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Il giorno dopo dell’Olimpia tra Mike James e Simone Pianigiani

Scorie e veleni di una sconfitta che pesa. Quanto?

Forse oggi fa ancora più male. A mente fredda le immagini della memoria di Desio sono  più difficili da digerire per l’ambiente meneghino. Perdere era decisamente possibile.contro la squadra più in forma del torneo, ma sparire dal campo dopo 25′ non era nemmeno lontanamente pensabile. La realtà, però, oggi è questa: il Panathinaikos è squadra superiore all’Olimpia da ogni punto di vista.

Che Milano sarà quella che stasera affronta Cremona e poi si appresta a giocarsi le ultime carte europee, che vogliono dire solo e soltanto due vittorie, se l’obiettivo sono i Playoff?

Dieci fotografie, con qualche domanda su quello che potrebbe essere.

  1. James non è un problema. Se lo fosse la stagione milanese sarebbe al capolinea e non ne comprenderemmo le ragioni. Nel sistema di sole individualità biancorosso, la creazione offensiva è pressoché totale appannaggio dell’ex Pana. Per vincere la LBA a questo roster basta buttare la palla in mezzo al campo, ma se lo strappo clamoroso di Desio non venisse ricucito il rischio sarebbe quello di vivacchiare nella tensione di un domani incerto. E’ però legittimo porsi una domanda: in realtà chi ha strappato con chi e perché? Pianigiani ha dato le chiavi dello spogliatoio al playmaker americano. Lui si è preso anche le divise sudate da lavare, le lampadine da cambiare al Forum e tutta la cesta di palloni della palestra. Scelta chiara, rinnegarla ora sarebbe follia. La domanda è una sola: cosa ne pensano i compagni?
  2. Kuzminskas è in crescita di intensità discreta ma dietro ha ancora numeri che sono “kleizeggianti”. Che equilibrio c’è tra il bene offensivo ed il male difensivo? Da che parte pende la bilancia?
  3. Alen Omic non è schierabile neanche per la classica prima amichevole di fine agosto. Raramente vista una negatività tale in un giocatore. Non può essere vero. Lo è?
  4. Vlado Micov pare soffrire leggermente l’arrivo di Nunnally a livello di distribuzione di responsabilità offensive. E’ doveroso avere regole in tal senso, perché “il professore” è imprescindibile per qualsiasi traguardo.
  5. Questa squadra era chiamata a lottare per i Playoff, non a farli per forza. Lo sta facendo e questo è merito. “Come” lo stia facendo è un altro discorso. Ma non crederci a due giornate dalla fine sarebbe inconcepibile. Il Buducnost ha battuto Real e Cska, tanti sono altri esempi simili: perché solo in casa Olimpia si pensa sempre che sia impossibile battere le più forti come il Fenerbahce?
  6. Prima della serie di 5W in Turkish Airlines Euroleague si vociferava con una certa insistenza di un cambio di coach (a fine stagione) in caso di mancati Playoff, con il nome di Xavi Pascual fatto da più parti. Ok il diritto di scegliere della società, ma quante volte abbiamo visto nello sport disastri arrivati dopo la delegittimazione della guida tecnica? Qui serve la società, che ha vissuto situazioni simili abbastanza di recente e potrebbe farne tesoro.
  7. Nessuno può pensare che Pianigiani dica al primo responsabile della rotazione dopo il “pick and roll” di farsi gli affari suoi e fregarsene allegramente di quanto accade alle sue spalle. Ma allora perché sono sette mesi che la storia si ripete con inquietante regolarità? In palestra si lavora per correggere, soprattutto quando il tempo è poco per allenamenti veri e gli aggiustamenti diventano fondamentali. Come rispondono i giocatori, se è vero che il coach sottolinea spesso l’applicazione di tutti? Sono così scarsi? No, dai…
  8. Curtis Jerrells è la seconda questione più problematica dopo Omic. Non è guardia da livello buono di Eurolega, ma non può essere nemmeno il fantasma che fa sparire il pallone dalla disponibilità dei compagnia per 15 secondi. Sempre.
  9. Andrea Cinciarini è ormai relegato a primo assistente di Pianigiani, come ci faceva notare un giornalista assai competente dopo la gara col Pana. Perché? Siamo così certi che una manciata di minuti del capitano non possano essere di aiuto? Mahmutoglu e Guler sono così diversi? Eppure il loro in maglia Fener lo fanno. Quando i tifosi di Milano avranno la bella notizia del rinnovo dell’unico giocatore che ha creato un reale legame con loro negli ultimi anni?
  10. Come spesso accaduto all’Olimpia di recente, la sensazione guardando le facce di staff e giocatori è quella di vedere chi esce da un turno di 16 ore in miniera. Tifosi o meno, viene da dire un sincero e sorridente “Forza ragazzi, siate felici e godetevi il lavoro più bello del mondo, oltretutto in una delle pochissime società che ve lo remunera con regolarità ed in quantità di denaro eccellenti“. Quel sorriso potrebbe essere il primo set offensivo vincente nelle ultime due giornate di Turkish Airlines Euroleague.
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