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FIBA World Cup 2019Senza categoria

Diario di viaggio Fiba World Cup 2019: il sogno è svanito

(con la preziosa collaborazione di Gianluca D’Agostino)

In viaggio

 Mentre noi attraversiamo il portale spazio-temporale che separa Foshan da Hong Kong (basta un’ora nell’ex protettorato britannico, venendo dalla Cina, e viene voglia di aggregarsi alle manifestazioni contro l’assimilazione…), l’amico Gianluca è tra i pochi valorosi -subito soprannominati “i dieci piccoli italiani”- rimasti al seguito della squadra, e ci manda preziosissimi appunti per completare il nostro diario.

Loro -i tifosi- a Wuhan sono andati con 4 ore di treno, mentre tutte le squadre del girone si sono spostate con un apposito charter: le nazionali italiana, serba, spagnola e portoricana su un unico volo, praticamente “l’aereo più alto del mondo”. All’interno di una organizzazione del mondiale con molte lacune, la scelta di spostare al centro della Cina le squadre che nella prima fase erano al sud, e viceversa, sa un po’ di “facite ammuina!” di storica memoria, e non risulta particolarmente gradita ai giocatori che hanno perso sonno prezioso nell’unico giorno di riposo tra le due fasi.

Wuhan, dunque, tipica “cittadina” capoluogo di regione della Cina, con “solo” 10 milioni di abitanti. Più dell’intera Lombardia, per dire. Rispetto a Foshan, che del resto abbiamo catalogato come la “Sesto San Giovanni de’ noaltli”, Wuhan ha parchi, impianti e grattacieli meglio distribuiti, e soprattutto è attraversata dal Fiume Azzurro(Yangtze River), un piccolo auspicio beneauguranteperl’Italbasket.

Come sempre, le squadre alloggiano tutte insieme (qui al “Peninsula Hotel”), il che consente al buon Gianluca di attaccare una pezza epica a Garbajosa, nostra vecchia conoscenza trevigiana e attuale presidente federazione basket spagnola, informale e simpatico. Certo, se consideriamo che Sasha Danilovic è presidente di quella serba, Garbajosa di quella spagnola, e… Petrucci della nostra, qualche domanda potremmo farcela, ma accantoniamo per carità di Patria.

Prepartita e bilancio

La Spagna, dunque. Dopo la Serbia favorita per la vittoria finale, la nostra squadra incrocia la nazionale che ha fatto più incetta di medaglie tra olimpiadi e mondiali in questo secolo dopo gli USA, cavalcando la generazione d’oro (Pau e Marc Gasol, Navarro, Rubio, Rudy Fernandez, Garbajosa, il Chacho…).

Arrivata in Cina con assenze pesanti (Pau, Ibaka, Rodriguez e Mirotic), ha incontrato notevoli difficoltà che preoccupano i media spagnoli, con l’aggravante degli acciacchi di Rudy Fernandez e Llull, anche se i bookmakers danno ugualmente e largamente favoriti i ragazzi di Scariolo.

Allargando lo sguardo, fa tenerezza la Turchia, passata in 48 ore dall’avere ormai (appunto, ormai. E invece…) battuto gli USA a una sorprendente eliminazione ad opera dei Cechi; fa tristezza la Germania, orfana di Dirk Nowitzki e abbattuta dalla Repubblica Dominicana (eh???); fa “toda belleza” il Brasile (di Aza Petrovic. Dal preolimpico di Torino ci è simpatico come un topo annidato in cucina, ma tant’è) che supera la Grecia e la costringe a battere gli USA per passare ai quarti.

 

Serbia-Portorico

Poco da dire. Talmente scontata che persino una parte della rumorosa Serbian Fan Gang di Foshan ha deciso di concedersi una deviazione a Macao e di arrivare a Wuhan solo per Serbia-Spagna. Tanto loro sanno che poi il viaggio prosegue, nessuno dubita che Djordjevic continuerà a divertirsi anche nella fase ad eliminazione.

E cresce l’ansia per quello che appare chiaramente uno spareggio, dato che siamo certi che in caso di nostra vittoria i serbi faranno il loro dovere (e piacere) abbattendo i totem spagnoli, mentre noi non faremo scherzi coi portoricani.

 

Italia-Spagna 

Si comincia, quindi. I dieci piccoli italiani occupano la consueta prima fila alle spalle della nostra panchina, i supporter spagnoli (con perfino presenza femminile, totalmente assente per azzurri e serbi) simmetrici dietro Scariolo.

torcida spagnola

Nei primi minuti c’è da strabiliare. Rubio, con acconciatura modello “Sandokan-Kabir Bedi 1976”, sovrastato da Hackett, lancia palloni a casaccio come neanche quel compagno impazzito che tutti prima o poi abbiamo avuto in squadra (meglio, in allenamento, ché il coach in partita non lo convocava nemmeno. Ciascuno metta il nome che gli viene in mente. Per noi era “l’Ammiraglio”). Datome guida, Biligha ne mette 4 dalla media e stoppa Marc Gasol (!), alziamo gli occhi al punteggio ed è 15-5 per noi, e i loro 5 ne comprendono 3 di tabella non dichiarata: se stiamo sognando, non svegliateci.

panca azzurra

Scariolo, invece, ci sveglia. Timeout, Llull per Rubio, è 7-0 loro; per noi, con Vitali, Gentile e Tex in campo, il canestro sparisce perfino dai radar. Sull’ultima azione del quarto, Vitali regala l’ultima palla e siamo 18-18 alla prima sirena, devastante per com’erano messe le cose.

Secondo quarto, e abbiamo la conferma che Rudy Fernandez è piacevole come una confezione aperta di stracchino dimenticata in frigo alla partenza delle ferie.

Biligha mette insieme più cose utili di un Briko Center, ma attorno a lui Gallo fatica (anche per le speciali attenzioni della difesa) e Brooks… non pervenuto, pur se la sua maglia dicono di averla vista in campo.

gallo spa

Nonostante tutto, con Gentile e sprazzi del Gallo alla sirena siamo avanti di 1.

 Secondo tempo

Brutta partenza, ma Gigione mette 4 punti e avviamo una sottoscrizione per il suo monumento in Piazza Duomo.

Gli arbitri si mostrano ampiamente all’altezza del torneo CSI-silver (no, per il gold no): Hackett ne approfitta per amputare Rubio senza obiezioni da parte della terna, poi lo spagnolo si rifà aggrappandosi alla caviglia del Gallo per un fallo giudicato non antisportivo (CSI silver, appunto).

L’Italia scivola a -5, 41-36, per fortuna ci sono tre Biligha in campo, e fanno tutti e tre cose utilissime. Nel tentativo di alleggerire un Belinelli affaticatissimo (a un certo punto, è 2 su 12) entra Della Valle, che però regala a Rubio un 2+1 che ci spinge a -8, 46-38; poi si fa perdonare con gli interessi, e insieme a Gallo ci riporta a -2, che resta ad elastico finché Belinelli abbattuto, in tuffo, a due mani in quasi reverse, inventa il 50-50.

biligha gasol

Biligha conquista un rimbalzo offensivo con fallo che giustificherebbe qualche migliaio di proposte di matrimonio, 53-52 per noi; dopo un tempo interminabile in cui non segna nessuno, tripla del Gallo, 56-52, e Gigione stoppa Rubio. Torniamo a sognare, e sono sogni erotici.

gigione vs spa

E invece, di nuovo, ci svegliamo e stavolta direttamente in un film horror. La Spagna spara un 10-0 con Llull, Rubio, l’unico canestro di Gasol, ma soprattutto ai nostri non arriva più ossigeno al cervello e giochiamo a caso, senza più rifornire Gallo e lasciando Beli a sparare alla luna: 62-56 a 25”. E’ finita.

La delusione è enorme, ma come sempre il basket è logico e la nostra squadra è la rappresentazione del momento storico italiano: grandi individualità, senza un movimento alle spalle. Se Filloy sembra venuto solo perché riesce bene nelle foto, Vitali ha bisogno di aiuto perfino per trovare il bagno dello spogliatoio, Tex è meraviglioso ma viene dall’A2, Della Valle avrebbe bisogno di flebo di fiducia (e di difesa), Brooks compare una partita su 3: di strada in un torneo così esigente non ne fai.

Certo, col senno di poi, forse portare Cincia e Polonara, invece di Filloy e Vitali (due soli play e un lungo in più, quindi), avrebbe dato quel qualcosa che ci è mancato per passare; ma, appunto, è il senno di poi, e chiunque faccia scelte è destinato a pentirsene, se va male.

Attenzione, il futuro non è affatto nero. I nostri millennials stanno dimostrando di avere qualità e voglia, Moretti, Mannion e Spagnolo sono molto più che prospetti (e altri ce ne sono di ottima pasta); dipende tutto se il sistema riuscirà a non penalizzarli troppo. Come dite? E’ proprio come sta succedendo in Italia in tutti i campi, non solo da gioco? Esatto.

 Con questo, dal diario di viaggio è tutto.

Grazie, di cuore, per avermi seguito: fate conto che sia passato a dare un cinque alto a ciascuno, davvero.

PS Stando al Direttore, si potrebbe anche tornare per l’Eurolega, sempre su Eurodevotion. Vediamo… 😉

PS2 (no, non è una console…), è intervenuto il Direttore, si torna per l’Eurolega!

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