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Playoff 2019Turkish Airlines Euroleague

Campazzo fa il Calathes e il Real si porta sul 2-0

Greci spalle al muro: il fattore Oaka basterà per allungare la serie?

Gara2 durata solo 90” per il Panathinaikos, travolto dall’intensità dei blancos e ora con le spalle al muro. Il 78-63 finale rispecchia l’andamento di una partita dominata sotto ogni aspetto dai padroni di casa su entrambi i lati del campo. I greci fanno così ritorno ad Atene con molte meno certezze rispetto al post gara1 e con la necessità di trovare subito energia mentale e soprattutto fiducia nel gioco che hanno prodotto negli ultimi due mesi.

Intensità Real 

Se i padroni di casa sono riusciti a inidirizzare da subito l’incontro in loro favore, gran parte del merito va alla qualità della difesa messa in campo. Pressione sulla palla anche molto lontano dal ferro, spacing e timing nelle rotazioni dal lato debole e quell’indefinibile quid in più che trasforma una buona difesa in una palla rubata hanno permesso a Randolph e compagni di trovare anche soluzioni semplici e ritmo in attacco. Da menzionare l’impatto che ha avuto la difesa di Taylor su Calathes. L’atletismo dell’esterno svedese ha messo subito in difficoltà il leader dei greci, che non è poi più riuscito a scrollarsi di dosso il brutto avvio,  rimanendo sempre fuori dall’incontro.

Calathes

Peggior prestazione stagionale per il leader del Pana. Glaciale 0/11 dal campo con un solo punto messo a referto, edulcorato solo parzialmente dai “soliti” 7 assist. Ha subito moltissimo la fisicità di Taylor nei primi minuti, perdendo ritmo e quindi pericolosità in attacco, a tutto vantaggio della difesa madrilena.

Campazzo

Partita totale per il play argentino, andato a solo un assist e tre rimbalzi dalla tripla doppia, con 13 punti frutto di 2/3 da due e 3/5 da tre. Il suo impatto sulla gara è andato oltre alle caratteristiche tecniche, con aggressività e voglia di fare che hanno ispirato l’intera arena. Per lui anche l’apprezzamento di Pitino a fine incontro, che lo ha definito un “ragazzo tosto,  che gioca duro e con intelligenza, molto bravo sul pick and roll e capace di produrre uno sforzo impressionante (terrific effort)”.

Percentuali

Un Pablo Laso soddisfatto si è complimentato a fine partita con la squadra per la gara solida disputata sia in difesa, con intensità e attenzione, e in attacco, facendo girare bene il pallone e trovando sempre l’uomo libero. Circolazione di palla che ha permesso di tirare con il 48% da oltre l’arco, eguagliando il record della società per triple messe a segno in una partita di playoff (13). Al contrario gli ospiti hanno faticato enormemente a produrre gioco e le percentuali ne sono testimoni: a un accettabile 35% da tre segue un pessimo 15/41 da due, che mostra il dominio madrileno vicino al ferro.

Il “penso che per vincere ad Atene dovremo giocare una partita anche migliore”, con cui ha chiuso l’intervista Laso lascia intendere che un allenatore esperto come lo spagnolo stia già cercando modi per tenere alta la tensione agonistica ed evitare il classico rilassamento che segue una vittoria ottenuta dominando. Questo con ancora in testa ciò che è accaduto lo scorso anno proprio contro i greci, dominatori di gara1 e poi eliminati 1-3 proprio dai futuri campioni.

Unica serie sul 2-0

Dopo che in gara1 tutte le squadre con fattore campo sono riuscite ad imporsi, i secondi match delle serie hanno regalato molte sorprese, con tre vittorie su quattro da parte degli ospiti. Quindi questa risulta l’unica serie in cui già gara3 sarà una situazione da “win or go home”. I greens sono chiamati a quella che si prospetta come un’impresa non semplice per allungare la serie. Varrà sicuramente in aiuto il fattore OAKA per provare a intimidire una squadra quasi senza debolezze come il Real Madrid.

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