Mercato e regolamenti. Le leghe non ancora analizzate (pt3)

I regolamenti sui giocatori indigeni nelle leghe ancora non analizzate

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L’ultima parte della nostra analisi sui regolamenti in vigore in termine di giocatori indigeni si soffermerà sulle otto squadre rimanenti tra le partecipanti alla Turkish Airlines Euroleague 2019-20. Gli otto team sono iscritti a sei leghe differenti che andremo ad analizzare attraverso i nostri consueti cinque punti di Eurodevotion.
ISRAELE: Il regolamento della “Winner League” stabilisce la presenza di un massimo di sei giocatori stranieri in un roster di dodici giocatori. I campioni in carica del Maccabi Tel Aviv hanno quindi l’obbligo di avere almeno la metà degli atleti israeliani. L’utilizzo dei giocatori autoctoni è stato motivo, negli anni scorsi, anche di forti contrasti. Il campionato nella stagione 2018-19 ha infatti rischiato di non concludersi per la protesta dei giocatori “locali” a fronte della possibile abolizione della “Russian Rule“, ossia il regolamento che imponeva la presenza contemporanea in campo sempre di minimo due atleti israeliani. Non è stato l’unico caso di contrasti accesi in termine di protezionismo di indigeni.
GRECIA: la Grecia prevede la presenza di sei giocatori non ellenici senza vincoli di passaporto. Il regolamento è quello maggiormente diffuso anche nelle leghe che non abbiamo ancora preso in considerazione ed è di facile interpretazione. Difficile sarà invece leggere la situazione dell’Olympiacos, squadra partecipante al prossimo campionato di A2 interno a causa della retrocessione di ufficio e comunque team di Eurolega per la sua Licenza A che non è stata persa visto che il declassamento non è stato sul campo. La squadra di Blatt parteciperà alla seconda divisione con un gruppo di giovani greci e quindi avrà un gruppo che potrà concentrarsi solo sulla massima competizione. Concorrenza sleale? Domanda lecita e non di facile risposta. Nessun problema per i concittadini del Panathinaikos che tra gli altri hanno aggiunto al proprio roster i due americani Wesley Johnson e Jimmer Fredette.

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GERMANIA: stessa struttura del campionato greco con suddivisione tra sei giocatori interni e sei stranieri. La Bundesliga avrà il prossimo anno ben due protagoniste in Turkish Airlines Euroleague: Bayern Monaco e Alba Berlino. Interessante come i bavaresi, dopo aver portato in Europa Derrick Williams nella scorsa edizione, siano riusciti a piazzare un altro colpo importante in NBA tesserando Greg Monroe, ex tra le altre di Sixers e Celtics e settima scelta assoluta al Draft 2010 dei Pistons.

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LITUANIA: 6+6 anche per la Baltic League dove da alcuni stagioni domina lo Zalgiris Kaunas di coach Jasikevicius.
FRANCIA/LEGA ADRIATICA: il campionato francese che torna ad essere rappresentato in Euroleague dall‘Asvel Villeurbanne permette la presenza di sei giocatori stranieri a roster (quattro extracomunitari e due tra europei e cotonou) mentre non esistono limitazioni in Lega Adriatica dove gioca la Stella Rossa. Tra le file dei serbi è tornato un ex giocatore dell’Olimpia Milano scudettata nella stagione 2015-16: Charles Jenkins, americano natulizzato serbo.

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