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FIBA World Cup 2019

Fiba World Cup: da oggi i quarti di finale. Breve introduzione e pronostici

Al via oggi i quarti di finale di una manifestazione falsata e funestata (e non è un’esagerazione) da un livello arbitrale che ha raggiunto momenti di assoluta inaccettabilità nel corso del torneo. Con la progressiva crescita del livello di gioco e dell’importanza della posta in palio è veramente difficile sperare che non accadano altre situazioni assurde che anche un “mini-arbitro” saprebbe gestire, diversamente da tanti dei protagonisti “grigi” (mai colore fu più azzeccato) in Cina. Chissà cosa ne penserebbe il maestro Aldo Giordani, uno che sugli arbitri aveva idee chiarissime…

E se pensiamo che già il sistema ha creato criteri di qualificazione basati su calendari comici, regalandoci assenze del tutto indesiderate, è chiaro che una sana riflessione FIBA sarebbe assai doverosa. Ma non accadrà, perché c’è da pensare a come combattere i sistemi che invece funzionano, forti della prossima edizione che si giocherà, nelle stesse date (…) tra Giappone, Indonesia e Filippine.

Detto questo, del buon basket si è visto, peccato che all’appello manchino, non per ragioni di campo, una splendida Lituania ed una Grecia che ne ha subite di tutti i colori, privandoci di quel “Giannino” (sempre quello greco, mi raccomando non bisogna fare confusione…) che tanto avremmo voluto goderci fino in fondo, o meglio, fino a dove meritava di stare.

Nel dettaglio le sfide senza domani (orari italiani).

 

ARGENTINA vs SERBIA (10/9 h 1300)

Pronostico chiuso sulla carta, soprattutto dopo che l’allarme spagnolo deve aver fatto riflettere a fondo gli slavi su una certa supponenza (Jokic su tutti) che non garantisce nulla di certo. Sotto canestro pare non esserci partita, mentre attrae tantissimo l’idea di un Campazzo contro le guardie di Sasha, buoni difensori se vogliono esserlo.

Lo spettacolo di Scola, eterno più di ogni eternità, meriterebbe di concorrere per una medaglia, ma il campo spesso è giudice inappuntabile ed allora è difficile che la batteria di lunghi che tanto ha sofferto coi vari Oriola, Claver e Gasol possa ripetere una prestazione così negativa.

La nostra linea dice 11 punti Serbia, con tanta attenzione ai miglioramenti di Deck e Garino, i classici argentini che ogni anno migliorano senza soluzione di continuità. Cosa che andrebbe insegnata a tanti italiani che a 27 anni giocano come a 19…

 

USA vs FRANCIA (11/9 h 1300)

Molto più aperta di quanto si creda, perché la coppia Gobert-Poirier  a disposizione di Collet è tanta roba rispetto agli americani.

Collet resta il dubbio più grande, mai a livello del patrimonio che può gestire. La risposta del coach francese sull’errore arbitrale contro la Lituania lo spinge ancora più giù nella considerazione collettiva. Giustamente.

Molto intrigante la sfida tra gli esterni, laddove Kemba Walker e Donovan Mitchell dovranno tenere sotto pressione totale i vari Fournier e De Colo, sfruttandone la difesa non esattamente tipo saracinesca. Albicy potrebbe giocare un ruolo chiave in questo senso.

Batum vs Tatum non è un gioco di parole ma un duello straordinario, nella speranza che il buon Jayson sia della gara al 100%.

Nostra linea 3-5 punti per gli USA, ma sia chiaro che i soldi non ce li metteremo, non fosse che c’è Pop, uno che impara alla svelta…

 

SPAGNA vs POLONIA (10/9 h 1500)

Monumento a Mike Taylor, coach vero che sa organizzare un grande party anche con la Coca Zero. Slaughter e Ponitka sono notevoli sinora, così come Sokolowsky, ma non basteranno.

Noi diciamo Spagna di 12, perché Scariolo è un genio e lo ha dimostrato sorprendendo la Serbia attraverso un sistema difensivo che ha letto in anticipo ogni mossa di Sasha, infliggendogli un KO senza discussione. Essersi garantito il tabellone che può dare le Olimpiadi anche senza eventuale medaglia è un capolavoro di una generazione che non ha solo fenomeni, ma un movimento dietro estremamente valido. Esattamente quello che manca in Italia.

 

AUSTRALIA vs REPUBBLICA CECA (11/9 h 1500)

Le due squadre che hanno giocato meglio sinora, con in campo gli MVP tecnici assoluti, ovvero un Tomas Satoransky superlativo ed un Joe Ingles che potrebbe insegnare pallacanestro anche ai rugbisti di Samoa.

Coach Ronen Ginzburg è un grande allenatore (i complimenti di Popovich non arrivano a caso, «they executed far better than us») e fa giocare la sua squadra in un modo notevole per bilanciamento tra talento individuale, dove Satoransky domina, ed organizzazione collettiva. Qualcuno ricorda Ondrej Balvin a Gran Canaria? No, nessuno. Ecco, guardatelo qui. Chapeau! A proposito,  Dino Repesa, capo allenatore a Praga nella stagione 2018/19 mi sottolineò in tempi non sospetti la bontà di un progetto federale ceco riguardante l’inserimento di tanti atleti domestici in alcune squadre, al fine di far crescere il movimento. Fischiano le orecchie a qualcuno ai piani alti (?) della pallacanestro italiana?

Non da meno i “boomers”, splendida realtà che ha tutto per andare fino in fondo. Team duro, tecnico e oltremodo competente tecnicamente. Tante ottime individualità che esprimono una pallacanestro di qualità e quantità, senza mollare. Mai. Unico potenziale difetto australiano quella tendenza, abbastanza fissa, ad assentarsi dalla gara per qualche frangente un po’ troppo lungo. Crescendo il tasso tecnico avversario, potrebbe diventare una faccenda seria.

13 per l’Australia la nostra linea, ma potrebbe allargarsi solo nel finale.

 

Come nota a parte si può sottolineare come USA, Francia, Spagna e Serbia confermino la presenza nelle prime 8 rispetto al Mondiale 2014, mentre Australia, Rep.Ceca, Polonia ed Argentina prendano il posto di Slovenia, Lituania, Turchia e Brasile.

 

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