opinioni Partite Turkish Airlines Euroleague

Efes: elogio della regolarità. Battuto anche il Khimki nella sfida tra due grandi coach

Dopo aver battuto il Fenerbahce non riesce una seconda impresa consecutiva al Khimki. Ad Istanbul si impone l'Efes 81-72.

Settimana perfetta per l’Anadolu Efes che, dopo aver sbancato Kaunas martedì, si ripete sconfiggendo tra la mura amiche una delle squadre più in forma della Turkish Airlines Euroleague, quel Khimki capace di interrompere due giorni fa la striscia positiva del Fenerbahce.  Per i russi, ancora privi di Shved, fatale il terzo quarto. Punteggio finale 81-72 per i turchi che continuano a mantenersi a ridosso delle prime tre della classe.

Analizziamo, come sempre, attraverso i cinque punti di analisi di Eurodevotion la sfida tra due delle squadre probabilmente meglio allenate di tutta la competizione, l’Efes di Ergin Ataman e il Khimki di Bartzokas.

CURIOSITA’: la gara di Istanbul metteva faccia a faccia due squadre che condividono due dati curiosi, uno positivo ed uno negativo. Sono infatti state le uniche due a battere il Fenerbahce ma anche ad avere un epilogo beffardo al Forum di Assago. Ambedue hanno perso in trasferta contro l’AX Milano per 81-80 in finali rocamboleschi con James decisivo. Destini comuni

VASILIJE MICIC: proprio il giocatore serbo, nella serata del Forum citata sopra, entrò nella storia, dalla parte sbagliata, fallendo due liberi decisivi nel finale di gara favorendo il sorpasso milanese. Il classe 94, ex Zalgiris di Kaunas, si è ampiamente rifatto nel corso della competizione mostrando una continuità di rendimento importante. Questa sera è stato l’MVP della gara. Numeri importanti i suoi: 16 punti, 8 assist, 3/3 ai liberi e 5/10 al tiro. Decisivo nel terzo quarto in cui la sua squadra ha dato la spallata decisiva

ERGIN ATAMAN: proprio in una intervista su Eurodevotion il coach turco aveva detto di aver bisogno di una buona preparazione per garantire un Efes competitivo. I risultati sono la logica conseguenza di quanto affermato in estate e l’Anadolu si sta dimostrando una macchina allestita in maniera molto intelligente in estate e condotta da un pilota capace. Ciò che maggiormente colpisce è la straordinaria regolarità nel cammino in questa Turkish Airlines Euroleague. 12 vittorie su 18 partite impreziosite da quella sulla corazzata Fenerbahce ma soprattutto nessuna sconfitta che grida vendetta. Un percorso regolare con playoff quasi certi e un Ataman serio candidato al premio di coach dell’anno

GIORGIOS BARTZOKAS: l’allenatore dei russi, il greco Bartzokas, non è assolutamente da meno rispetto al suo collega. Il Khimki è per filosofia costruito intorno al suo fuoriclasse Alexei Shved. Perso, ormai da quasi due mesi, il talento russo la squadra non soltanto si è scomposta ma ha paradossalmente migliorato il proprio rendimento. Nelle otto partite disputate senza Shved, prima di quella di Istanbul, il record del Khimki era 4-4, migliore rispetto a quando in campo vi era anche la sua stella. Bartzokas ha cambiato il modo di giocare, privilegiando il gioco dentro l’area (prima dell’infortunio dello “zar” ben il 54% dei tiri del Khimki era da tre punti mentre ora è sceso al 44% e si andava molto meno in lunetta) rispetto a quello perimetrale trovando in un giocatore come Jordan Mickey un rookie molto interessante.  Un gioco più fisico e più votato al sacrificio e alla difesa ha esaltato anche altri giocatori, uno su tutti, l’ex Olimpia Milano Charles Jenkins. “L’Eurolega è la lega degli allenatori” sentenziò Bianchini. Giorgios Bartzokas è uno di quelli che ne incarna l’eccellenza per la sua straordinaria capacità di cambiare le caratteristiche ma anche inculcare certezze ai propri giocatori. Non sentire troppo l’assenza di Shved è l’ennesima “magia” di questo coach

TERZO QUARTO: la terza frazione è stata quella che ha indirizzato il match verso l’Anadolu Efes. Dopo due quarti sostanzialmente in equilibrio, con un Efes non troppo “cattivo” (solo 4 falli, 0 nel secondo quarto) , al rientro degli spogliatoi è proprio cambiato l’atteggiamento dei padroni di casa diventati di colpo più aggressivi dal punto di vista difensivo alimentandosi così anche sul lato offensivo. L’energia, maggiore, che aveva perso ai russi di stare in partita e di tirare ben 11 volte in più nei primi due quarti (figli dei 6 rimbalzi offensivi contro gli 0 dei turchi) è stata pareggiata nei secondi venti minuti permettendo alla maggiore profondità e talento del roster turco di aprire quel divario mai più ricucito. Una partita che certifica una volta di più la splendida stagione dei ragazzi di Ataman e la pericolosità del Khimki Mosca a prescindere dalla presenza della sua stella più luminosa.

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