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Interviste

Will Clyburn: Ogni giorno al CSKA è stimolante. Blatt decisivo nella mia carriera, è molto diverso da Itoudis

Grande protagonista della stagione del CSKA Mosca, Will Clyburn è uno dei giocatori più completi e versatili del panorama europeo: capace di agire in ruoli diversi, rappresenta una delle opzioni più importanti per Dimitris Itoudis in uscita dalla panchina.

A una settimana dalla Final Four di Vitoria, la sua seconda consecutiva a livello personale, il giocatore americano ha raccontato e descritto alcuni aspetti della sua esperienza in Russia e delle imminenti gare che decreteranno la squadra vincitrice della Turkish Airlines EuroLeague.

-Sei alla seconda stagione in Russia e sei migliorato in molte voci statistiche: cosa maggiormente ha contribuito alla tua crescita?

Il merito è della squadra, dei compagni e dell’allenatore, che mi ha dato la libertà di esprimere la mia pallacanestro: giocare con atleti di alto livello mi rende le cose più facili, anche segnare canestri è più semplice.

-David Blatt ti ha dato la possibilità di giocare in EuroLega: quanto è stato importante per la tua carriera?

È stato molto importante in quanto è stato il primo allenatore a credere in me e a darmi la possibilità di giocare in EuroLega, sviluppare il mio gioco, gli sarò sempre grato per avere creduto in me dopo la mia esperienza in Israele.

-Che differenze ci sono tra Blatt e Itoudis nel modo di allenare?

Blatt è un allenatore più distensivo, Itoudis è molto competitivo in ogni allenamento e in ogni gara. Hanno una personalità diversa e questo si vede nell’atteggiamento che hanno nel momento in cui fanno il loro lavoro.

-Il CSKA Mosca è una delle migliori squadre d’Europa e trova protagonisti diversi in ogni gara. Quanto è importante per te giocare a questo livello e confrontarti con grandi avversari?

Questa è una lega ricca di talento e per competere al massimo bisogna migliorarsi ogni giorno, quindi è importante proporre la propria pallacanestro per non trovarsi in difficoltà contro qualsiasi tipo di avversario.

-Sei uno dei giocatori più versatili d’Europa e sei riconosciuto come uno dei ‘toughest mismatches’ da affrontare. Come prendi e mantieni il vantaggio sui tuoi avversari?

Pensando al mio modo di giocare, uno dei vantaggi che porto alla mia squadra è il fatto di sapere fare molte cose, so giocare in molti ruoli contro avversari più alti o più piccoli, con tutti i vantaggi e gli svantaggi che questo può comportare.

-In questa stagione sei stato uno dei migliori rimbalzisti della tua squadra. Quali sono le chiavi per eccellere in questa voce statistica, non giocando sempre vicino a canestro?

I rimbalzi e la difesa sono due aspetti del gioco che ti consentono di stare in campo per più tempo possibile, sono anche maggiormente importanti rispetto che segnare molti punti. Prendere i rimbalzi è una questione di volontà, di voglia di fornire alla propria squadra il maggior numero possibile di possessi nel corso di ogni partita.

-Quanto è importante per te avere compagni come Rodriguez, De Colo, Higgins, … che ti portano a giocare sempre al più alto livello possibile?

I tre giocatori citati sono tra i più talentuosi della Turkish Airlines EuroLeague. Per me è uno stimolo costante potermi allenare con loro perché alzano il livello della competizione in ogni momento e penso che per me sia solo che positivo confrontarmi con loro per crescere e diventare un giocatore sempre migliore.

-A Belgrado siete stati battuti dal Real Madrid in semifinale. Avete il desiderio di vendicare quella sconfitta? Può essere questa una chiave per vincere l’EuroLega?

Chiaramente alla Final Four cercheremo di giocare le migliori partite possibili indipendentemente da chi saranno i nostri avversari: non possiamo essere certi di segnare ogni tiro che prenderemo, ma dovremo essere la formazione più dura e tosta perché solo in questo modo si potrà vincere la competizione.

-Dopo tre anni in EuroLega, cosa pensi del livello del torneo? Ritieni che con l’allargamento a 18 squadre si possa alzare ulteriormente il livello?

Il livello del torneo è stato simile a quello degli anni scorsi, ogni squadra vuole vincere: è una lega dura e aggiungere due squadre in più credo incida soprattutto sul numero di viaggi, di ore di studio e di preparazione delle partite.

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Massimo Mattacheo

Dottore Magistrale in Comunicazione e Culture dei Media presso l'Università degli Studi di Torino, seguo da diversi anni la pallacanestro europea. Ho partecipato come inviato a due Final Four e credo che l'EuroLega sia la competizione più affascinante in assoluto.

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