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FIBA World Cup 2019

Fiba World Cup: Campazzo e Rubio show! Argentina e Spagna in semifinale

Dopo la brutta sconfitta contro la Spagna pochi giorni fa, per la Serbia quella di ieri doveva essere la partita del riscatto ed invece così non è stato. A giocarsi la semifinale di venerdì a Pechino infatti, sarà la squadra albiceleste, che ha prodotto un match solido ed ha lottato per tutti i 40’, ribaltando  il pronostico iniziale.

Un discorso diverso va fatto per l’altro quarto di finale, quello tra gli spagnoli ed i polacchi. Gli uomini guidati da coach Sergio Scariolo non hanno deluso le aspettative ed hanno vinto la gara di dodici lunghezze, come aveva pronosticato il nostro Alberto Marzagalia. Nonostante tutto, la Polonia è rimasta in partita fino al primo tempo, poi le furie rosse hanno preso il largo ed hanno gestito il vantaggio come solo una grande squadra sa fare.

In attesa di scoprire come andranno a finire gli altri due quarti di finale che si giocheranno oggi e che decreteranno quali saranno le quattro migliori squadre del mondo, Eurodevotion mediante i soliti cinque punti, analizza le sfide di ieri  Argentina vs Serbia e Spagna vs Polonia.

Argentina – Serbia 

Non succede, ma se succede… alla fine è successo. A Dongguan, l’Argentina si impone su una delle squadre favorite per la vittoria finale della manifestazione, la Serbia. Dopo 35’ minuti di grande equilibrio, ad essere decisivi nell’esito finale sono stati gli ultimi 5’ di gioco, in cui la truppa allenata da Sergio Hernandez non ha avuto paura di vincere e ha demolito le certezze degli avversari. 

97-87 il punteggio finale dell’incontro che andiamo ad analizzare.

Facundo Campazzo e Luis Scola

Semplicemente fantastici. Non si può aggiungere altro, perchè sono loro i veri protagonisti della vittoria ai danni della corazzata serba. Molti parlano di impresa, ma dicendo così si rischia di sminuire il lavoro svolto dagli argentini. Torniamo però ad occuparci del campo e delle prestazioni di Campazzo e Scola, perchè a noi interessa quello che succede sul parquet e non altro. Il playmaker del Real Madrid ha guidato i suoi come un vero maestro di musica, chiudendo in doppia doppia (18 punti e 12 assist). Finora Facundo sta disputando un grandissimo Mondiale, ma ieri si è superato. E poi c’è Luis meglio conosciuto come Scola. La carta d’identità dice 39 anni ma il nativo di Buenos Aires sembra non sentirli, combatte come un leone sotto canestro e ne mette 20 a referto, rendendosi decisivo nel finale da leader vero.

I tre moschettieri 

Oltre ai due giocatori sopra citati (Campazzo e Scola) bisogna mettere sotto la lente d’ingrandimento l’apporto che hanno dato Patricio Garino, Gabriel Deck e Luca Vildoza. Per il classe ’93 ben 15 punti in 28’ con (2/4 da 2 e 3/5 da 3) mentre l’ala dei Blancos ne ha segnati 13 ed è lui che ha messo la parola fine alla partita con una sonora schiacciata, facendo impazzire lo spicchio dei tifosi argentini. Ultimo, ma non per importanza, c’è anche il vice Campazzo, ovvero Vildoza che con i suoi 11 punti ha contribuito non poco alla vittoria biancazzurra. 

Bogdan Bogdanovic 

Non ci sono parole o aggettivi per descrivere il talento e la classe di questo giocatore. Semplice, dolce e genuino. La faccia è quella di un bravo ragazzo, che però quando si comincia a giocare cambia e diventa quella di uno che non vuole mai perdere e che quando succede non dorme la notte. Su sei partite disputate, l’ex Fenerbahce ha chiuso in doppia cifra in cinque occasioni (tra cui ricordiamo per esempio i 31 punti contro l’Italia). Nel k.o subito ieri è stato l’unico che ha provato a non gettare la spugna fino alla fine. Bogdanovic saluta la Cina realizzando 21 punti in 30′, dimostrando ancora una volta di essere un fenomeno pronto alla stagione della consacrazione in NBA.

I rimbalzi

Nonostante tra le due squadre ci fosse un importante differenza fisica e di centimetri, la lotta a rimbalzo non è stata decisiva ai fini del risultato finale. L’Argentina ha conquistato 29 rimbalzi, di cui 8 offensivi, mentre la banda di Sasha Djordjevic, invece, ne ha catturati ben 42 ( 24 D e 18 O). Nonostante questa differenza numerica la Serbia non ha mai dato l’impressione di dominare fisicamente la partita, subendo oltremodo la sfrontatezza degli avversari. 

La difesa dei Sergio

Per chi non lo avesse ancora capito le partite si vincono con la difesa, specialmente in match come questi. Lo abbiamo detto già tante volte, ma come si suol dire in latino “Repetita iuvant”. Jovic e compagni, come contro la Spagna, hanno fatto fatica e in molte occasioni sono andati in confusione. Il merito quindi va a coach Sergio Hernandez, che come Sergio Scariolo ha saputo inserire tanti granelli di sabbia nel  perfetto scacchiere serbo, grazie soprattutto ad un efficace timing nelle rotazioni difensive con i lunghi argentini sempre pronti in aiuto sulle penetrazioni serbe. In partite da “win or go home” sono i dettagli a fare la differenza.

 

Spagna – Polonia

In quel di Shangai, la Spagna supera la Polonia grazie ad un’ottima prova corale e per l’ennesima volta Sergio Scariolo ed i suoi ragazzi raggiungono la semifinale in un Mondiale, a testimonianza che se si investe bene nella pallacanestro e si crede davvero nei giovani i risultati arrivano. 

90-78 l’esito finale del match.

Nel segno di Rubio

Dopo averne segnati 19 con la Serbia, l’ex playmaker del Barcellona non fa sconti e fornisce un’altra solida ed efficace prestazione contro la Polonia. Il nativo di El Masnou ne realizza ancora 19, conquistandosi il titolo del “mejor jugador” della partita per dirla alla spagnola. Dopo un avvio convincente, Rubio si rende protagonista nei minuti finali con due conclusioni dalla lunga distanza che tagliano le gambe agli uomini di Mike Taylor. Inoltre, grazie ai 9 assist collezionati supera Pablo Prigioni nella classifica dei migliori assist-man della World Cup e sale al primo posto a quota 113. 

Il fattore assist

Andando a dare un’occhiata alle statistiche non si può non notare la differenza che c’è stata tra le due squadre in questa voce.  Come sempre gli spagnoli sono stati bravi nella condivisione e circolazione della palla ed hanno chiuso con 28, mentre la compagine biancorossa ne ha collezionati solo 19. I giocatori polacchi in svariate occasioni hanno dovuto forzare le conclusioni e non sono riusciti a costruire dei tiri aperti.

A.J. Slaughter

E’ lui il miglior realizzatore nella Polonia con 19 punti realizzati (3/8 da 2, 4/6 da 3 e 1/1 dalla lunetta), 6 assist e 18 di valutazione in 33′. Il giocatore ex ASVEL prova a tenere a galla i suoi con un paio di fiammate, ma non basta perchè quando gli ispanici aumentano l’intensità in attacco e stringono le maglie in difesa per Slaughter e compagni non c’è più nulla da fare.

I predestinati 

Oltre al talento di Rick Rubio, va sottolineata la crescita esponenziale dei due fratelli Willy e Juancho Hernangomez. Il primo ha totalizzato 18 punti (7/11 da 2 e 4/6 a cronometro fermo) con 16 di valutazione in 16′. Per il secondo, 14 punti in 24′ con (1/1 da 2, 3/6 dalla lunga distanza e 3/4 dalla linea della carità). Entrambi giocano in NBA e sono pronti a vivere una stagione da protagonisti con le rispettive squadre.

Rudy Fernandez e Marc Gasol 

E poi ci sono loro; i veterani della squadra, quelli che nei momenti decisivi del match rispondono sempre presente. L’ala del Real Madrid per la prima volta in questo Mondiale chiude in doppia cifra (19 punti), punendo la difesa polacca con un sonoro 5/5 dalla linea dei 6,75. Il pivot dei Toronto Raptors, invece ne segna 10 (3/6 da 2 e 4/5 ai liberi) ed ancora una volta si confermano due giocatori di grande esperienza. Per vincere la World Cup 2019 c’è bisogno anche di loro.

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