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Regular Season 2018-2019Turkish Airlines Euroleague

Il CSKA che lotta per l’Eurolega? Certo, quello di De Colo, Rodriguez e… Daniel Hackett

Testacoda che si pronunciava più interessante di quanto non dicesse appunto la classifica alla Megasport Arena. Gli ospiti montenegrini arrivavano da 3 W consecutive ed inoltre erano titolari di una clamorosa vittoria alla Moraca nella gara di andata. Il tavolo pareva apparecchiato per qualcosa di interessante e così è stato fino al 72-63 a 9’37” dell’ultimo quarto, dopodiché il parziale è stato 27-6 e le differenze di roster sono state ampiamente dimostrate dal risultato finale.

Ma gli spunti non sono certo mancati, a partire dall’ennesima, solidissima prova di Daniel Hackett, nettamente alla miglior stagione in carriera se consideriamo il contesto di squadra, il livello delle prestazioni e l’impatto in una competizione come la Turkish Airlines Euroleague.

Limitiamo quindi i nostri abituali 5 punti a soli 3 maggiormente approfonditi : Bitadze, Hackett ed il futuro delle due squadre.

  • C’era grande curiosità di vedere all’opera la sensazione Goga Bitadze contro gli esperti e tecnici lunghi russi. Il test Hines-Hunter non è stato superato, per usare un eufemismo. Itoudis gli ha riservato un trattamento speciale che i suoi centri hanno messo in pratica senza pietà. 4 tiri senza canestri in 22’50”, 2 rimbalzi, 3 perse e 2 stoppate. Arrivederci alla prossima, ma… Sì, c’è un “ma”. Agli occhi attenti dei tanti scout NBA non sarà certo sfuggito il tempismo su quelle due stoppate, che poi sarebbero tre perché c’è anche quella su Clyburn non finita misteriosamente a referto. Sono dettagli che fanno la differenza nel valutare la potenzialità di un giocatore, considerando che sono proprio i margini clamorosi che ne fanno un prospetto assoluto, già comunque in grado di fare benissimo a queste latitudini. E’ un’età, soprattutto per lungo, in cui una serata nera può arrivare: se poi giochi contro marpioni del parquet europeo come Hines o lo stesso Hunter, allora la cosa è ancora più giustificabile. E proprio quei margini sono il terreno da coltivare e lavorare con la costanza e la dedizione. A partire da quella verticalità di cui il ragazzo si fida troppo, permettendo così che il contatto fisico dell’avversario ne limiti l’efficacia. Buon lavoro, Goga. Sei al posto giusto, te lo abbiamo già detto e te lo riconfermiamo.
  • Daniel Lorenzo Hackett, ancora lui, sempre più lui. Se Kaunas era stato il primo punto di arrivo di una stagione in crescita esponenziale, la serata moscovita di ieri è conferma di una maturità tecnica e tattica acquisita che vale  ancor di più poiché in un contesto di livello assoluto. Cosa può esserci di meglio rispetto ad emergere come giocatore fondamentale in uno scacchiere come quello dei russi di Itoudis, in costante lotta per la Turkish Airlines Euroleague? Dopo l’ovvio e necessario periodo di adattamento ad una realtà straordinaria come quella del CSKA, eternamente ai vertici, il fatturato delle ultime 10 gare parla assai chiaro. 18/29 da 2 punti, 11/20 da 3 punti, 35/41 dalla lunetta, 6 volte in doppia cifra, 18 rimbalzi, 21 assist, solo 8 perse e 13,5 di PIR. Il tutto in poco più di 22 minuti di utilizzo medio. E quel rapporto assist/perse del 262% è clamoroso. Per avere un’idea, gente del calibro di Calathes è al 276,91%, mentre un Micic è al 180,95%: vero che giocano certamente più palloni, ma la cura dello stesso pallone è diventata una delle caratteristiche che fanno del play della nazionale italiana un’eccellenza assoluta. DH23 è difensore di livello notevolissimo: lo è da sempre, ma oggi emerge in modo ancor più chirurgico ed il fatto che questa sua dote di sempre si accompagni ad una maggiore lucidità sul lato offensivo è probabilmente il salto in alto più grande della sua carriera. Ed è straordinario , per la gioia di chi ama il gioco più tecnico, quel “mid-range” che potrebbe essere l’arma in più dei russi quando le vittorie si peseranno e non si conteranno. Con De Colo, Higgins ed il “Chacho”, Itoudis ha a disposizione quattro piccoli in grado di fare malissimo dai quattro ai cinque metri, una zona di campo tanto cara a Popovich che oggi è spesso dimenticata da troppe squadre. Quel jumper che distrusse Milano nella famosissima gara 7 del 2013 è tornato: ci brillano gli occhi. Infine la psicologia che porta all’impatto importante. Daniel è chiaramente cercato dai compagni che lo mettono in ritmo perché ne hanno piana fiducia. «Diventeremo una grande squadra quando MJ si fiderà dei compagni» era il mantra  dei Bulls che divennero invincibili. Oggi i vari De Colo, Rodriguez, Higgins e Clyburn si fidano di Hackett, così come lui si fida di un sistema che coach Itoudis sta facendo crescere in otticamente di aprile-maggio. Il CSKA è dei suoi fenomeni, certo, ma è altrettanto quello di DH. Tre italiani si stanno facendo notare ad altissimo livello in Eurolega oggi: Daniel si è unito a Gigi e Nick. Il dibattito su chi stia facendo meglio è apertissimo. Non era così prima: “Well done Daniel!”
  • La rincorsa  alla vetta dell’Armata Rossa ora passa attraverso un calendario assai equilibrato: 24, forse 25 W è la quota magica che dovrebbe dare il primo posto, quello che eviterebbe, in ottica Final 4, la semifinale più complicata. Ci vuole un 8-1, forse addirittura 9-0: probabile che gli scontri diretti giochino un ruolo decisivo. Ed il CSKA attende a Mosca sia il Real, al prossimo turno, che il Fenerbahce, alla 28ma: già in cassa la W di Madrid, ovvio che non si possa prescindere, in quell’ottica primo posto, da due successi casalinghi. Le possibili difficoltà del Fenerbahce a causa dell’infortunio di Vesely potrebbero anche abbassare quella quota 25W, ma vai a fidarti di Obradovic… Il Buducnost di Repesa deve semplicemente riprendere il cammino intrapreso. Non era questa la serata in cui si poteva pensare di continuare la striscia e tutto sommato 30 minuti di buona pallacanestro sono il tesoretto da cui ripartire. Chiaro, come sempre il coach croato: «Non abbiamo scuse o alibi, abbiamo smesso di giocare nell’ultimo quarto e questo non è accettabile. E’ dura vincere qui, ma abbiamo fatto due passi indietro e dobbiamo subito ritornare ad essere concentrati e connessi con il nostro piano gara. Quello che non abbiamo fatto negli ultimi 10 minuti».
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