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2019/20 Turkish Airlines Euroleague seasonTurkish Airlines Euroleague

Olimpia a Berlino: sarà l’Alba di una grande settimana?

Sfida tra una “contender” Playoff ed una squadra che in realtà ha ben poche speranze di postseason.

Milano è volata a Berlino dopo la gara del PalaEur con la consapevolezza che un  nuovo successo esterno darebbe parecchie certezze ed un significato già diverso al grande momento che si vivrà venerdì sera al Forum, quando arriverà il Barcellona sinora perfetto. Per essere chiari, se questa sera l’Olimpia farà bottino pieno alla Mercedes Benz Arena, qualunque sia l’esito della partita del Palau Blaugrana di domani (Barça vs Valencia), venerdì giocherà per superare il Barcellona in classifica, con la possibilità di vedere davanti, eventualmente, il solo Cska. Per un progetto molto nuovo e con parecchi cambiamenti, si può tranquillamente dire prospettiva… niente male.

Poi tutti diranno, ed è giusto che sia così, che si guarda una gara alla volta, però…

 

Il duello atipico ed inatteso

Sergio Rodriguez vs Rokas Giedraitis. Nulla in comune per caratteristiche tecniche e fisiche, ma totale leadership finora all’interno del proprio gruppo. Una pointguard devastante contro un’ala classica e molto lineare. Di certo, numeri incredibilmente simili.

112’59” giocati per il lituano, 112’30” per lo spagnolo. 14,3 e 15,8 i punti di media. 48,7 vs 48,5 la percentuale reale, mentre da tre siamo al 38,1 vs 40,0. Infallibili o quasi ai liberi, con un 91,7 ed un 92,9 percentuali, c’è ovvia superiorità per l’ala nei rimbalzi, 4,3 vs 2,0, mentre prevale il play a livello di assist (2,3 per il giocatore dell’Alba, 5,5 per il milanese). 16,3 è il PIR di entrambi. 

Triple ed assist tra numeri molto diversi

Berlino tira da tre col 40,7%, concedendo in quella fase il 39,6% agli avversari. Milano è ad un ottimo 42% dall’arco dove concede il 26,6%, nettamente la migliore di Eurolega, col Barça staccato di quasi 5 punti percentuali. 23 gli assist a gara dei tedeschi (22,3 subiti): 15,5 quelli dei milanesi, con 13,3 concessi.

Ok i numeri, ma serve notare come la squadra di Aito abbia beneficiato di due prime giornate clamorose in cui quegli assist sono stati 23 e 28, rispettivamente nella vittoria con lo Zenit e nella “sparatoria” perdente di Istanbul, sponda Efes (106-105 ot). In quelle due gare ha tirato e 13/29 e 14/30 dall’arco. Nella terza gara, anche contro il Barça,  si è confermata al 40% per poi scendere sotto il 30% contro la difesa del Cska nella recente sconfitta. E’ chiaro che tutto ciò va giudicato di pari passo con i 106 (95 nei regolamentari), 103 ed 82 punti subiti nelle ultime tre gare. va altresì detto che queste tre sconfitte sono arrivate contro Efes, Barcellona e Cska, ovvero tre delle 5 maggiori indiziate a sollevare il trofeo. Quelle percentuali hanno portato ad un ottimo 1,9 di rapporto assist/perse per i tedeschi, mentre gli italiani sono fermi ad 1,3.

Milano tira da tre nel 33,1% dei possessi, mentre Berlino è ad un clamoroso 43,7% (solo Real, Khimki e Cska usano di più il tiro dall’arco).

A livello di OR e DR (offensive e defensive rating) vi sono significative differenze dietro e similitudini davanti. L’Alba concede 101,4 punti ogni 100 possessi, il che vuol dire che solo Valencia fa peggio. Milano col suo 94 si attesta al 12mo posto in Turkish Airlines Euroleague. In attacco valori quasi simile : 96,3 tedesco e 96 italiano che vogliono dire rispettivamente ottava e nona piazza nella lega.

La chiave: il ritmo ed il controllo delle plance

Di fronte ad una squadra che produce 85 punti da ben 88,3 possessi per gara (78,8 ed 82 il dato biancorosso) è evidente come il controllo del ritmo sia fondamentale per la squadra di Messina, ma se poi la guardiamo più a fondo, è un discorso che vale fino ad un certo punto. Infatti il meglio della pallacanestro offerta sinora dai meneghini è venuto da possessi in cui si entrava nei giochi a ritmo elevato, senza perdersi in palleggi inutili etc, cioè un male che riguarda un po’ tutti. Il confine quindi tra togliere il ritmo agli avversari e rischiare di perderlo in proprio è molto sottile.

In sostanza diventa allora fondamentale l’apporto dei lunghi milanesi, decisamente superiori a quelli teutonici. Se Milano saprà andare lì con circolazione di palla e minaccia sempre valida “dentro-fuori”, allora potrebbe perfino essere facile, altrimenti i problemi potrebbero fioccare. Ed a questo punto interverrà il discorso rimbalzi, dove le squadre, per percentuale reale di palloni raccolti, si equivalgono, con leggera preferenza milanese (49,8% vs 48,3%). Prevalere significativamente a rimbalzo vuol dire avere mezza gara in tasca.

In casa Alba alzare in maniera quasi eccessiva il numero di possessi ed avvicinarsi ad una sorta di “seven seconds or less” potrebbe portare la gara in un terreno in cui l’impresa, perché di ciò si tratterebbe, diverrebbe possibile.

I quintetti più usati

Ad oggi, e quindi figlio di assenze e rientri recenti vari, la combinazione più usata da Messina è Rodriguez-Roll-Brooks-Scola-Tarczewski: 10’12” per il 6,4% del tempo giocato. per Aito Hermannsson-Giedraitis-Eriksson-Sikma-Nnoko sono stati in campo 15’43”, pari al 9,5% dei minuti totali.

Coach to Coach

Un’altro duello di altissimo livello tra due splendide menti cestistiche. Chiaro che il palmares di Messina sia di un’altra categoria, ma Aito insegna basket da diverse decine d’anni e sa come fare ad ogni latitudine, sebbene quel vuoto nella casella Coppa dei Campioni o Eurolega che sia pesa non poco.

Filosofie differenti ma entrambe di notevole lignaggio e capacità di intervenire nella gara facendo la differenza. Decisamente migliore il roster a disposizione del coach milanese anche perché i problemi di infortuni e rientro dopo lungodegenze pesano per entrambi e quindi non sono in grado di annullare od allargare il gap che è reale.

Il pronostico

Milano tra i 5 ed i 7 punti, in una gara in cui dovrebbe scollinare oltre gli 80 senza grossi problemi. Problemi che potrebbero arrivare se oltre quella cifra ci fosse pure l’Alba.

 

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