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Regular Season 2018-2019Season 2018/2019Turkish Airlines Euroleague

Il quinto fallo di James ed il secondo fallo tecnico alla panchina. Un caso regolamentare? No, tutto regolare

Quest’anno, più che in passato, si è discusso spesso su questioni regolamentari in Turkish Airlines Euroleague. Tra cronometri e decisioni arbitrali, i temi da approfondire sono stati veramente tanti.

Nella gara di venerdì tra Herbalife Gran Canaria ed Olimpia Milano vi è stato un attimo di indecisione e di questioni irrisolte quando Mike James ha commesso il suo quinto fallo, a metà dell’ultimo quarto.

Come sempre abbiamo chiesto il parere tecnico di chi queste cose le conosce al meglio, ovvero Silvio Corrias, ex fischietto italiano ed internazionale, responsabile del sito www.weref.it in cui approfondisce tante questioni regolamentari.

LE PREMESSE

Il terzo quarto inizia con un libero amministrato da Gran Canaria per un fallo tecnico (per proteste) fischiato a Mike James dopo il termine della prima metà gara.

Ad 1’10” del terzo quarto arriva un altro “tecnico” alla panchina di Milano. Attenzione, dettaglio importante: non al coach ma alla panchina, quindi quello che in gergo regolamentare si definisce “B” (bench) e non “C” (coach).

A 6’35” del quarto periodo Mike James commette il suo quarto fallo.

I FATTI

A 5’20” dalla fine dell’ultimo quarto, su penetrazione di Pauli Oriol (il sito di Eurolega riporta erroneamente fallo subito da Xavier Rabaseda), viene fischiato il quinto fallo allo stesso Mike James. Il giocatore, dopo l’infrazione, corre via in quel segno di protesta tipico che si cerca di occultare ma che è chiaramente indicato agli arbitri di punire con la grande T. L’arbitro più vicino, Clemens Fritz, in posizione sulla linea di fondo, fischia il fallo alzando correttamente il pugno nelle tipica mimica del caso, ma omette di segnalare se si tratti di fallo su tiro (due dita verso l’alto) o su penetrazione (indicazione verso il parquet). Il primo arbitro, lo sloveno Damir Javor, posizionato sul lato opposto verso la metà campo, un attimo dopo il fischio del collega, a sua volta fischia il fallo tecnico indicando chiaramente la T con le mani. Dopo un consulto tra i tre direttori di gara viene confermato il tutto come segue: fallo a James, tecnico allo stesso giocatore che però, trattandosi del suo “sesto” fallo, non fa cumulo con il tecnico precedente e quindi non causa un’espulsione ma viene girato sulla panchina (quel “B” di bench di cui dicevamo), che a questo punto ne ha avuti due nella gara. Si decide per il fallo prima che il giocatore raccolga la palla e quindi non ci sono i due liberi dovuti in caso di penalità su “atto di tiro”, ma solo uno per il tecnico e poi possesso iberico.

IL CHIARIMENTO

A termini di regolamento è quindi tutto corretto. Le domande che potrebbero richiedere  un chiarimento sono due.

  1. Perché non si è considerato come fallo su tiro un movimento in cui il giocatore spagnolo era già sul primo passo del terzo tempo? La risposta è che il primo passo non vuol dire nulla finché il pallone non sia effettivamente raccolto. E’ James che impedisce col suo fallo quell’evento? Probabile, ma la scelta arbitrale è di considerare che una sola mano sul pallone non possa dirsi vera propria raccolta. Questione di attimi, bisogna scegliere e la terna ha deciso così. Da notare che dopo il fischio di chi ha rilevato l’irregolarità, il capo arbitro (Damir Javor) non ha potere per cambiare la decisione ma si può limitare, insieme all’altro collega, ad analizzare il fatto e fornire ulteriori dettagli. Tuttavia la decisione finale resta quella di chi ha fischiato.
  2. Perché il secondo tecnico a James non ne causa l’espulsione e perché, se il fallo scorre sulla panchina, non viene allontanato il coach, visto che è il secondo? Il giocatore milanese non viene espulso perché il tecnico affibbiatogli è il suo sesto e quindi non è considerato, a termini di regolamento, “personale”. Il coach resta in panchina poiché il tecnico precedente ricevuto non era alla sua persona (quel “C”, coach, di cui abbiamo detto), ma appunto segnalato come “B” (bench) e quindi riferibile a proteste generiche provenienti dalla panchina stessa non nella persona dell’allenatore. Le casistiche che si applicano al caso sono francamente troppe e pare inutile indicarle qui. Limitiamoci al caso classico: il coach è cacciato quando prende due tecnici classicamente definibili “C”, ovvero chiamati a lui.

IL COMMENTO

Detto che chi scrive si limita solo ed esclusivamente a cercare di fornire gli elementi regolamentari, si può con la massima tranquillità commentare che, in presenza di una corretta applicazione del regolamento stesso, l’unica annotazione può riguardare le sfaccettature del caso. L’arbitro che fischia il fallo sulla penetrazione avrebbe dovuto scegliere, tra fallo su tiro o fallo su precedente ed indicarlo, cosa che omette di fare. Si chiarisce tutto dopo il consulto coi colleghi ed è una situazione che, solo nella forma, non fa impazzire, pur perfetta nella sostanza. Di caso regolamentare, però, non si può certo parlare.

 

 

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