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Focus ONPlayoff 2019

I Playoffs di Eurolega dopo gara 1

Numeri, idee e sensazioni dopo il primo episodio delle serie.

Fenerbahce vs Zalgiris

  • Divario reale o risultato strano? Jasikevicius avrà trovato “qualcosa in mezzo alle gambe” del suo Zalgiris in queste 48 ore? Ulker Sports Arena, ore 1945: la risposta arriverà. Un altro massacro chiuderebbe di fatto la serie.
  • Le scelte di Zele. Ancora corsie aperte per la penetrazione a portare gli avversari nella tonnara dell’area Fenerbahce? Sicuro, ma anche qualcosa d’altro, magari battezzare qualcuno dall’arco. «Se non prendi rischi non fai il tuo lavoro». Era riferito a Siskauskas 2009, ma vale sempre.
  • La ricerca di spazio per il dinamismo atipico di Brandon Davies. E quello spazio arriva da un ritmo migliore imposto da Wolters e Westermann.
  • Correre di più, cercare non solo transizione rapida ma vero e proprio contropiede. Lo Zalgiris deve provarci lì, senza “passare” troppi tiri ad inizio possesso. Non ne troverà molti altri buoni.
  • Far entrare progressivamente Vesely nella serie è missione primaria del Fenerbahce. Serve stasera, ma soprattutto, in qualunque ottica, per le (la) gare della Zalgirio Arena.

Cska vs Baskonia

  • Un passo avanti di Shengelia, fuori da troppi mesi, è assolutamente necessario se si vuole avere una chance di tornare a casa sull’1-1. Non è facile.
  • Vildoza, col solo Huertas a supporto, deve fare un miracolo vero e proprio per reggere l’urto dei vari Chacho, Higgins ed Hackett. Se si carica ancora di due falli troppo presto, la gara finisce lì. Forse anche la serie.
  • Se il tuo giocatore più utilizzato sta in campo 24’53” (Clyburn) e tutti giocano più di 11’51”, tranne Ukhov comunque a 5’46”, la faccenda è duplice: tu sei un grande coach ed il tuo roster vale il trofeo finale. Siamo così certi che questo Cska sia battibile in tali condizioni?
  • Shavon Shields oggi è giocatore perfettamente appartenente a questo livello. «E’ arrivato da 4, se n è andato da 2». Se ne parlava di recente con un orgoglioso coach Buscaglia. I grandi allenatori migliorano i propri giocatori.
  • Il maggior coinvolgimento di De Colo è uno dei punti chiave per i moscoviti, anche guardando avanti. Ma Itoudis, in condizioni gestionali almeno particolari, non fa sconti a nessuno. I grandi allenatori fanno anche questo.

Efes vs Barcellona

  • Vasiljie Micic. MVP? Siamo sempre più vicini… Ha tutto, fa tutto, gestisce tutto. Salto in alto clamoroso sull’asse Jasi-Ergin. E si ritorna  a parlare di allenatori, quelli bravi.
  • Chris Singleton non può essere solo un giocatore da sole triple quando aperte. Ridursi a terminale sugli scarichi è troppo limitativo per chi, a Kuban, fu determinante su tutti i 28 metri. “Mes rebots, menys triple” è mantra per i catalani. Non ditelo alla stampa locale, che lo scrive da ottobre…
  • 34 tentatovi dall’arco per un Efes che in stagione regolare ne provava solo 24,30. Scelta di Pesic, che chiude come pochi l’area, ma altrettanto scelta di Ataman, che ha visto in Heurtel e Pangos alcuni deficit in quel settore del campo.
  • 7 giocatori tra i 3 ed i 5 rimbalzi. Ecco uno dei segreti della difesa dell’Efes, in cui di specialisti ce ne sono pochi. Grandissimo lavoro del coach.
  • Se il Barça fa crescere la percentuale di canestri “assistiti”, comunque giù buona (15 su 27) vince gara 2. In stagione la percentuale era del 49,5%, ottava squadra della lega. Efes al 54,5%, secondo, ed in gara 1 ci sono stati 17 assist su 28 canestri dal campo.

Real Madrid vs Pana

  • “La partita”, “la serie”. Nessun dubbio. tantissima carne al fuoco dopo gara 1, a partire dal solito, stavolta sibillino Giannakopoulos: «Dobbiamo giocare molto meglio del Real se vogliamo vincere qui». Botte da orbi per 40′ e contatti difficilissimi da interpretare.
  • Keith Langford e la difesa. Come quelle strane amicizie tra uomo e donna che durano anni, poi diventano amore. La scintilla si chiama Rick Pitino.
  • Facundo Campazzo è indiscutibilmente troppo solo in regìa, ma l’ultima difesa è un capolavoro. Se parliamo di “huevos grandes”, pochi come lui e come il suo compagno Rudy, la cui leggenda continua.
  • Calathes ha ormai raggiunto il classico status di giocatore dominante anche quando non sta facendo bene, come per quasi tre quarti ieri.  Tutta l’organizzazione difensiva Real è incentrata su di lui. Non escluderei anche qualche sprazzo di Rudy, di qui in poi.
  • Sulla tripla di DeShaun Thomas per il mancato pareggio, c’è Thompkins che travolge volontariamente Vougioukas sul blocco davanti all’arbitro che guarda il tiratore e non il bloccante. La dietrologia sugli arbitri la lasciamo volentieri agli altri, qui si parla di tecnica ed un errore del genere è veramente pessimo, anche perché è fallo, ne va valutata l’entità e mancano 7’2″. Le «tante cose che non mi sono piaciute» di Pitino partono da qui. «Ma non dico niente perché lamentarsi è da deboli e segni di debolezza noi ne diamo». Rieccoci ai grandi coach.

OFF TOPIC 

C’è un grande problema nella pallacanestro moderna e si chiama blocco. Che sia in movimento od aggiustato. Vale dai campionati minori fino alla Turkish Airlines Euroleague. Tali situazioni scorrette in movimento o gli aggiustamenti con spalle, game o braccia creano un vantaggio incredibile ed inaccettabile per l’attacco, soprattutto perché il p&r è partenza per la stragrande maggioranza dei possessi offensivi. Mi vengono in mente due nomi su tutti, Walter Tavares ed Arturas Gudaitis, ma ce ne sarebbero tantissimi, quasi tutti. O si fa chiarezza su come fischiare oppure si rischia il disastro tecnico. Nel weekend, dopo le varie gara 2, approfondiremo il tema. Ne vale la pena, è determinante.

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