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Regular Season 2018-2019Season 2018/2019Turkish Airlines Euroleague

Maccabi cade con le proprie forze. I Playoff ora sono lontanissimi

Doveva essere la partita della vita per il Maccabi Tel-Aviv e così lo è stata. Per 28′ minuti di gioco sicuramente si è avuta questa sensazione, ma una delle squadre più in forma della Turkish Airlines Euroleague potrebbe aver dato la mazzata definitiva al sogno chiamato Playoff.

Alla Menora Mivtachim Arena di Tel-Aviv, dopo il colpaccio della scorsa settimana targato Anadolu Efes, gli uomini di coach Ioannis Sfairopoulos si fanno scappare l’occasione di restare agganciata al sogno rimonta tra le prime otto forze del continente, ormai ufficialmente rimasto ad una piccola fiammella di speranza visto il colpaccio casalingo dell’Panathinaikos contro il Baskonia e la vittoria importantissima del’Olympiacos contro il Bayern Monaco. La squadra carnefice del sogno israeliano è lo Zalgiris Kaunas di coach Jasikevicius, che continua a far respirare grande basket in Lituania e che ha rimontato forse uno degli ottimi primi tempi targati Maccabi in questa stagione regolare europea.

Senza ulteriori indugi andiamo ad analizzare il match Maccabi-Zalgiris Kaunas terminato 83-85, con la consueta analisi in 5 punti targata Eurodevotion.

Essere grandi coach: Jasikevicius è da big

È stato autore di una delle più grandi sorprese della passata stagione e in questa stagione ha pagato a caro prezzo l’inizio davvero involuto rispetto alla passata stagione, ma una cosa è certa: coach Jasikevicius è tra i più grandi allenatori presenti nel panorama continentale. Nonostante il suo Zalgiris, a sua detta, non abbia espresso una partita eccelsa per 2 quarti e mezzo, ha insistito con i suoi dogmi cestistici. La sua pallacanestro fluida ed efficace ha messo in difficoltà il basket intenso e pragmatico di coach Ioannis Sfairopoulos, conquistando così un match che sembrava totalmente di inerzia israeliana. Dopo Gran Canaria, Bayern Monaco è il Maccabi la terza vittima di un vero e proprio clinic cestistico nel finale da nervi forti e grandi responsabilità.

22: le palle perse del Maccabi che consegnano la partita

Ad inizio stagione vi parlavo di quanto la concentrazione e la perfetta condizione psico-fisica applicata in timing e scelte offensive possa davvero indirizzare un incontro di basket in Eurolega. Bene, in Maccabi-Zalgiris si è verificato proprio lo stesso caso che molto probabilmente segnerà la fine di un sogno Playoff come quello nutrito dal Maccabi sotto la cura Sfairopoulos. Lo Zalgiris inizia a costruire il suo successo nel secondo tempo come detto poc’anzi (14-21 nel terzo parziale ha dato il via alla rimonta e all’avvincente testa a testa finale) e costringe ad errori gravissimi di concentrazione un Maccabi spegnendo in corsa il motore a pieni giri ammirato nel primo tempo di gioco. Il riusltato? Ben 20 palle perse, 22 totali nei 40′ di gioco che hanno permesso alla compagine lituana di realizzare ben 30 degli 85 punti totali da palle recuperate. Signori, benvenuti nello splendido viaggio dell’harakiri israerliano.

Tirare meglio non basta: nella pallacanestro vincono i dettagli

Nella giornata di ieri alla Sinan Erdem Dome di Istanbul vi raccontavo CSKA-Efes come match deciso dai dettagli. Anche in questo caso sono stati i minuziosi lati di un gioco, scientificamente non esatto, a decidere il destino compromesso del Maccabi Tel-Aviv. Nonostante ciò, il Maccabi nella sua seconda e decisiva partita della vita in meno di una settimana ha mostrato il suo lato migliore della pallacanestro offensiva, tirando meglio rispetto ai propri avversari in situazioni di difesa schierata. Il 66 % da 2 punti e l’ottimo 41% da 3 punti sono cifre importanti e che rendono davvero più amaro l’insuccesso israeliano in questo match caratterizzato da errori e disattenzioni generali da parte di protagonisti attesissimi alla consacrazione (Johnny O’Bryant su tutti). Lo Zalgiris ha tirato peggio dei suoi avversari (49% da 2 e 38% dall’arco), ma è stata capace con astuzia ed esperienza a portare la partita sul binario della concentrazione citato poc’anzi. Essere squadra ‘furba’ a volte può essere di grandissimo aiuto e ti fa vincere partite così complicate.

La pallacanestro moderna e quattro suoi interpreti: Wilbekin-Black e Westermann-Davies

Oltre ai numeri e le statistiche a rimbalzo, che ancora una volta hanno messo in mostra la fisicità prorompente targata Maccabi Tel-Aviv (34-24 i numeri del confronto sotto le plance tra le due compagini), è stata la vera e propria partita che ha messo in mostra due assi pick-and-roll davvero belli da vedere. I padroni di casa hanno potuto beneficiare del miglior Scottie Wilbekin della stagione (18 punti, 1 rimbalzo, 3 assist e 5 falli subiti nonostante un problema falli da gestire sin dall’inizio dell’incontro), e di un Tarik Black fenomenale e stratosferico ancora una volta come contro l’Efes di Ergin Ataman (prestazione da 18 punti, 4 rimbalzi e ben 6 falli subiti). La risposta lituana non è stata da meno: Leo Westermann, migliore in campo in questo match con una prestazione da 16 punti, 5 assist e 3 rimbalzi; si è rivelato nuovamente metronomo vincente e ben assortito con la fisicità e la completezza tecnica del leading scorer dello Zalgiris Brandon Davies (bottino totale da 12 punti, 6 rimbalzi e 4 falli subiti) creando specie nei secondi 20′ di gioco grandi difficoltà alle scelte difensive del Maccabi.

Arturas Milaknis: dalle sue mani è crollata la Sinfonia Gialla

Se c’è un protagonista assoluto che in questa partita ha davvero condannato la Sinfonia Gialla è stato il lituano Arturas Milaknis. Il suo secondo tiro da 3 punti realizzato su 7 tentativi totali in questo match ha condannato il Maccabi alla seconda stagione quasi certa dalle posizioni nobili della classifica della Turkish Airlines Euroleague. Il canestro del sorpasso a 1’e 30″ dal termine ha tagliato le ginocchia avversarie, incapaci di reggere l’onda d’urto della tripla del numero 21 dello Zalgiris. Con la “March Madness” del Panathinaikos sempre più veemente e i conseguenti risultati degli altri campi citati all’inizio dell’analisi, il Maccabi deve ora vincere tutte le partite che restano e sperare in risultati positivi dalle dirette concorrenti alla corsa Playoff nei prossimi tre turni. Dalla giornata mondiale della felicità a quella dell’incubo è un attimo. Da oggi coach Sfairopoulos lo sa meglio degli altri.

 

 

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