Sensazioni positive per un #italbasket che cresce

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Ok, è un’altra sconfitta, e perdere non ha mai fatto bene a nessuno, o quasi, ma sotto il cielo cinese oggi c’è una Nazionale che finalmente pare raccogliere i primi frutti di un lavoro serio e che, con un’altra settimana di allenamento, può diventare quella variabile impazzita, o mina na vagante che dir si voglia, che tanti speravano di vedere.

Ok, è un’altra  sconfitta, la quinta di fila (Grecia, Serbia, Turchia, ancora Serbia e Francia), ma il livello con cui ci si è confrontati è decisamente alto e gli azzurri non sono lontani. Dio solo sa cosa sarebbe potuto essere con Melli e con Datome e Gallinari in campo fin dall’inizio della preparazione, ma se c’è una cosa che fa male in questi contesti è proprio il vivere di “what if”. Si va con chi c’è, un po’ di problemi li hanno tutti, chi più, chi meno, quindi testa bassa e lavorare.

  • Crescono Gigi ed il Gallo,  il sistema ne beneficia già per la sola presenza, figuriamoci quando i due campioni azzurri cominciano a mettere in campo le doti tecniche e di leadership che si conoscono da anni. Datome alza il QI della squadra di un buon 30%, poiché sa giocare divinamente e sa elevare il livello degli altri in modo esponenziale. Qualche giorno in più di lavoro può portarlo ad un 60-70% che sarebbe già molto: al resto ci penserà la sua capacità di fare la cosa giusta al momento giusto. Gallinari offre soluzioni e pericolosità che Sacchetti nemmeno sognava senza. Si apre il campo, c’è talento a 9 metri dal canestro come in prossimità del ferro e le difese avversarie devono fare scelte precise. Per Belinelli è un’altra vita.
  • Hackett, per la prima volta in questa preparazione, va sotto con un avversario diretto ed accade col miglior Fournier di sempre in maglia transalpina. Può succedere e la grandissima maturità raggiunta dal campione d’Europa col CSKA trasformerà i 5 brutti minuti di inizio terzo quarto in una nuova sfida. Che vincerà. Il francese è talento purissimo, uno che può far canestro contro chi vuole, come ha già largamente dimostrato in NBA:  nativo di Saint Maurice, di origini algerine, ha cm (201) e capacità per fare male a qualsiasi livello. Se attaccato va un po’ in sofferenza, ma la purezza dei suoi gesti ha pochi eguali, tanto da mettere in secondo piano roba come… De Colo.
  • Storicamente l’organizzazione di gioco dei francesi a guida Collet non ci ha mai fatto impazzire. Oggi l’asticella è molto in alto, perché con questo roster devi puntare al massimo. Una squadra il cui totem è Rudy Gobert è già di per sé benedetta dagli dèi del basket, se poi ciò che c’è intorno si chiama Batum, De Colo, appunto Fournier, Ntilikina e poi Lessort e compagnia, allora il limite è obbligatorio che sia il cielo. Ma il cielo si tocca giocando in cinque e non “qualche talento contro tutti” come accaduto in alcune manifestazioni recenti.
  • Meo Sacchetti dopo la gara con la Nuova Zelanda farà le ultime scelte, presumibilmente due tagli tra Filloy, Ricci e Brian. Onestamente saremmo in grave difficoltà anche noi, partendo dal presupposto che i cm di Tessitori, eroico ieri, sono assolutamente necessari. Ricci è un ragazzo straordinario che merita tutto e che proseguirà la sua crescita costante in carriera, ma oggi ci pare un filo dietro a Brian per comprensione di più parti del gioco. Ha però più impatto vicino al ferro, dove l’Italia è maggiormente in difficoltà. Entrambi conoscono a memoria la pallacanestro del coach, ragione in più per cui la scelta sarà complicata. Molto ovvio che il rientro di Gigi e del Gallo abbia limitato il potenziale apporto di entrambi. Filloy a noi è sempre piaciuto, ma quello di una stagione e mezza fa, non quello troppo balbettante degli ultimi 15 mesi. Anche qui però, attenzione: ricordiamo bene quanto importante fu l’apporto dell’italo-argentino anche nella squadra allenata da Ettore Messina nel 2017. Attendiamo con fiducia. Perché fiducia? La nostra la diciamo nel punto seguente.
  • A Meo Sacchetti è ora che venga dato tutto il rispetto che si è meritato in una grande carriera, prima da giocatore  e poi da allenatore. Se è vero che il CT è da sempre il ruolo più discusso in tutti gli sport, poiché è come allenare qualche centinaio di squadre tutte assieme, è altrettanto vero che l’Italia del basket oggi abbia una considerazione troppo limitata del valore dell’attuale Coach. Che in questo caso si scrive con la C maiuscola. Meo, la persona “pane e salame”, come viene descritta da molti, quasi fosse una sorta di limite oltre al quale non si può andare. Meo ha sempre portato le sue squadre oltre i limiti tecnici che avevano, è la storia che lo dice. E per chi avesse dubbi sulle sue capacità in una pallacanestro di alto livello, basta parlarci cinque minuti e l’impressione, ve lo garantiamo, cambierà immediatamente. Perché rendere semplici le cose complicate è tipico di chi è più bravo degli altri e chi è più bravo degli altri, di solito, mangia quel “pane e salame” e lo fa mentre ti parla senza fronzoli e senza peli sulla lingua. Di grandi geni che si siano nutriti solo a caviale ne ricordiamo pochi. Di altri che abbiano vissuto di “politically correct” ancora meno.

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alberto marzagalia

Due certezze nella vita. La pallacanestro e gli allenatori di pallacanestro. Quelli di Eurolega su tutti.
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