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Marco Belinelli: «Cercherò di coinvolgere i miei compagni di squadra ed aiutarli nei momenti decisivi della partita»

Ieri a Brescia presso il Polivalente di via Collebeato, trasformato per l’occasione in un vero e proprio Villaggio dello Sport, si è svolto il BBL Open Day ed abbiamo avuto il piacere insieme ad altri nostri colleghi di scambiare una piacevole chiacchierata con Marco Belinelli. La guardia dei San Antonio Spurs e della Nazionale italiana, è stata la Special Guest di giornata, ospite grazie ad UBI Banca, Official Bank della NBA e della Leonessa.

«Sono molto di essere qui e devo ringraziare Ubi Banca per avermi scelto come testimonial, ma anche Luca Vitali che mi ha voluto fortemente a questo evento. E’ molto vedere bello vedere tanti ragazzini, che dimostrano tanta passione per questo sport. Io e lui ci conosciamo da tantissimo tempo ed abbiamo un buonissimo rapporto di amicizia. Per me è stato sempre un “ragioniere”, perché capisce benissimo la pallacanestro e gioca con grandissima intelligenza. Non ha paura di prendersi tiri importanti nei momenti decisivi ed è un giocatore che io vorrei sempre avere al mio fianco, perché è onesto e ti dice sempre le cose in faccia senza troppi problemi». Queste le parole del classe ’86 sull’evento e su Luca Vitali.

L’ex guardia della Virtus Bologna prima e poi della Fortitudo Bologna ha parlato del attuale livello della pallacanestro italiana e del ruolo dei giocatori italiani: «In questo momento il livello del basket italiano è un po’ stabile, mentre tredici anni fa era più alto. Ora piano piano sta cercando di rialzarsi. Inoltre, credo che per la pallacanestro italiana il ritorno in A1 di una squadra come la Fortitudo Bologna sia importantissimo, perché Bologna è da sempre la città del basket. Da giocatore italiano in America spero sempre di poter vedere un alto livello di pallacanestro. E’ importantissimo avere in squadra tanti italiani che possano giocare a questi livelli, ma devono avere la fiducia di tutto lo staff tecnico e della società. Speriamo che in futuro anche altre squadre seguiranno il modello di Brescia e Sassari anche per il futuro della nazionale».

Vista l’occasione al Beli è stato chiesto un pensiero su Awudu Abass, ala della Germani Basket Brescia e della Nazionale Italiana e su coach Vincenzo Esposito: «Credo che sia un giocatore che abbia bisogno di tanta fiducia. L’ho visto crescere in Nazionale e credo che abbia delle doti fisiche incredibili. Può darci una grande mano in difesa e fermare il miglior attaccante delle squadre che affronteremo. E’ un giocatore che ama correre, segnare canestri facili e sui cui poter puntare».

«E’ sempre stato un esempio per noi perché è stato il primo italiano a segnare in NBA con la maglia di Toronto. Sono molto contento che sia il prossimo allenatore di Brescia, perché penso che abbia grandi motivazioni e voglia fare bene».

Rimanendo sul tema allenatori il nativo di San Giovanni in Persiceto ha parlato anche di coach Gianmarco Pozzecco, Meo Sacchetti e Gregg Popovich

Sull’allenatore della Dinamo Sassari si è espresso così: «Sono molto contento per quello che sta facendo con Sassari. Io lo conosco sia come giocatore che come persona perché ho avuto la fortuna di giocarci insieme e devo ringraziarlo perché mi ha aiutato molto. L’ho già detto nei giorni scorsi, mi farebbe piacere essere allenato da lui, perché possiede tanto carisma».

Sul CT della Nazionale Meo Sacchetti invece, ha commentato: «Avrò sicuramente la possibilità di conoscerlo meglio quest’estate, ma mi hanno parlato benissimo di questo gruppo».

Ovviamente non poteva non rispondere su coach Gregg Popovich: «Su di lui ci sarebbe un libro da scrivere… E’ una persona che rispetto tantissimo, abbiamo un bellissimo rapporto. In poche parole è  il numero uno».

Marco Belinelli ha anche parlato del suo futuro in NBA: «Ho un altro anno di contratto con San Antonio, anche se nel mondo NBA non si sa mai. Sono molto di giocare a San Antonio e spero che l’anno prossimo la squadra possa crescere ancora di più».

Su un possibile arrivo di Chris Paul agli Spurs, la guardia bolognese si è espressa così: «E’ un giocatore fantastico, con cui ho avuto la possibilità di giocarci insieme a New Orleans. Mi ha dato tantissima fiducia quando abbiamo giocato insieme e siamo rimasti in buoni rapporti. Parlare di mercato ora è ancora presto perché immagino che ci saranno tantissime sorprese. Sarà un’estate molto calda visti i numerosi free agent.. Vedremo come agirà San Antonio, ovviamente mi piacerebbe averlo in squadra».

E sulla sfida alle Finals tra i Toronto Raptors e i Golden State Warriors: «Sono molto contento che Toronto e Golden State siano in finale. Secondo me gli Warriors hanno un gruppo di ragazzi che sa come vincere queste partite. Giocano molto bene sia in attacco che in difesa ed è la squadra da battere. Presumo infatti, che vinceranno loro. Avevo previsto che Toronto potesse arrivare in finale e sono molto contento per Leonard, con cui ho giocato nel 2014 e nel 2015 a San Antonio. Non pensavo che potesse diventare così devastante».

E’ stato affrontato anche il tema delle qualificazioni e del Mondiali: «Per me, Gallo e altri giocatori che giocano in EuroLega (Melli, Datome, Hackett, Cinciarini…. è stato impossibile prenderne parte. Ho avuto comunque la possibilità di seguirli e devo dire, che questa qualificazione è meritatissima. Ora si alza l’asticella perché in tutte le nazionali c’è almeno uno o due giocatori che giocano in NBA e sono tutte squadre forti. In vista del Mondiale, dobbiamo cercare di prepararci al meglio per arrivare ad affrontare questa competizione nelle migliori condizioni possibili. Abbiamo un girone importante, nel quale la Serbia parte da favorita, perché ha tanti giocatori di talento ed è allenata molto bene da coach Sasha Djordjevic. In punta di piedi cercheremo di dire la nostra. Cercherò di coinvolgere i miei compagni di squadra ed aiutarli nei momenti decisivi della partita. Sono carico e contento di essere tornato ai Mondiali perché sono manifestazioni belle da giocare».

Infine noi di Eurodevotion non potevamo non stuzzicarlo sulla Turkish Airlines EuroLeague e gli abbiamo chiesto se in futuro (magari verso la fine della sua carriera), non possa ritornare in Europa e magari rigiocare questa manifestazione.

Ecco la sua risposta: «Adesso il mio mondo è in America ed amo l’NBA. Penso a lavorare duramente ogni giorno per poter migliorare ancora, affinché diventi un giocatore completo ed ho ancora tanta voglia di vincere e di confrontarmi con questo livello top. In futuro ovviamente vedremo, però adesso è troppo presto per dire cosa succederà….».

 

 

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