Annunci
FIBA World Cup 2019italbasket

Diario di viaggio Fiba World Cup Day 5 : l’attesa della Serbia è essa stessa dura come la Serbia

The big day

Ci siamo. Se alle 7.30 il nostro sonno era esaurito per la tensione, possiamo solo immaginare i giocatori. Quelli italiani, almeno, perché quelli serbi proseguono nel loro caleidoscopio di espressioni, che vanno dal fisso all’immobile.

Con un raro colpo di fortuna, ci infiliamo in ascensore con Bjelica, Lucic, Milutinov, Guduric e l’immancabile Bobanone Marjanovic; per un attimo, ipotizziamo di immolarci distruggendo il pannello dei comandi per bloccare l’ascensore fino a sera, e abbiamo anche il fegato di dirglielo: a parte un sorriso di Bobanone (che ormai ci saluta apertamente. Ne è capace!!), otteniamo una fila di sguardi identici a quelli degli squali nell’acquario di Genova.

La mattinata da trascorrere regala una chiacchierata con Brunamonti, gran persona e gran teorico della materia-basket, e poi un giro per Foshan, che genera un’ultima (?) considerazione sul simpatico popolo che ci ospita. E’ un luogo comune, del resto facilmente verificabile, che le cinesi non si trucchino; sennonché in centro ci sono vari, enormi negozi di cosmetici. Incuriositi, verifichiamo cosa vendano per sopravvivere, constatando che offrono tra l’altro dentifrici, spazzolini, caramelle e… crocchette per animali (!!). Provate da Sephora a chiedere candies e ovetti Kinder (giuro) e vedere l’effetto che fa.

Prepartita 

Nel pomeriggio, constatiamo con rammarico che le TV, che pure coprono molto bene l’evento, non trasmettono Angola-Filippine. Decisamente un favore al basket, ma ci perdiamo la visione della torcida filippina e del successo angolano, rilevante in ottica qualificazione olimpica, pur se confessiamo che non ci è chiarissimo cosa succede in proposito per le africane.

In compenso, nella ricerca di uno schermo piombiamo in uno dei bar dell’albergo dove sia Italia che Serbia stanno consumando lo spuntino pre-partita (per chi fosse interessato, soprattutto frutta. Tranne Bobanone, che va a brioches. Davvero). Il tavolo serbo è impressionante, anche solo considerando che ci sono svariate decine di milioni (in contratti) che mangiano banane.

E arriva l’ora di andare al palazzo. Il pullman navetta è trasformato nella curva serba, per quanto i serbi, intesi come tifosi, sostengano di essere (ancora) sobri; non possiamo postare i video, perché Eurodevotion è un sito serio, ma -credeteci- è un’esperienza.

Nel palazzo tentiamo di raggrupparci dietro la panca azzurra, reclutando tutti gli italiani presenti, il che genererà prolungati negoziati con organizzatori e poliziotti, increduli che non si rispettino i posti assegnati. Alla fine, comunque, teniamo quasi tutte le posizioni, anche se Di Maio ha seriamente rischiato di esordire da Ministro degli esteri con “la grana dei tifosi italiani trattenuti in Cina”.

curva italia

Di contro, i serbi occupano un intero settore opposto al nostro, con (tra l’altro) un’affabile striscione rappresentante un mitragliatore, e nessuno pare obiettare.

curva serba

 

Si parte

La Serbia inizialmente lascia fuori Jokic, Marjanovic e Raduljica; confrontare le panchine è come quando sei fierissimo della tua nuova Mondeo e ti parcheggia di fianco una Lamborghini.

Non che i serbi in campo risentano dell’assetto, anzi Bogdanovic spara triple che neanche al luna park; da noi risponde Hackett che ha chiaramente le chiavi della squadra.

dh vs micic.jpeg

 Dopo solo 3’ un boato accoglie Jokic in campo. Come sempre, per il pubblico cinese contano solo la kisscam, i giochini ai vari intervalli (tra cui una specie di gioco delle tre tavolette che li fa letteralmente impazzire) e le stelle serbe dell’NBA. In quest’ordine, peraltro.

Gallo non si scompone, e attacca l’ex compagno in uno contro uno raccogliendo falli e tiri liberi, restituendogli la stessa espressione indifferente che Jokic mostra quando osserva un pesce rosso in un acquario.

Sul 17-20 esce Gallo ed entra Tessitori, che alla prima difesa costringe Marjanovic alla persa, e poco dopo lo stoppa pure; è fallo, ma chi se ne importa, lo racconterà ai nipoti allegando foto a riprova, e per noi è già un mito.

Il buon lavoro del Tex è però vanificato da scelleratezze varie di Vitali, che per non farsi mancare nulla ci aggiunge anche un antisportivo. Sacchetti la prende bene, e lo spedisce in fondo al pino invitandolo a riflettere; saranno lunghe riflessioni degne dei monaci tibetani, perché il buon Luca il campo non lo vedrà più.

Jokic e soprattutto Bogdanovic fanno più danni di un gruppo di tifosi serbi al bar dell’hotel, Lucic e Jovic difendono come due dobermann fanno con la propria ciotola (e continueranno così, in particolare su Belinelli, per tutta la partita), Hackett esce per due falli. Come dire, butta malino (-10), si rimonta ma quando Datome sbaglia il -3 ci puniscono di nuovo.

belinelli distrutto

Djordjevic rinuncia definitivamente alle due torri, ma la difesa serba resta impressionante; non segniamo più e quando una tripla aperta di Hacket esce dopo aver ballato sul ferro dallo spicchio azzurro si alza distintamente un calendario di vari santi.

All’intervallo Bogdanovic ha già 15 punti, nonostante tutto i punti di distacco sono solo 8 (42-50) e sembrano un ottimo affare.

Il secondo tempo

Meravigliose illusioni. Biligha è semplicemente commovente, la palla gira, Gallo colpisce con due triple in fila, e dallo spicchio l’incitamento cresce; quando Gallinari arriva a 20 l’Italia è a -2, 53-55, e sbagliamo addirittura la tripla del sorpasso.

d gallo

In quel momento non lo sappiamo, ma la partita finisce lì, tra arbitri che mostrano quanto contino i cognomi NBA e attacco che gira a vuoto. Sino al 7’ del quarto riusciamo a tenere gli avversari a basso punteggio, però la costituzione serba vieta di segnare solo 10 punti in un quarto, e da lì è il diluvio; Sacchetti si volta verso Della Valle e lo invita a entrare e segnare. Invece no. Parzialone loro e siamo 57-70.

Nell’ultimo quarto si parte bene, fino al 62-70 poi ancora Bogdanovic, e sul fallo successivo Brooks pensa bene di prendere un tecnico. E’ la resa, ormai Lucic gioca dentro la maglietta di Belinelli, e quando Marco riesce a guadagnare 40 centimetri esce il lungo a raddoppiare; anche Gallo si innervosisce restituendo con gli interessi una botta di Raduljica, continuando comunque a macinare punti (alla fine 26) e difesa.

gallo fallato

Con qualche palla gettata da un esausto Hackett, precipitiamo oltre i 20 punti di distacco; solo di orgoglio risaliamo alla fine ad un -15 che potrebbe rivelarsi prezioso nella seconda fase.

Peccato, ci si è provato, oggi semplicemente la Serbia è più forte, e secondo noi è la favorita n. 1 per la vittoria del mondiale.

 

E domani… 

La nazionale parte alle 7 per Wuhan.

Mentre scriviamo, oltre mezzanotte, i bagagli delle squadre sono già sui pullman. Pure noi impacchettiamo i bagagli e rientriamo in Italia (ma con un altro agente a Wuhan: stay tuned!).

Venerdì mattina (all’ora italiana) incontriamo una Spagna finora balbettante, e se l’Italia è questa si può fare.

squadra.jpeg

Ah, chicca finale. Al rientro stanotte, il corridoio della casa della famiglia Adams ci ha regalato Jokic girovago in mutande. A questo punto, aspettiamo solo il cugino It e Mano.

 

Annunci
Tags

Related Articles

Back to top button
Close
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: