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2019/20 Turkish Airlines Euroleague seasonTurkish Airlines Euroleague

Tre differenti avversarie per l’Olimpia: focus su Fenerbahçe, Panathinaikos e Stella Rossa

Terzo appuntamento di approfondimento su Eurodevotion delle 18 protagoniste di Turkish Airlines Euroleague 2019/20.

Oggi tocca a Fenerbahçe, Panathinaikos e Stella Rossa.

FENERBAHCE BEKO

Lo sventurato finale della scorsa stagione ha creato nel management e nello staff turco una voglia di rivincita che dovrebbe far paura a tanti: l’impressione ricavata da un paio di giorni passati ad Atene molto vicino ad Obradovic e Gherardini è quella di gente che sa bene quali problemi ci siano stati ed ha perfettamente in mente come risolverli e, soprattutto, cosa fare perché non si ripetano. Proprio in quest’ottica è da valutare la dichiarazione di Coach Zeljko durante il recente “media day” in cui ha affermato che «si sta valutando col nostro management il ricorso al mercato per la posizione di 4/5». E tale cautela è applicata ai casi di Jan Vesely e di Joffrey Lauvergne, per i quali non si vuole correre il minimo rischio di ricaduta. Lo stesso Gigi Datome è monitorato quotidianamente sulla base della prudenza: un semplice indizio in più che dovrebbe far pensare a tutti gli appassionati italiani quale sacrificio abbia fatto il Capitano ai Mondiali, manifestazione per la quale non era certamente pronto al 100%. Ed è un eufemismo…

La prospettiva di una “powerhouse” come quella turca è sempre e solo la vittoria. C’è tutto per fare bene e si dovrà soltanto inizialmente fare i conti con quanto sopra descritto e con un calendario impietoso, che propone 7 trasferte nelle prime 10 gare con visite non proprio di piacere a Madrid, Milano, Tel Aviv, Mosca e Barcellona. Dovessero partire piano come risultati e crescere col progredire della stagione, i turchi ricorderebbero molto il percorso del Real 2018. Come finì a Belgrado lo sappiamo tutti.

Il roster è assai completo e le novità Derrick Williams e Nando De colo sono assolutamente tra le più intriganti del torneo: campioni,  campionissimi, che dovranno adattarsi ad un sistema che vince da sempre. Il lato difensivo del campo sarà la chiave e quanto potranno dare questi due atleti, al pari di un Leo Westermann chiamato a dimostrare di valere finalmente il top europeo sarà fondamentale.

Berkay Candan ha favorevolmente impressionato ad Oaka, sebbene crediamo avrà ruolo marginale una volta recuperati tutti. Non dimentichiamo che sì, gli addi di Nick Melli e Marko Guduric pesano, ma in fondo, rispetto al finale di stagione 2019 di sofferenza in patria e fuori, il Fener recupererà Datome, Vesely, Sloukas, Kalinic e Lauvergne. Chi di questi atleti ha toccato il campo a maggio e giugno lo ha fatto solo perché ha un cuore che fa provincia, perché non stavano letteralmente in piedi. Al 100% sarà tutta un’altra storia.

Sul coaching c’è ben poco da dire, se non eccellenza assoluta. Zele, vincendo l’Eurolega, pareggerebbe il conto degli ultimi sei anni con Laso ed Itoudis, tutti a due titoli. E’ più di un pensierino e come sempre avrà il suo svolgimento sulla straordinaria capacità di occupare e muoversi sul lato debole, la chiave del successo trentennale del fenomeno assoluto della panca.

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PANATHINAIKOS

C’è grande attesa tra i tifosi, grande almeno quanto le perplessità degli addetti ai lavori. 7 giocatori nuovi tra i quali Tyrece Rice, Jimmer Fredette, Wesley Johnson, ovvero talento a mazzi. Poi Ioannis Athinaiou, ai box attualmente, Rion Brown, Jacob Wiley e Ben Bentil: qui siamo ad un livello più basso.

Argyris Pedoulakis è al passo decisivo in carriera: saprà farlo con 8 giocatori di madrelingua inglese che faranno fatica a comprendere proprio il suo di inglese, ancora troppo zoppicante? Non è dettaglio da poco.

L’obiettivo “green” sono i Playoff, di più è durissima, ma già l’approdo alla postseason non è per nulla scontato.

Si diceva del talento, che è parecchio. ed allora sono proprio i competentissimi giornalisti greci ad aiutarci a comprendere quanto sia sottile il confine tra vantaggi e svantaggi di quel talento sovraesposto. Calathes vuole palla per creare per gli altri, Rice e Fredette per farlo in proprio, Johnson idem: una volta si diceva che ci vorrebbero tre palloni… Se però questi singoli diventano gruppo, vero, allora nulla è precluso. E per questo ci vuole Pedoulakis.

Il “pick and roll” avversario, nella metà campo difensiva, sarà un vero incubo se non cambieranno diametralmente le caratteristiche degli interpreti nel ruolo di 5. Papagiannis e Vougioukas causano inferiorità numerica pressoché sempre, mentre Bentil pare tutto da scoprire (buona la manina, anche dall’arco, ma quello è attacco…).

Servirà un Deshaun Thomas “5 stelle”, così come un Pappas efficace, nonché minuti di qualità da Papapetrou e Mitoglou.

L’atmosfera di Oaka può fare la differenza come nessun altro posto al mondo (mai vista una cosa simile in 40 anni di basket, ed era un torneo amichevole) e ci vorrà tutta.

Il fatto che in patria l’unica minaccia arriverà dall’ambizioso Promitheas, forza tecnica e burocratica del campionato, potrà aiutare a concentrare gli sforzi sull’Europa. In pratica il rovescio della stessa medaglia dell’Olympiacos…

Un aggettivo? Affascinante.

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STELLA ROSSA

Ritorno in grande stile dalla ABA Liga dopo un anno di esilio. Belgrado deve stare in Eurolega e, per quanto possa valere il nostro parere, avrebbe dovuto starci con due squadre, perché il rinnovato Partizan di Trinchieri si meritava questo palcoscenico.

Sarà durissima fare bene e rimanere in corsa per dei Playoff che non riteniamo possibili. Milan Tomic sa come si fa in Eurolega, dopo gli anni da assistente sul pino del Pireo. Ora tocca a lui in prima persona e la montagna da scalare è altissima.

L’iniezione di esperienza targata Derrick Brown, James Gist e Charles Jenkins è molto importante, ma non potrà bastare se non accompagnata da un solido contributo dei 10 giocatori domestici in roster. Attendiamo Davidovac, come Lazic e Simanic: nulla diventa impossibile quando suona l’adunata serba.

Sarà necessario costruire un fortino difensivo di grande spessore per limare il gap di talento che è effettivo con le altre maggior candidate ai PO. In pratica bisognerà ricostruire il sistema Radonjic di due anni fa.

Lorenzo Brown e Billy Baron, rookies come altri 7 compagni di squadra, dovranno dare qualcosa di significativo in termini di talento, altrimenti la luce potrebbe non accendersi mai.

Pavicevic e Paunovic, rispettivamente 2001 e 2000 saranno già fattori? Ognjen Kuzmic tornerà quello di prima dello sfortunato passaggio a Madrid? Dobric esploderà come tiratore di striscia? Sono solo alcune delle tante domande che accompagneranno la cavalcata della Crvena Zvezda, che resta in ogni caso una delle cose più attraenti del torneo, non fosse perché la culla del basket continentale è sempre quella slava.

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