Barcellona, Valencia ed Alba: vincere, provarci e stupire

Prosegue il viaggio di Eurodevotion tra le squadre di Turkish Airlines Euroleague ed oggi tocca all’ennesimo terzetto parecchio intrigante.

Il Barcellona che non si pone limiti, il Valencia che vuole provare a restare attaccato al treno Playoff sino alla fine ed un’esordiente (nuova era) Alba che porta in dote una piazza fondamentale per il futuro della competizione.

FC BARCELONA LASSA

Vincere e farlo subito. Arrestare l’egemonia madridista e farlo subito. E’ tutto così semplice da essere complicatissimo.

I “blaugrana” di Pesic presentano un roster più che fenomenale al via della stagione e non si pongono limiti, come è logico se in possesso di tale profondità. 5 arrivi come quelli di Cory Higgins, Malcolm Delaney, alex Abrines, Brandon Davies e Nikola Mirotic hanno puntato l’obiettivo su Colonia senza se e senza ma. In uscita solo Jaka Balzic, Chris Singleton e Kevin Seraphin, francamente ben poco perso visto l’apporto nell’ultima stagione (su Blazic ci sarebbe da discutere…).

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I soliti buontemponi parlano di figurine, concetto che facciamo fatica anche solo a trascrivere, mentre in realtà si tratta di mercato molto mirato, ovviamente figlio di una disponibilità finanziaria senza eguali in quest’occasione. Si è lavorato dove si era sofferto. Davies porta dinamismo ed atletismo nel ruolo di 5, accoppiandosi perfettamente con Tomic in un duo che propone ogni minaccia possibile all’avversario. Higgins e Delaney sono un clamoroso upgrade come 1-2 e non solo. Heurtel e Pangos, come Ribas, soffrivano determinati fisici in quei ruoli, mentre ora c’è copertura totale. Abrines e Mirotic, oltre a saper giocare a pallacanestro a 360°, aprono il campo in maniera eccellente completando l’arsenale totale catalano.

In pratica ciò che fa veramente paura è la possibilità camaleontica di schierare quintetti completamente differenti composti da almeno 14 giocatori che non fanno scendere il livello di talento ed intensità mai. Solo il Real in Eurolega, si avvicina a tale profondità.

Coach Pesic è di fronte ad una sfida tanto stimolante quanto difficile. Girarsi verso la panchina per chiamare un cambio deve creare una certa sensazione di libidine, ma gestire un numero tale di campioni richiede personalità e decisione sopra la normalità. Le ha entrambe, ma se proprio vogliamo trovare una minima possibilità di problema, eccoci proprio alla durezza mentale del plurititolato uomo da Pirot. Nel momento in cui riuscirà  a convincere i suoi che il modo migliore per vincere è difendere in 5, a quel punto ce ne sarà per pochi.

Le prospettive? Lo abbiamo già detto, vincere e basta. Subito.

La curiosità che terrorizza la Turkish Airlines Euroleague? Delaney, Higgins, Hanga, Mitoric e Davies. Qualcuno ha idea di come si possa giocare conto una roba simile?

VALENCIA BASKET

Sfida difficilissima e non si può nascondere, come abbiamo già sottolineato in queste pagine, che il “no” del Chacho abbia cambiato ogni prospettiva “taronja”. Per molti, e non solo tifosi, era cosa fatta ed ora passare da un campione totale a buoni giocatori tutti da verificare nel ruolo non è cosa da poco.

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Jaume Ponsarnau è un buon allenatore, abbastanza moderno e lineare nei concetti, che sa come si fa in Europa, anche se finora al piano di sotto della 7days Eurocup. Se è vero che dalle parti della Fonteta hanno costruito, sulla base di una vera e propria cultura di gioco, tante grandi imprese, è altrettanto realistico ragionare sul fatto che questo roster difficilmente potrà fare i Playoff. Che diverrebbero realtà se…

Se Bojan Dubljevic finalmente esploderà ad alto livello, facendo un passo avanti da quel limbo in cui si trova da diversi anni: buon giocatore, completo, attaccato alla maglia, ma mai dominante contro gli avvererai più forti.

Se Quino Colom e Sam van Rossom, con Jordan Loyd sapranno essere minaccia vera e muro difensivo di spessore contro le guardie assaltante di questo torneo.

Se Vanja Marinkovic si dimostrerà, e qui le possibilità sono molto concrete, un grande giocatore in questo contesto di alto livello.

Se Motu, Labeyrie e Doornekamp terranno botta contro i rivali nel ruolo.

Se Maurice Ndour sarà il “big man” moderno che serve nel basket di oggi.

Tanti se, parecchi ma, per una stagione che si preannuncia molto complicata soprattutto in virtù del fatto che anche in patria la montagna da scalare prevede due gran premi “fuori categoria” come blancos e blaugrana. Come se poi metter dietro il Baskonia fosse facile…

 

ALBA BERLIN

Aito Garcia Reneses è una leggenda del basket spagnolo, anche se i titoli vinti, tutti marchiati “Catalunya”, tra Barça e Joventut, mancano di quello più grande, ovvero proprio l’Eurolega. 73enne il 20 dicembre, l’inventore, in Spagna, del tabellone elettronico durante gli studi universitari, ha di fronte un percorso di crescita che è sicuramente molto difficile ma che nella cultura di crescita del movimento tedesco può essere interpretato nella maniera migliore.

Con 11 rookie schiererà una formazione praticamente senza esperienza significativa nella competizione, fatta eccezione per le 54 gare di Marcus Eriksson e le 24 di Niels Giffey.

Intriga parecchio l’impatto che potrà avere Peyton Siva, così com quello di Makai Mason, tuttavia i fari principali sono puntati sull’esordio continentale di Tyler Cavanaugh. L’ex Wake Forest e George Washington dovrà assolutamente guidare la squadra ed essere prolifico sia nella casella punti che in quella rimbalzi. Luke Sikma, MVP di Eurocup la scorsa stagione, farà finalmente il salto di qualità che lo porrà al livello dei grandi nel torneo più importante? A nostro parere il rendimento di questi ultimi due atleti, al pari dello scuotersi della retina causato proprio dal già citato Eriksson e da Rokas Giedraitis, saranno le situazioni fondamentali che potrebbero avvicinare il club tedesco a quelle 10-12 W oltre le quali non crediamo che realmente possano andare.

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I problemi fisici attuali di Peno, Siva e Thiemann non vanno sottovalutati, anche perché al momento non vi sono indicazioni sulla durata degli stop di questi atleti.

Oggi l’Alba è uno dei due probabili fanalini di coda, con l’Asvel. Trovare una difesa credibile, che è nelle corde del coaching di Aito, è fondamentale per provare a stupire. sarà pure banale e ripetitivo, ma senza difender in questa competizione si può solo fra ridere. Vale per tutti e per ogni livello.

 

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