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Season 2018/2019Turkish Airlines Euroleague

What the fact #5 – Turkish Airlines Euroleague Round 16

  1. Olimpia Milano da record col Buducnost. I 36 punti del primo quarto, i 56 di metà gara ed i 111 finali sono le migliori prestazioni di sempre nella categoria. I 111 fanno il pari coi 111 casalinghi, in negativo, subìto dal Maccabi lo scorso anno. Anche le 5 triple di Bertans e le 4 di Kuzminskas sono il dato individuale migliore in carriera di EL.
  2. Goga Bitadze, mamma mia! Lo abbiamo descritto parlando della gara, abbiamo provato ad individuarne punti di forza e debolezze. Sarà tema della stagione senza dubbio. Per tornare ad un 19enne di tale impatto non è necessario andare troppo indietro nel tempo, basta rivolgersi a Luka Doncic. Ora la discussione sarà semplice: di là subito od un’altra stagione ad alto livello in Eurolega per creare nella comprensione del gioco? Il ruolo fa molto.
  3. Danilo Gallinari parla della sua esperienza europea come fondamentale per le  caratteristiche odierne di playmaker aggiunto. Ed allora torniamo a Bitadze e Doncic: maturare nel vecchio continente dà qualcosa in più in termini di comprensione del gioco. Ovvio che però scontrarsi subito coi migliori al mondo…
  4. Gigi Datome fa la giocata dell’anno contro il Real Madrid, Daniel Hackett domina la gara con lo Zalgiris tenendo in panca il Chacho nei momenti decisivi, ieri un Alessandro Gentile “d’annata” ne mette 25 e batte i “blancos” in ACB col suo Estudiantes, Nick Melli è il migliore del Fenerbahce contro il Baskonia. Gli italiani ottimi ci sono, il problema è che dietro a questi non c’è niente di niente. E ci vorrà almeno un lustro, minimo, per riavere qualcosa di lontanamente simile.
  5. Kavaliauskas out ed allora a Kaunas sbarca Deon Thompson, vecchia conoscenza del basket europeo. “Undrafted” nel 2010, l’ex Tar Heel è alla sesta squadra di Eurolega: Olimpia Ljubljana, Alba Berlino, Bayern, Galatasaray e Stella Rossa nel suo curriculum da 90 gare. 4/5 di buon livello, sarà importantissimo nelle 5/6 settimane di assenza del suddetto Kavaliasuskas, sotto i ferri per un problema addominale.
  6. I 10 assist di Llull sono la miglior prestazione stagionale del fenomeno “merengue”. Il suo record personale risale al 2015, quando ne smazzò 12 contro l’Efes. Quest’anno era fermo agli 8 del primo turno contro il Darussafaka.
  7. Continua il dominio assoluto delle tre big, Fenerbahce, Real e Cska. Dopo 16 turni il record combinato dice 40 W ed 8 L. Lo scorso anno, allo stesso punto della stagione, eravamo a 32-16. Nella stagione 16/17 si stava a 33-15. Singolare il caso del Cska: dopo 16 turni, si è sempre trovato a 12-4, da quando è effettivo il nuovo formato di EL.
  8. Come già anticipato nell’appuntamento precedente di WTF, la classifica è molto chiara ed ancor meglio definita dopo la prima giornata di ritorno. Tre gruppi, tre obiettivi. Le suddette “big” che si spartiranno i primi tre posti, Efes ed Olympiacos, che paiono in vantaggio per lo spot 4-5, il più ricercato a livello Playoff perché garantirebbe di non dovere giocare contro le tre di cui sopra, e poi 6 squadre (Barcellona, Milano, Zalgiris, Bayern, Panathinaikos e Baskonia) in una lotta senza quartiere per i rimanenti tre posti di postseason. Difficile che si possa rientrare da dietro, con, nel caso, Maccabi e Khimki uniche opzioni.
  9. Milano vs Barcellona è partita che vale doppio, soprattutto per l’Olimpia. Un successo “blaugrana” darebbe agli uomini di Pesic 2 gare di vantaggio ed il 2-0 negli scontri diretti (quindi 3…), mentre una vittoria Olimpia sarebbe fondamentale per non ridurre a due i posti disponibili per la corsa Playoff. Occhio anche allo scarto dell’andata, +10 catalano. Dopo questa gara, con 13 ancora da giocare, il Barça ne avrà 8 in casa, con due serie, una da tre consecutive ed una da due (le ultime): vantaggio non da poco che si è guadagnato gestendo bene il difficile calendario iniziale (8 su 12 fuori).
  10. Infortuni sempre più fattore chiave. Shengelia out per più di un mese (minimo), fa il pari con Nedovic, che è letale per Milano. Shved ha tolto speranze al Khimki, seppur tecnicamente sempre ottimo. Kavaliauskas pesa molto più di quel che sembri per lo Zalgiris. Ce ne sono almeno un’altra decina di grande impatto. Non si dica però che siccome arrivano a tutti, alla fine le cose si pareggiano. Altrimenti sembra il discorso dei calci di rigore e degli errori arbitrali nel calcio… Di certo gli staff devono essere in grado di preparare un sistema che possa fare a meno anche dei migliori, a volte. Il Laso dello scorso anno insegna: da quella buca si può riemergere anche più forti, coinvolgendo maggiormente tutto il roster. La necessità di 10/12 giocatori veri è ormai più che confermata.
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