Olimpia Milano e la pesante eredità di Las Palmas: Gudaitis e Nunnally sotto i colpi di Eriksson

L’analisi in cinque punti del successo di Olimpia Milano in casa di Gran Canaria

L’Olimpia Milano vince a Gran Canaria e si conferma in ottava posizione in Turckish Airlines EuroLeague, a pari merito con il Baskonia. Ma sono tanti gli spunti sostanziali del 104-106 finale.

Arturas Gudaitis

Il centro lituano si è fermato a metà del secondo quarto, dopo aver piazzato un parziale di 4-0 che aveva riportato avanti la sua squadra. Si confermassero le voci di lesione al crociato anteriore del ginocchio sinistro, la stop andrebbe dai sei agli otto mesi. Quindi stagione finita, e sogno NBA da rimandarsi all’estate 2020.

James Nunnally

Per vincere, l’Olimpia Milano si è affidata al nuovo acquisto. Approccio meditato alla gara, anche goffo, 10 punti nel secondo tempo e altri 10 in overtime. Fondamentale, in tal senso, lo stop di James: la palla finisce nelle mani di Andrea Cinciarini che promuove gli isolamenti dell’ex Fenerbahce, glaciale anche in lunetta: 6/7.

Alen Omic

Il centro sloveno si ritrova inevitabilmente sovraesposto visti gli stop di Gudaitis e Burns. Il giocatore si conferma ottimo nel correre il campo, nel tagliare verso canestro e nel riproporre la palla sugli esterni. Ma i difetti sono netti: nulle letture difensive ed eccessiva morbidezza in attacco al ferro. Serve un’altro piglio per non essere il simbolo dei sogni infranti milanesi.

Marcus Eriksson

DJ Strawberry lancia il segnale con due triple sul -12 del primo quarto, il resto lo fa l’ex Barcellona: 28 punti, 4/5 da 2, 5/11 da 3, 5/5 dalla lunetta, la bomba acrobatica che vale l’overtime. L’Olimpia non esiste nelle letture difensive lungo il perimetro, ma Eriksson cesella il sul career-high di EuroLeague con una prestazione sontuosa.

Il collettivo Gran Canaria

Giusto premettere: la stagione di Gran Canaria è sino a qui negativa, perchè se la posizione defilata in EuroLeague era attesa, i soli cinque successi in ACB sono il punto più basso delle ultime stagioni. La squadra pare soffrire la responsabilità della «gara da vincere», ma ha comunque un collettivo: contro Milano 12 giocatori su 12 a referto, il solo Luke Fischer sotto i 6’ visti i 5 falli spesi. La condivisone è il strada migliore per uscire dalle difficoltà.

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