerato.
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