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Il ciclone Teodosic si abbatterà sull’Eurolega?

Sussurri e grida che si susseguono dal mondo Nba a quello di Turkish Airlines Euroleague: quale sarà il destino di Milos Teodosic per il resto di questa stagione?

E’ stato lo stesso giocatore a mettere in risalto la questione diverse settimane fa: «Bella la NBA, ma mi diverto di più in Europa», il succo delle sue dichiarazioni.

Ha continuato Doc Rivers, coach dei Clippers, dubitando che l’addio potesse avvenire in corso di stagione.

Ha infine detto la sua anche Danilo Gallinari, auspicando la conferma del fenomeno serbo a Los Angeles fino al termine del torneo in corso.

Infine è stato il periodico serbo Kos ad accostare il nome del playmaker all’Anadolu Efes (di seguito il link)

Miloš Teodosić u Efesu!?

La naturale conseguenza, secondo taluni (Eurohoops su tutti), sarebbe l’addio di uno dei tre attuali protagonisti della grande stagione Efes, indicando in Shane Larkin chi potrebbe fare il viaggio opposto rispetto al leader della nazionale serba, con un ritorno in NBA.

Le ultime informazioni raccolte da Eurodevotion nella tarda serata di ieri sono ancora molto vaghe, nel senso che se è vero che un contatto c’è stato, è altrettanto vero che al momento si tratta di trattativa non semplice, anche perché è imprescindibile il taglio del giocatore da parte dei Los Angeles Clippers, senza il quale non se ne farebbe nulla.

Indipendentemente dal momento di stallo o meno della questione, è lampante che l’approdo di Milos Teodosic in un club di Eurolega sarebbe un ciclone in grado di travolgere tutto e tutti, cambiando non di poco i rapporti di forza all’interno del torneo.

Ed allora abbiamo provato a capire chi potrebbe firmarlo e perché, partendo da una situazione tecnica che giustificherebbe un investimento assolutamente di portata molto importante per chiunque.

E’ naturale che il primo pensiero vada alle tre dominatrici del massimo campionato europeo: Fenerbahce, Real e Cska cui oggi ci sentiamo di aggiungere il solo Efes, viste quanto trapelato nell’ultima settimana. Partendo da un presupposto chiaro e semplice: l’ingaggio del serbo è possibile per diversi club, dal punto di vista economico, ma dipende dalla volontà di andare extra-budget per quasi tutti, escluse solo ed esclusivamente Buducnost, Darussafaka e Gran Canaria, anche perché è da escludersi un approdo di un atleta di tale livello in squadre senza reali prospettive.

Iniziamo dal Fenerbahce. Noi lo avevamo pensato subito, dopo le dichiarazioni del giocatore: a seguito dell’infortunio di Tyler Ennis, comunque più guardia che playmaker, il reparto arretrato di Obradovic avrebbe necessitato di un supporto di valore per Kostas Sloukas, rimasto solo al comando delle operazioni in regia. Mahmutoglu e, soprattutto, Bobby Dixon, per quanto validissimi, potevano essere considerati di altissimo livello per competere ad aprile e maggio? Risposta affermativa per il naturalizzato turco, protagonista assoluto quanto conta, ma certamente meno regista, mentre il capitano della nazionale è certamente valido ma mai utilizzato realmente nelle sfide fondamentali di fine stagione. Da Istanbul ci hanno detto di no, ma resta nostra idea di fondo che, al momento in cui servirà, la sovraesposizione di Sloukas verrà bilanciata da un arrivo. E se non sei un giocatore vero, da Obradovic è meglio non andare. Chi c’è più vero di Milos? Cosa c’è di più intrigante di un’accoppiata coach-playmaker dei due serbi? Certo, è un Fenerbahce che ha passato un’estate difficile economicamente, conclusasi con le più certe rassicurazioni da parte del patron Koc sul futuro ad alto livello del club, tuttavia è palese che l’investimento sia di notevole impegno, cosa che farebbe pendere la bilancia dalla parte del no.

Il Real Madrid, delle tre grandi, parrebbe quella in grado di adattarsi al meglio all’arrivo del giocatore. Un sistema che ha perso Doncic, recuperando però un Sergio Llull di fatto assente per il 90% della stagione scorsa e che ha trovato un Facundo Campazzo in grandissima crescita ed ormai uno dei top nel ruolo in Eurolega. La grande flessibilità di Pablo Laso a livello di sistema di gioco, le caratteristiche stesse di Teodosic ed una pallacanestro scintillante per ritmo e tecnica come quella madrilena, il perfetto mix tra attacco a metà campo ed una transizione che è la migliore d’Europa ed infine una coesistenza con gli stessi Llull e Campazzo che tecnicamente non pare avere alcuna controindicazione. A livello di logica si tratterebbe di operazione più o meno allo stesso livello di quella dei rivali turchi: intrigante sì, ma soprattutto tecnicamente perfetta.

Voliamo a Mosca, casa Itoudis, casa CSKA. Oggi come oggi, la squadra che ne avrebbe il minor bisogno dal punto di vista tecnico e del roster. Un backcourt già straordinario in cui a fianco dei campionissimi De Colo e Rodriguez è emerso definitivamente, a livelli da MVP sinora, Cory Higgins. Se pensiamo che anche Daniel Hackett sta facendo bene e che lo stesso Kulagin, come quinta opzione, ha dato qualcosa di positivo, risulta difficile pensare ad un inserimento ulteriore come quello del serbo. Senza togliere nulla alla possibilità che ciò accada, la logica ci dice che sia meno probabile. Logica che il mercato e le dinamiche dello stesso hanno spesso smentito…

Infine l’Efes, che forse doveva essere in testa a questo serve elenco, viste le voci susseguitesi negli ultimi giorni. Tralasciando queste e pensando ad un discorso puramente tecnico, è ovviamente la squadra che ne avrebbe più bisogno per agganciarsi definitivamente al lotto delle grandi aspiranti a Vitoria 2019. La squadra di Ataman sta facendo un percorso spettacolare, oltre ogni rosea aspettativa ( di tutti ma del coach, che ce lo disse a luglio…), giocandosela ad alto livello con tutte le top. Battuto il Fenerbahce, sconfitta in un finale discusso e convulso col Real, solo una seconda parte di gara deficitaria a Mosca, dopo un primo tempo di altissimo livello: 9-5 e classifica favolosa. Micic è da primo quintetto, così come Beaubois, mentre Larkin ha iniziato lentamente ma nelle ultime gare è salito di colpi in modo notevole: Milos Teodosic porterebbe questo backcourt a livello, se non addirittura oltre, delle migliori. Se ne facciamo una questione economica, allora il possibile addio di Larkin avrebbe una logica, onde poter affrontare l’investimento per il serbo con un po’ più di agio, ma se invece vogliamo vederla dal punto di vista del raggiungere le grandi, allora completare il reparto arretrato col grande Milos darebbe un sapore ben diverso alla stagione turca.

Non sappiamo, quindi, dove andrà Teodosic e, soprattutto, se realmente tornerà in Eurolega, tuttavia è chiarissima una cosa: dovesse diventare realtà il rientro del serbo il mondo di Turkish Airlines Euroleague cambierà. A qualunque livello. E non di poco.

 

 

 

 

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