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Le parole di Jordi Bertomeu ed il futuro di Eurolega

Il CEO di Turkish Airlines Euroleague ha parlato di diversi temi che riguardano il futuro della massima competizione europea.

Eurodevotion, come nella sua tradizione, analizza le parole del dirigente provando a ricavarne elementi di discussione ulteriori.

EUROLEAGUE

«Con le licenze fisse abbiamo potuto lavorare su un modello di business, altrimenti impossibile, con investimenti a medio-lungo termine. Ma l’aspirazione fondamentale dei club è come poter combinare stabilità e concetto competitivo? Con un modello piramidale, con promozioni e retrocessioni tra Eurolega ed Eurocup, senza licenze fisse. In 7days Eurocup farebbero il loro ingresso le campionesse nazionali».

  • Il tema fondamentale è quello della sostenibilità, creando ovviamente una reale auto-sostenibilità, il più possibile lontano dalle iniezioni di capitali dei proprietari. Che restano ovviamente liberi, per le più svariate e valide motivazioni, di investire, ma per i quali è sempre più necessario avvicinarsi al mondo NBA, dove è proprio quella sostenibilità legata al mercato delle squadre e della lega il fattore fondamentale. La piramidalità del sistema può certamente aiutare in questo senso ed accrescerebbe il valore dell’Eurocup senza stravolgere i progetti di chi vi retrocederebbe, comunque protagonista di una competizione di alto livello ed in grado di programmare la risalita in modo sano ed accettabile. E’ la questione base e bisogna lavorarci con grande urgenza ed attenzione, perché il futuro economico-finanziario riserva spesso brutte sorprese da cui bisogna prendere le distanze per tempo.

I TORNEI PREOLIMPICI

«I tornei preolimpici intasano il calendario internazionale? Basterebbe assegnare i posti ai Giochi attraverso le varie rassegne continentali. I tornei preolimpici sono nati in modo da far guadagnare la FIBA con i giocatori pagati dai club».

  • Assolutamente d’accordo. I campionati continentali assumerebbero ancora più importanza e si alzerebbe il livello degli stessi con un minore numero di assenze dei giocatori più importanti, soprattutto quelli NBA. Sui guadagni FIBA ci esentiamo dal commento, ma certamente è realtà che i salari dei giocatori arrivino dai club, non certo dalle federazioni.

I CAMPIONATI NAZIONALI

«Il numero perfetto per i club di Eurolega è 18, di più è impensabile e non abbiamo mai parlato di arrivare a 24. E non invaderemo i fine settimana, che sono esclusiva dei campionati nazionali. Sono la base territoriale di formazione di questo gioco, come l’NCAA negli Stati Uniti».

  • Anche qui in pieno accordo, sebbene il livello di molti tornei nazionali sia oggi pietoso, come vediamo in Italia. E la ragione principale è quella totale insostenibilità degli stessi tornei a causa di un numero eccessivo di club (esempio sempre calzante per il nostro paese). Ma se si riducesse il numero di squadre dei campionati resterebbe la possibilità di allargare la base di Eurolega. La nostra idea, probabilmente più sogno che realtà, è 24 squadre, 46 gare di stagione regolare e Playoffs a 16, con ottavi e quarti a cinque gare ed infine Final 4.

LE FINESTRE FIBA

«Se qualcosa va storto nel basket noi non siamo felici. Ma pare che solo noi si stia pensando che qualcosa giri male. La FIBA, al contrario, dà un bilancio assolutamente positivo alle finestre di qualificazione».

  • Le finestre FIBA sono l’esatto contrario dello sport. E la stessa FIBA, per colpire l’avversario Eurolega, si fa del male da sola, assegnando posti nelle sue massime competizioni, attraverso un sistema di qualificazione senza i migliori. E così Doncic sta a guardare il mondiale. Contenti loro… scontento il basket. Simpaticamente significativo  che la voce grossa la FIBA la provi a fare, peraltro senza grande successo, solo con Eurolega. Con NBA neanche ci parlano…

Il CALENDARIO

«Il 60% degli infortuni in Turkish Airlines Euroleague arrivano a ottobre e novembre, dopo gli impegni con le selezioni. Per quanto mi riguarda il calendario dovrebbe essere di 8 mesi per i club e parte di giugno e luglio per le nazionali, poi 45 giorni di ferie e 15 di preseason con tutti i giocatori a disposizione dei club».

  • Statistica importante. Perfettamente d’accordo con Bertomeu sul calendario. Senza dimenticare che quei 45 giorni di ferie sono necessari a molti atleti anche per un lavoro individuale, come accade per moltissimi atleti NBA. Ne guadagna lo spettacolo, cresce il livello del gioco.
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