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Eurodevotion Weekly : la settimana di Turkish Airlines Euroleague

5 punti di discussione, come da tradizione Eurodevotion.

5 situazione da analizzare dopo il terzo turno di Eurolega.

 

Il nuovo Cska: Itoudis, Mike James ed il sistema 

La grande domanda dell’estate inizia ad avere le prime risposte. E sono molto positive. Il rinnovatissmo Cska di Dimitris Itoudis ha cominciato col piede giusto e si potrebbe anche azzardare un aggettivo del valore di “dominante”. «Sarà una stagione durissima in cui dovremo ricostruire e creare una nuova generazione di campioni» ci diceva il grande Coach greco a fine estate. +25 a Valencia, +11 col Bayern e + 13 col Khimki. I moscoviti non hanno mai inseguito ed hanno mostrato pieno controllo in tutte tre le gare. Il calendario, è corretto dirlo, presenta una sequenza di partite iniziali decisamente ottima per chi deve ripartire: il solo Khimki sinora, tra le più forti sulla carta, poi Alba, Olympiacos, Zenit ed Asvel. Le cose si fanno più complicate nelle due settimane tra il 15 ed il 29 novembre: Fenerbahce, Real e Barcellona.

Il sistema è decisamente avanti, molto cambiato, e deve ancora presentare Kostas Koufos, il quale porterà una presenza offensiva che questa squadra non ha avuto sempre. Joel Bolomboy, a proposito, cresce esponenzialmente, così come Daniel Hackett si conferma fenomenale elemento collante della squadra, ormai tassello fondamentale. Darrun Hilliard si è calato in un ruolo da grande protagonista, mentre le certezze come Clyburn, Hines, Kurbanov etc timbrano regolarmente il cartellino.

Se Mike James era una scommessa, diciamo che le quote si abbassano di giorno in giorno. Il talento era fuori di dubbio, un impatto così equilibrato non lo era altrettanto. Cielo azzurro sopra Mosca, un grande giocatore ha incontrato un grande coach. La situazione più motivante di tutta l’Eurolega è solo all’inizio.

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E’ già dominio Barça?

La domanda è legittima, la risposta sta in difesa. Spiace essere ripetitivi, ma è la fase fondamentale. 211 punti subiti in tre gare, + 53 di scarto totale che vuol dire quasi 18 di media ed un attacco che ancora non è fluido come diventerà. Oggi il Barça è già tutto ciò e può permettersi di chiudere le gare con momenti di onnipotenza dei suoi straordinari campioni. Mirotic ed Higgins hanno toccato vette pressoché irraggiungibili per quasi tutti i rivali ed in quel momento non ce n’è per nessuno. Occhio ad Adam Hanga, sempre più totale e variabile fondamentale nei quintettoni che può schierare Pesic, attualmente in perfetto controllo della situazione (non è né facile, né scontato).

Ed è proprio la moltitudine di facce che può proporre la corazzata catalana che deve preoccupare tutti. Sono 12 e tutti di impatto, ognuno con tante e tali caratteristiche da offrire soluzioni impensabili. Come prepari la sfida a questa gente? Cosa scegli? Questo è il problema numero uno affrontandoli e non mancheremo di porre la domanda ai coach con cui converseremo nelle prossime settimane. Chiedendo anche di Leandro Bolmaro…

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L’Olimpia che cresce, Messina is back

Oaka è stata la sua vittoria, giustamente celebrata da più o meno tutti. L’Olimpia di Messina c’è e compete, pur nella difficoltà di una struttura attuale e di un deficit di talento che è altrettanto evidente. Uno dei cinque migliori coach della storia della competizione sa come fare ed ha impostato un lavoro sul lungo termine che può dare tanto anche nel breve, attraverso una graniticità che inizia a farsi largo. La novità vera in casa Olimpia? L’aver capito, e non vi erano dubbi visti i personaggi che gestiscono, che in 7 in Eurolega non si va da nessuna parte. Il Cska ha insegnato che i Kurbanov e gli Hackett ti danno titoli, così come ha fatto il Real in passato. Se è vero che le scelte erano Melli e Datome, non bruscolini…, lo è altrettanto che chi c’è oggi non sarà certo il top italiano, ma è ciò di cui si dispone e con cui bisogna crescere. Niente scuse, poche lacrimucce e tanto lavoro. Così si migliora, così si crea un sistema, quello che Stavropoulos conosce bene, dato che ha convissuto con gente come Mantzaris protagonista importantissimo nei suoi anni ateniesi.  Perché non dovrebbe essere così a a Milano?

I problemi del Fenerbahce

Per taluni è irriconoscibile, per altri si discutono già le scelte estive, di certo questa non è la superpotenza cui siamo stati abituati negli anni. I giocatori ci sono, eccome, ma la condizione latita parecchio. Lo abbiamo detto e scritto più volte, la nostra opinione non cambia: c’è qualcosa legato alla gestione degli infortuni che non convince, certamente a livello medico. Dal marzo dello scorso anno sono troppe le situazioni discutibili tuttora, a 7 mesi di distanza, a cominciare dall’incomprensibile condizione di Joffrey Lauvergne. Sloukas ad oggi è la brutta copia del campionissimo che conosciamo, mentre Vesely e Datome stanno lentamente tornando alla condizione migliore. che non pare però dietro l’angolo. E non è problema da poco, visto il calendario terribile di cui abbiamo già parlato spesso.

In tutto ciò si contrappongono i momenti di De Colo, da estasi, a quelli di un Derrick Williams cui non si può imputare nulla, perché sta cercando di “essere sistema nel sistema”, ma dal quale ci attendiamo, ed arriverà, molto di più.

Zeljko Obradovic e Maurizio Gherardini sono però la coppia miglior al mondo per risolvere una situazione delicata e quindi non saremmo certamente stupiti dal vedere un Fener scintillante ed in costante crescita da fine anno, pronto quando ci sarà argenteria da portare a casa.

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La tragedia greca

Non era impossibile pensarlo, ma un calendario assai favorevole poteva dare un po’ di tempo ad entrambe le squadre ateniesi durante il quale crescere e provare a cementare situazioni in totale divenire. Non è stato così.

In casa Oly l’addio confermato da Blatt come consensuale ha accelerato una crisi praticamente annunciata. Oggi Kemzura parla di mancanza di certezze sul suo futuro ed allo stesso tempo di cambiamenti nel roster in caso di sua permanenza. E’ molto chiaro che tutte le stranezze derivanti dall’autoretrocessione stanno colpendo duro e fanno pensare che al Pireo ci sia molto altro da risolvere. Scommettiamo che Milutinov l’anno prossimo farà l’Eurolega con un’altra maglia?

Si sta meglio, ma non troppo, dalle parti di Oaka. Qui la squadra parzialmente ci sarebbe pure, ma ci sono già nuvoloni nerissimi sul futuro di Argyris Pedoualkis in panchina. Fonti di Eurodevotion ci parlano di situazione già 50/50 per il coach, cui vengono imputate sia scelte di mercato (lunghi del tutto impalpabili)  che scelte tecniche nelle prime gare. Chiaro che due sconfitte di un punto non possono essere condanna, ma la pallacanestro sì, soprattutto se non hai avuto scontri troppo complicati sinora. Il ritorno di Pitino è suggestione che piace ai piani alti “greens” ma ad oggi nomi non si fanno. Manca poco, però, e già la sfida allo Zenit di giovedì potrebbe rappresentare un punto di svolta.

 

(photo: fenerbahce.org cskabasket.com mundodeportivo.com)

 

 

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