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2019/20 Turkish Airlines Euroleague seasonTurkish Airlines Euroleague

Il Maccabi Tel Aviv scappa nel terzo quarto: secondo successo consecutivo contro Valencia

Seconda vittoria casalinga consecutiva per il Maccabi Tel Aviv: dopo la Stella Rossa Belgrado è il Valencia Basket a cadere sotto i colpi degli uomini di Ioannis Sfairopoulos nel quarto turno di Turkish Airlines Euroleague.

76-63 il risultato finale di una partita che andiamo ad analizzare attraverso i consueti 5 punti di Eurodevotion.

Le percentuali al tiro

Non esaltanti, eufemismo, nella prima metà di gara. Il Maccabi paga una eccessiva lentezza nell`entrare nei giochi offensivi, esasperata da passaggi passivi sul perimetro che non creano alcun vantaggio, per un attacco a meta’ campo tutto fuorché fluido ed efficace. Il Valencia sbaglia troppi tiri aperti, restando attaccata nel punteggio grazie ai continui viaggi in lunetta (saranno 30 i tiri liberi tentati alla sirena finale contro i soli 9 israeliani). Complessivamente, 11/23 da 2 per il Maccabi a fronte del 6/14 ospite, ma a colpire sono il 3/14 da fuori dei padroni di casa, accompagnato dal 1/11 valenciano, a conferma del 26,7 % medio che identificava la squadra di Jaume Ponsarnau come la peggiore del torneo nel tiro pesante prima della palla a due. Dati che miglioreranno nella ripresa, ma solo per il Maccabi mentre il Valencia continuera’ a litigare con il canestro, da ogni distanza.

Wolters-Hunter ossigeno puro per un attacco asfittico

Tanto pericoloso se gli viene concesso di correre e alzare il ritmo della gara quanto poco spettacolare e impacciato contro la difesa schierata: così appare il Maccabi in questo momento. In questa partita, gli antidoti si chiamano Nate Wolters e Othello Hunter. La point guard ex Zalgiris Kaunas si mette in evidenza per capacità di innescare i lunghi sul pick and roll concludendo la sua serata con il raguardevole bottino di 10 punti e 9 assist e solo 1 palla persa mentre il centro visto in Italia con le maglie di Siena e Sassari porta un solido contributo in uscita dalla panchina, consentendo ai suoi di mantenere un certo controllo del pitturato con una importante presenza a rimbalzo offensivo: il Maccabi fa suoi 8 palloni sotto il canestro avversario nei primi 20 minuti, tanti quanti ne catturava in media su 40 minuti prima di questa partita (peggior dato tra le partecipanti)

Omri Casspi ispiratore del parziale decisivo

Il momento che da’ la svolta definitiva alla partita è rappresentato dai primi 6 minuti del terzo quarto: 15-5 il parziale con il quae la squadra della capitale israeliana fugge via senza più voltarsi indietro. Non a caso il frangente nel quale la difesa riesce a essere aggressiva senza essere troppo fallosa, creando le condizioni per sviluppare il proprio gioco in transizione, perfettamente condotto e finalizzato in prima persona da un Omri Casspi che sale in cattedra per indicare la via a una squadra, oltre che a un intero popolo, da anni alla ricerca di un punto di riferimento indigeno forte attraverso il quale identificarsi. Dopo una carriera decennale in NBA, è tornato a casa anche per questo e sembra essersi calato al meglio nella parte.

Fernando San Emeterio ultimo a mollare

Nella serata da dimenticare per un Valencia sempre più fanalino di coda della classifica e unica squadra senza vittorie, uno dei pochi a salvarsi è l`ala 35enne, che prova fino alla fine a non arrendersi di fronte alla condizione di difficoltà espressa da molti compagni. 15 punti, 5 rimbalzi, 2 assist, 1 recupero e 22 di valutazione in quasi 29 minuti di utilizzo, unico in grado di leggere con sufficiente lucidità i movimenti della difesa di coach Sfairopoulos.

La gestione delle rotazioni

Entrambi gli allenatori hanno fatto delle scelte chiare di fronte alle criticita’ di squadra naturalmente. Tuttavia, se Ioannis Sfairopoulos ha cercato di coinvolgere praticamente tutto il roster alla ricerca di soluzioni utili a correggere i limiti collettivi, anche dando una chance a uomini apparsi non in gran serata come Dorsey e Bryant, destano stupore le esclusioni dalle rotazioni di Ponsarnau di due esterni come Alberto Abalde e Vanja Marinkovic, che non hanno messo piede sul parquet della Menora Mivtachim Arena. In una partita in cui i taronja hanno faticato e non poco a fare canestro, è apparsa di difficile comprensione la rinuncia a una certa dose di talento offensivo, specie in riferimento al serbo, sul quale la società ha compiuto un importante investimento in estate. Considerando che tale scelta si è già presentata in Liga ACB, inizia a essere difficilmente spiegabile come una semplice gestione del turnover.

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