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Mike James MVP ma Sloukas e Calathes sono con lui

What The Fact Round 26 -Le straordinarie prove dei tre playmaker

  1. La tripla di Nick Calathes che dà la vittoria al Panathinaikos alla MegaSport Arena è un canestro che può cambiare la storia dei Playoff 2019. Battezzare Nick ci sta, dargli 5 metri è un errore inconcepibile per uno squadrone come il Cska. PS Era tabellata dichiarata, si capisce benissimo da come carica il tiro.
  2. Kostas Sloukas è irreale. Unico play vero dello scacchiere di Obradovic, sta reggendo da solo il peso del primato senza perdere un colpo. Il vero supereroe di Eurolega è lui. La gara col Barça è il manifesto culturale del playmaker: così giocano i leader in quel ruolo. Così giocavano e così giocheranno. Sarebbe stato fenomeno nell’Armata Rossa del Colonnello Gomelskij, lo sarebbe stato nelle Kinder di Messina, lo è oggi con Obradovic. Trasversalmente eterno.
  3. Mike James è l’MVP di questo torneo, con quello di cui sopra a ruota. Tralasciando i numeri che sono clamorosi, quello che impressione di più è l’impatto totale sul rendimento della propria squadra. Senza dimenticare almeno tre gare vinte direttamente ed altre 4-5 in cui ha inciso per l’80% nel successo.
  4. Se Rick Pitino porta il Pana ai Playoff il titolo di Coach of The Year ci sta tutto. Ataman non è d’accordo, così come Pesic. Sarà corsa a tre, tanto Obradovic non conta, lui sta sempre al piano di sopra.
  5. Buducnost, Gran Canaria e Darussafaka non erano squadre da Eurolega e lo hanno confermato. Avevamo detto che non avrebbero raggiunto un combinato di 18 W e così sarà. I turchi sono la peggiore in assoluto nella nuova era.
  6. L’espulsione dopo un minuto di Pesic è l’unico caso che ci fa parlare di arbitri, cosa da cui stiamo lontani per scelta e per cultura. Il coach serbo ha esagerato, vero che il fallo era clamoroso, ma comunque quando i “grigi” si ergono a protagonisti la faccenda diventa insostenibile.  Il miglior arbitro è un fantasma. C’è ma non si vede.
  7. La W del Pana a Mosca cambia tutto. Se Milano era e resta obbligata a vincere coi greci, ora la squadra di Pitino ha ottime chances di arrivare a quota 16 anche perdendo a Desio. Oggi i “greens” giocano bene e difendono come pochi. Le leggende della panca non lo sono per caso. Europa o America che sia.
  8. 93,4 – 83,3 – 73,6 – 90,6 : è il “defensive rating” del Panathinaikos nelle ultime 4 gare. Se è vero che solo Mosca è stata avversaria di rango, è altrettanto chiaro che oggi la miglior difesa di Turkish Airlines Euroleague è quella di Pitino. “PHD : passionate, hungry and determined” è il mantra.
  9. 5 su 6 Pana, Baskonia ed Olimpia, 4 su 6 Efes e Barça. Chi sta dietro le tre big sta volando ed il livello di gioco sale col progredire dell’importanza della posta in palio. Inutile giraci attorno, questa competizione è bellissima ed ha un formato clamorosamente centrato ed interessante.
  10. «Datemi una preseason come si deve e riporterò l’Efes ai livelli che gli appartengono. Noi vogliamo le Final 4». Ergin Ataman ce lo disse a luglio… Chapeau Coach, cittadino del mondo sempre vincente, fiero turco come ce ne sono pochi.

ADDITIONAL WTF

Sarunas Jasikevicius ed il “suo” Zalgiris. Non aver mollato quando era finita, continuare la crescita e saper gestire un roster molto meno talentuoso dello scorso anno. Ad un Coach più di così non si può chiedere. Giocano da Dio, semplicemente non sono forti come chi li precede. L’impresa dello scorso anno non è un caso. La resilienza tecnica e mentale di questa stagione è di pari livello. Nella culla del gioco, si cresce solo giocando vero.

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