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Valencia Basket 2019-20: Una torta senza ciliegina

I taronja tornano in EuroLega dopo un anno di assenza

Il Valencia Basket torna a disputare la Turkish Airlines Euroleague dopo un anno di assenza, durante il quale il congiunto taronja ha fatto suo – senza troppi patemi – il quarto titolo di EuroCup.

Dopo l’esperienza della stagione 2017-18, in occasione della quale i valenciani, falcidiati dagli infortuni, avevano chiuso la propria partecipazione alla massima kermesse europea non lontano dalla zona Playoff, ci si aspettava un mercato mirato a infoltire e rinforzare il roster rispetto all’anno scorso, ma le sensazioni alla quasi chiusura del mercato sono agrodolci. La rosa non è cambiata di molto, e l’idea è che non abbia aumentato il suo livello di competitività.

Vero è che il Valencia Basket ha vinto l’EuroCup e che si dice che “Squadra che vince non si cambia”, ma l’EuroLega è tutta un’altra cosa, e in occasione dei Playoff ACB il combinato della bella cittadina mediterranea aveva dimostrato di essere abbastanza lontano da un Top-team del continente come il Real Madrid, dal quale era stato inevitabilmente sconfitto per 3-0 in semifinale.

Molte riconferme per il Valencia Basket

Oltre all’allenatore Jaume Ponsernau, i taronja mantengono inalterati ben nove elementi del proprio roster. Ai giocatori con contratto in vigore Bojan Dubljevic, Louis Labeyrie, Sam Van Rossom, Alberto Abalde, Joan Sastre e Mike Tobey, si sono uniti i rinnovi di Guillem Vives (2+1), Fernando San Emeterio e Aaron Doornekamp (entrambi per una stagione). Questo dovrebbe garantire una certa continuità alla squadra che ha imparato a fidarsi del proprio allenatore e che tanti successi ha conquistato in Europa.

Alla voce partenze, a parte il playmaker francese Antoine Diot e il veterano Rafa Martínez, che chiuderà la sua carriera a Bilbao, vanno segnalati i dolorosi addii di Matt Thomas, volato in NBA alla corte dei Toronto Raptors, e di Will Thomas, che giocherà nello Zenit San Pietroburgo. I due Thomas erano stati i due migliori giocatori nel corso della stagione, e rimpiazzarli non sarà di certo facile.

Motum, Colom, Ndour, Marinkovic e Loyd i nuovi arrivati

I nuovi arrivi sono tutti buoni giocatori, che garantiscono alternative sia in attacco che in difesa grazie alla propria versatilità ed energia.

L’australiano con passaporto lituano Brock Motum, ala grande classe 1990 proveniente dall’Anadolu Efes, vanta quattro anni di esperienza in Eurolega tra Zalgiris e la squadra turca finalista dell’ultima edizione della competizione. Il giocatore, che nel 2013-14 era transitato anche per la Virtus Bologna, nel corso dell’ultima stagione è stato utilizzato come uomo di rotazione da Ergin Ataman, con 31 presenze (una sola da titolare) e 11 minuti e mezzo di media in campo, andando a segno comunque con ottime percentuali. Il giocatore era rimasto fuori rosa nella finale dei Playoff turchi vinti poi dall’Efes contro il Fenerbahçe e la sensazione è quella che abbia deciso di cambiare aria per ritrovare il protagonismo avuto fino all’anno precedente, quando era abituato a restare in campo una ventina di minuti a partita.

Quino Colom, playmaker nato ad Andorra nel 1988, torna in Spagna quattro anni dopo le esperienze in Russia (tre stagioni all’UNICS Kazan) e una al Bahçeşehir Basketball, nel campionato turco. Nel 2016-17 Colom aveva anche disputato l’EuroLega con l’Unics, e inoltre, l’impegno successivo in EuroCup e fuori dalle coppe l’anno scorso gli hanno permesso di prendere parte alle varie partite delle finestre FIBA con la Nazionale spagnola, diventando un punto di riferimento per la Squadra-B di Sergio Scariolo, e guadagnandosi così un posto tra i pre-convocati in vista dei mondiali. Con l’arrivo di Colom, entusiasta di tornare a giocare in patria, il Valencia Basket ha chiuso il capitolo ‘cupos‘ (giocatori formati professionalmente in Spagna, che devono essere almeno cinque).

Il lungo senegalese Maurice Ndour, proveniente dall’UNICS Kazan (e che quindi aveva giocato con Colom due stagioni fa) è una delle sensazioni del mercato in casa taronja. Un giocatore atletico e carismatico, che nel 2016-17 ha vantato 32 presenze in NBA con i New York Kniks (4 come titolare). Il giocatore sarà molto utile nel pitturato con la sua energia esplosiva; in ogni caso, per potersi adattare al gioco di Jaume Ponsernau, Ndour dovrebbe recuperare anche il tiro da fuori, che era stata una delle sue armi ai tempi del College in Ohio, e che poi ha perso una volta approdato in Europa.

L’acquisto che fa più ben sperare è quello della giovane guardia serba Vanja Marinkovic, proveniente dal Partizan Belgrado. 22 anni, alla prima esperienza fuori dalla sua terra, Marinkovic è stato scelto al secondo giro (60ª e ultima scelta) dai Sacramento Kings al Draft NBA di quest’anno 2019. Il giocatore ha firmato un contratto per due stagioni più una opzionale e potrà crescere professionalmente disputando EuroLega e il campionato ACB, due palcoscenici sicuramente importanti che definiranno se il giovane balcanico sarà o meno uno dei campioni del futuro.

L’ultima incorporazione del Valencia Basket per la stagione 2019-20 non è stata ancora ufficializzata, ma se i due guru della pallacanestro italiana e spagnola (Emiliano Carchia di Sportando e Chema De Lucas) dicono che è fatta, allora è fatta. Si tratta di Jordan Loyd, combo-guard americana di 26 anni e che la scorsa stagione ha disputato 12 partite con i Raptors in NBA.

Loyd ha giocato in Europa con la squadra israeliana dell’Hapoel Eilat, e sembra pronto a dire la sua anche in Eurolega.

Una torta senza ciliegina?

Il Valencia Basket per la nuova stagione sembra pronto, quindi, senz’ombra di dubbio una buona squadra, che darà del filo da torcere alle grandi sia in campionato che in Europa, ma che sembra comunque lontano dai Top-team sia in ACB (soprattutto considerando lo squadrone messo assieme dal Barça) che in Europa.

Durante il mercato taronja si era speculato sull’arrivo di nomi altisonanti, come Nando De Colo, Nik Staukas, Sergio Rodríguez o Janis Strelnieks, senza contare il frustrato arrivo di Darío Brizuela dall’Estudiantes (i taronja avevano presentato un’offerta secondo la regola del ‘derecho de tanteo‘ vigente in Spagna, simile al ‘restricted free-agent’ dell’NBA, per intendersi, che il club capitolino aveva pareggiato) o l’interesse verso il giovane sloveno l’anno scorso al San Pablo Burgos Vlatko Cancar, firmato poi dai Denver Nuggets dopo l’ottima impressione fatta in occasione della Summer League.

L’impressione è quindi che manchi la classica ciliegina sulla torta, che la squadra sia buona, ma non eccezionale, che potrà disputare una discreta stagione, sempre facendo uso del lemma della ‘Cultura del Esfuerzo’ stampato sulle magliette, ma che difficilmente lotterà per vincere un titolo importante.

Considerando che Juan Roig, il proprietario del club, è il secondo uomo più ricco di Spagna, viene da chiedersi perché “rinunciare” a mettere assieme una squadra vincente avendone sicuramente i mezzi… Il motivo è semplice: il primo obiettivo è quello di costruire un nuovo palazzetto, si parla di 17.000 posti. La Fonteta è troppo piccola per contenere l’entusiasmo taronja, che già con “una torta senza ciliegina” ha raggiunto il pieno tecnico con 8.040 abbonati (non possono essere di più, non c’è posto) per il terzo anno consecutivo. La ciliegina arriverà quando ci sarà posto per contenere lo strascico di passione che porterà con sé.

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Laura Cristaldi

Sono friulana e vivo in Spagna da diversi anni. Amo il basket e seguo tutte le competizioni che posso; tifo Valencia Basket e APU Udine e simpatizzo per tutte le squadre dove giocano italiani in giro per il mondo: i miei grandi “amori” sono Gallo e Gigione. Ascolto musica power, folk e symphonic metal, bevo birra e leggo thriller storici (tra le altre cose).

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