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Primo sorriso in EL per lo Zenit, Olympiakos KO!

Arriva dopo due sconfitte la prima vittoria in EL dello Zenit San Pietroburgo, regalando un sorriso a coach Plaza che vede premiata la crescita dei suoi ragazzi nel corso delle tre gare con una vittoria.

La prima storica vittoria dei russi in Eurolega arriva su un campo storico che ha visto successi, campioni e ha scritto pagine importanti della competizione. Al termine di una partita combattutissima, decisa dopo un tempo supplementare, ciò che si respira al Pireo è un forte senso di impotenza. 68-77 il risultato che leggono i tifosi sui tabelloni mentre escono delusi dal Peace and Friendship Stadium.

Che cosa ha evidenziato questa gara? Lo scopriamo in 3 punti di analisi.

  • La crescita dello Zenit. I ragazzi di coach Plaza hanno iniziato questa stagione perdendo malamente contro Berlino, mostrando di dover lavorare molto per essere all’altezza di questa competizione. Nel secondo match, in casa contro il Barcellona, è stata evidente una crescita del gruppo ma è mancata la lucidità nell’arco dei 40′. Nella sfida al Pireo è stato evidente come l’atteggiamento mentale e fisico dello Zenit fosse quello giusto per questo tipo di competizione. Nonostante gli alti e bassi della gara, la solidità mantenuta da Thomas e compagni nel tempo supplementare è un’ulteriore segnale positivo per Plaza. Oltre al fatto che “vincere aiuta a vincere” e, in questo caso, a proseguire il processo di crescita.
  • L’impotenza dell’Olympiakos. Non è il momento di analizzare le cause che hanno portato i greci a vivere questo momento, lo ha fatto Alessandro Maggi in un bel dossier, ma è evidente come la squadra del Pireo abbia problemi che fanno presagire una stagione in salita e poco esaltante. Dopo un’ottima partenza (10-0), le amnesie sono state il leitmotiv della partita biancorossa. La tripla di un audace Papanikolaou a 6′ dal termine dei regolamentari sembra riportare il match dalla parte dell’Oly, ma ancora una volta manca incisività e i russi sono più presenti sotto il piano fisico e mentale, impedendo più volte layup semplici o penetrazioni centrali.
  • Spanoulis. La stella greca splende ancora, nonostante la minore incisività rispetto agli anni passati, e regala le azioni più belle del match ai media, distribuendo assist visionari ai compagni. È lui il faro e il perno da cui l’Oli deve provare a ripartire.

Di seguito gli HL del match:

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Antonio Mariani

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